Teatro Regio per l’anno 2013-2014

ottobre 14, 2013 in Net Journal, Primo Piano, Spettacoli da Marcella Trapani

Simon Boccanegra _Beggi, Maestri, Mastromarino Atto I [069] Il primo titolo in programma è il Simon Boccanegra, opera scritta da Giuseppe Verdi nel 1855 su libretto di F.M. Piave, qui diretta da Gianandrea Noseda nello splendido allestimento di Sylvano Bussotti per il Teatro Regio. Vede protagonisti il baritono Ambrogio Maestri nel ruolo del titolo, il basso Michele Pertusi che interpreta Jacopo Fiesco e nel ruolo di Maria Boccanegra il soprano uruguyano Maria José Siri.

Nelle conferenza di presentazione il Sovrintendente

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Walter Vergnano ha ribadito il ruolo preminente del Teatro Regio nella vita della città di Torino, nonché il sostegno di cui il teatro gode da parte del suo pubblico. La stagione comprende quest’anno 15 titoli di opera, due dei quali verranno rappresentati in Giappone. Anche quest’anno si registra una contrazione dei contributi pubblici a cui però si è riusciti a sopperire con i finanziamenti privati che hanno permesso di chiudere il bilancio del passato anno con un leggero attivo, caso davvero raro oggigiorno tra i teatri italiani.

Il maestro Noseda ha sottolineato da parte sua il grande senso di appartenenza all’istituzione teatro di tutti coloro che ci lavorano, fenomeno che ha fatto del Teatro Regio un modello per l’allestimento delle opere liriche italiane. Per esaltare il ruolo dell’Italia come culla dell’opera il direttore artistico ha pensato ad un mini-festival basato sulle opere di Verdi, Rossini e Puccini. Di ognuno saranno presentate due o tre opere più rappresentative e per Verdi verranno allestiti due galà lirici-sinfonici con tre ampie selezioni da Macbeth, Il trovatore ed Aida.
Grande rilievo ha per il maestro anche il balletto di cui saranno presentati Limb’s Theorem del coreografo americano William Forsythe e Giselle del coreografo danese Mats Ek, messi in scena dal Ballet de l’Opéra de Lyon. nell’ambito delle iniziative di Torino incontra la Francia e in collaborazione con Torinodanza Festival.
Seguirà l’allestimento de Il Flauto Magico di Wolfgang Amadeus Mozart, visto dagli occhi di Roberto Andò, regista colto e raffinato.
Tra febbraio e marzo sarà in scena Giacomo Puccini con quattro delle sue opere più importanti: Madame Butterfly, Turandot, Tosca e Gianni Schicchi, abbinato a A Florentine Tragedy di Alexander von Zemlinsky.
Alla presenza del sindaco Pietro Fassino il 1° ottobre è stato presentato il cartellone della nuova stagione del Teatro Regio di Torino. Il Simon Boccanegra, l’opera scelta dal direttore artistico per celebrare i 200 anni dalla nascita di Verdi, non è tra i titoli verdiani più popolari del compositore di Busseto. E’ stata definita dal maestro Noseda un dramma “scuro … nell’orchestrazione, nelle atmosfere, nel trattamento delle voci.”
L’opera fu ripresa e modificata su libretto di Arrigo Boito nel 1881 e andò in scena al Teatro alla Scala tre anni dopo. La vicenda politica e familiare raccontata nell’opera di Simon Boccanegra, un tempo corsaro e divenuto poi primo Doge della Repubblica di Genova, si svolge nella prima meta’ del XIV secolo: egli aveva amato in gioventu’ la figlia di Jacopo Fiesco e da questa unione era nata una bambina, Maria, che gli era stata sottratta ed era poi improvvisamente scomparsa. Dopo venticinque anni Boccanegra riconoscera’ la propria figlia in Amelia, adottata dalla famiglia Grimaldi. La giovane ama, riamata, Gabriele Adorno, un aristocratico che cospira con Jacopo Fiesco contro il Doge. A Gabriele contende la ragazza Paolo Albiani, il quale chiede la sua mano: il Doge rifiuta pero’ di dare in moglie Amelia a Paolo e questi si vendica progettando il rapimento della giovane.
Paolo Albiani incita poi il popolo alla rivolta contro il Doge e cerca di convincere Fiesco e

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Adorno ad assassinare Boccanegra. Gabriele pare disposto a farlo poiche’ sospetta del rapimento di Amelia lo stesso Doge: la ragazza gli rivela pero’ che Simon Boccanegra e’ il suo vero padre e Gabriele desiste dall’uccidere il Doge. Paolo Albiani, vista fallire la congiura da lui stesso ispirata, decide allora di avvelenare Simone.
Nonostante l’iniziale successo della seconda versione del dramma, il cammino del rinnovato Simon Boccanegra non fu agevole. Alla fine dell’Ottocento l’opera era nuovamente uscita di repertorio e il definitivo recupero avvenne solo nel 1929, quando fu inserita nei cartelloni dei maggiori teatri tedeschi con prestigiosi registi e interpreti, mentre nel 1932 trovò la sua consacrazione internazionale al Metropolitan di New York e negli anni successivi, sull’onda del trionfo americano, venne ripresa con successo in Italia: a Roma, Parma, Firenze, Bologna.
La ripresa della prima versione in forma di concerto, il 2 febbraio 2001 al Palafenice di Venezia (all’epoca la ricostruzione del Teatro La Fenice era ancora in corso), ha messo ancor meglio in evidenza i meriti della capillare revisione del 1881, certamente la più impegnativa e insieme la più efficace alla quale Verdi abbia sottoposto una sua opera
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