TFF Noi siamo come James Bond (Mario Balsamo, Italia)

novembre 30, 2012 in Cinema, Net Journal, Primo Piano da Cinzia Sfolcini

Un film sicuramente diverso da quello che ci

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si poteva aspettare, dato il titolo. Ma non per questo meno interessante.

Mario e Guido, un’amicizia che dura orma da decenni e che ha fatto superare ad entrambi il tumore che li aveva colpiti. I cinquant’anni, per i due amici, rappresentano il momento per fare un consuntivo e per ripercorrere le tappe della loro amicizia, rivedendo i luoghi che avevano visitato quando erano due ventenni girovaghi: la spiaggia di Sabaudia, Perugia, il bosco degli spiriti introspettivi di Borgotaro. E quel viaggio in Islanda, nel lontano 1985, quando avevano visto insieme l’ultimo film di James Bond, cosi diverso da loro…Sean Connery, con il suo smoking, il suo aplomb, è stato da sempre un mito inarrivabile, con cui confrontarsi. Che sia giunto il momento di farci quattro chiacchiere?

Si tratta di un film molto introspettivo, un documentario che scava nel profondo.

“Muoversi è un po’ come fare un documentario, sai da dove parti, ma chissà quando arriverai” asserisce il regista Mario Balsamo “La domanda che

avevo pensato all’inizio, cioè sul perché ci siamo ammalati, mi è parsa sempre più inadeguata. Si è tradotta e sublimata nel rapporto di un’amicizia. E la malattia, il cancro, è lo scenario più autentico in cui rappresentarla”.

 

 

Mercoledì 28 novembre è anche il giorno di Alessandro Preziosi e Pappi Corsicato, al Torino Film Festival per presentare il film più famoso di Max Ophuls “Lettera da una sconosciuta”, secondo il direttore Gianni Amelio “il più bel film del festival”.

La storia si svolge ai primi del novecento. Stefan, un pianista un tempo di successo e un inguaribile seduttore, riceve una lettera da una donna che scrive di averlo molto amato e di aver avuto un figlio da lui, recentemente morto di tifo. Solo ora, che sente la morte prossima, ha trovato il coraggio di scrivergli, per rivivere la passione che era nata in lei, ancora ragazzina, quando lo sentiva suonare dalla finestra di casa.

Prima della proiezione, Gianni Amelio prende bonariamente in giro Alessandro Preziosi, chiedendosi e chiedendo “Come mai un attore attraente, al pari delle attrici, deve ancora dimostrare di essere pure bravo. Perché Alessandro Preziosi è effettivamente un bravo attore”.

L’attore si schermisce “Continuate pure a scrivere che sono bello, del resto le conferme sulla mia bravura le chiedo a mia mamma e ai miei figli”.

Gianni Amelio conclude la simpatica diatriba asserendo che però, effettivamente, la bravura è anche bellezza.