TAMARREIDE

dicembre 8, 2011 in Racconti da Meno Pelnaso

– Dovrei sentirmi orgoglioso?

– Beh …

– … NO! Mi dica Lei, … dovrei sentirmi fiero?…

– … Mah, …

– … CIOÈ …

– … PERCHÈ …

Sono sul solito autobus, fonte di ispirazione e di svago.

Come sempre tutto è nato dalla visione di uno spettacolo televisivo di prima serata …

… ma continuiamo ad ascoltare …

– Mentre mi trovavo negli Stati Uniti, ai controlli, era facile riconoscere gli oriundi dagli altri perché questi, quando vedevano che arrivavo dall’Italia chiedevano “Bella l’Italia, dove si trova la tua città?”. Due chiacchiere e già facevano i conti per portarci la famiglia e gli amici alla prima occasione.

– E gli altri?

– Gli altri chiedevano “Bella l’Italia, come sta Ruby?”

– Ma NOOOO! … certo che se leggevano solo giornali scandalistici, forse mentre stavano seduti in una bettola a “disfarsi” davanti ad una birra a fine turno, … non potevano che conoscere solo queste porcherie …

– Forse sono sempre quelli che ritengono di conoscere tutto ciò che serve di Venezia per aver passato un weekend a Las Vegas su una gondola al “The Venetian”, …

– … o che pensano che le barzellette sugli italiani (ma anche francesi, tedeschi, polacchi, …) diano una rappresentazione affidabile della realtà (senza chiedersi quindi perché si chiamerebbero “barzellette” …), …

– … o che mangiano “pasta & pizza” perché sono buone e convenienti, ma non riuscivano ancora a separarle da “mafia & mandolino” …

– … ed è già passato quasi un secolo e un numero infinito di riconoscimenti in tutti i campi per il contributo degli italiani nel mondo!

– Ehe, caro professore …

– Poi mi restituivano il passaporto e ridacchiavano spiegando ai colleghi, che non avevano la tivvù via cavo, quali erano le ultime “news” dall’Italia …

– Già, … certi campanilismi fanno solo danni e non aiutano a crescere intellettualmente.

Lo sentiamo tutti i giorni anche nel nostro paese che, tra le urla sguaiate di certa politica, a 150 anni dalla fondazione, ancora non abbiamo raggiunto un’unità culturale e sociale.

– Secondo me ho la forte, indelebile, dolorosa sensazione che alcuni favoriscano in modo improvvido ed intempestivo, per indifferenza o proprio tornaconto, questi giudizi e forse ne godono o ne traggono vantaggio per le loro campagne …

– SIII! Signore caro … È proprio vero! … Prendiamo ad esempio certa tivvù …

È una signora anziana che s’infervora agitando minacciosamente e pericolosamente il manico dell’ombrello …

– … mia nipote da qualche tempo guarda una serie che s’intitola “Jersey Shore” …

– L’ho sentito, il termine è usato per indicare sia la costa atlantica del New Jersey sia la comunità residenziale adiacente, ma il “reality show” descrive le dis-avventure di certi …

… come li chiamano? …

– … “Guidi” e “Guidette” (nome spregiativo affibbiato pregiudizialmente a tanti, se non a tutti, gli italiani) …

– … stereotipi poco lusinghieri di certa presunta fauna italica, …

– … tutt’altro che presunta cara Signora, TUTT’ALTRO! …

– … che si arrotola sui divani, si avvita sulle pedane delle discoteche e si azzuffa o si insulta per qualsiasi sciocchezza. Lei li prende in giro con le amiche ma i tamarri imperversano ormai …

– … dovrebbe passare sotto casa nostra! … Vedrebbe che begli esemplari … e col caldo dobbiamo tenere le finestre aperte … dovrebbe sentire che cosa esce da quelle … bocche …

– … Certo! … Come il Grande Fratello” … e certa stivalica tivvù che fa? …

COPIA! … per poter così trasmettere le epiche gesta dei truzzi locali nella lingua del Sommo Poeta, … o ciò che ne è rimasto!

– Ahhhh! Così è nato “Tamarreide”?

– SI. … forse per dare un esempio pratico di cosa ci si aspetta oggi dai giovani italiani, per inorgoglire i tanti genitori e professionisti dell’educazione e per confermare, se ce ne fosse stato bisogno, che tanti italiani sono proprio come descrivono le barzellette pregiudiziali …

– … dovrei sentirmi orgoglioso? …

In fondo all’autobus un rutto di formidabile potenza copre il rumore del motore e mette il punto esclamativo alla domanda rimasta in sospeso!

Alla fermata scendono con gran vociare alcuni orgogliosi e sghignazzanti ragazzi e ragazze per esondare dentro al bar di fronte alla fermata.

I passeggeri che discutevano si guardano stupefatti ed avviliti …

… abbassano gli occhi …

… le porte si chiudono …

… l’autobus riparte …

Affettuosamente Vostro

Meno Pelnaso

di Meno Pelnaso