Tesori da scoprire a Firenze

febbraio 18, 2001 in il Traspiratore da Redazione

Sembra quasi un paradosso, ma anche a Firenze, sinonimo del turismo d’arte, esistono opere e monumenti quasi sconosciuti. Gli oltre sei milioni di turisti annuali si dividono tra poco più di una trentina di chiese e musei, lasciando praticamente deserti altri luoghi di pari interesse. Iniziamo questo viaggio alternativo da un complesso religioso.

Lasciandosi alle spalle il Museo Archeologico e dirigendosi verso la Chiesa di Santa Croce, camminate per borgo Pinti, un lungo asse rettilineo. A dispetto della sua modesta ampiezza, nasconde palazzi nobiliari, case di artisti, giardini, chiese e monasteri.

Uno di questi è il complesso monastico della Chiesa di Santa Maria Maddalena de’ Pazzi, al numero 58. La storia del convento è segnata da numerosi “passaggi di mano”. Fondato nel 1257 dall’ordine benedettino, nel 1442 passò ai frati Cistercensi e nel 1628 alle Carmelitane; dal 1928 vi risiedono gli Agostiniani francesi.

Entrando da borgo Pinti, appare un chiostro ampio ed illuminato, che si contrappone alla scarsità di luce della via, opera di Giuliano da Sangallo. I caratteri architettonici sono di stampo prettamente quattrocentesco. La struttura della chiesa è ad aula unica, con sei cappelle laterali ad ogni lato. La costruzione fu terminata agli inizi del 1500, ma le decorazioni interne (statue, affreschi, tele ecc.) risalgono prevalentemente ai due secoli successivi. La cappella maggiore è un significativo esempio del gusto barocco in Firenze.

Il complesso religioso riserva altre sorprese: tornando nel chiostro, una porticina a sinistra dell’ingresso della chiesa ci conduce, attraverso i sotterranei, alla ex sala capitolare. Ad una parete vi è conservata la Crocifissione, affresco del Perugino, importante pittore rinascimentale umbro attivo nel centro Italia. La chiesa e la sala capitolare sono aperte tutti i giorni dalle 9 alle 12 e dalle 17 alle 19.

Il Traspiratore – Numero 25-26

di Daniela Re