Sua Maestà il Tartufo

novembre 24, 2002 in Libri da Gustare da Stefano Mola

Andrea Daprati, “Sua Maestà il Tartufo”, Todaro Editore, Euro 18,08

30760(1)Ci sono cose che ancora sfuggono al catenadimontaggiamento? Vorrei soltanto riflettere un attimo sull’addomesticamento e le sue conseguenze. Positive o negative che siano.

Prendiamo il cibo. I supermercati sono stracolmi di scatole, barattoli, lattine, sacchetti, confezioni fatte per stare un tempo immemore a temperature bassissime eccetera. Verrebbe da dire che ormai gli alimenti sono totalmente catenadimontaggiati. Questo processo si sta sempre di più estendendo anche a quel fare, codificato in ricette scritte o tramandate, che trasforma i singoli contenuti dei numerosi contenitori prima elencati in pietanze. Ora non è più necessario fare operazioni che richiedano dosi, competenze, gesti, tempi, accostamenti. Soltanto, occorre saper accendere il gas, forse mescolare, far partire un timer, rimanendo in uno stato di beata ignoranza circa il prima.

Possiamo immaginare uno scenario da fantascienza in cui, dalla semina alla trasformazione, i prodotti arrivano in questi contenitori senza essere stati toccati da mani umane. Il tasso di incertezza del mondo diminuisce radicalmente. Due confezioni diverse di quattro salti in padella producono lo stesso risultato, se sono almeno capace di tenere bene il tempo di cottura. Sappiamo invece quanto il dubbio e l’incertezza siano alle nostre spalle come fantasmi per Macbeth quando, di fronte a una collezione di materie prime, leggiamo con le sopracciglia aggrottate frasi del tipo “lasciate imbiondire la cipolla”, la cui indeterminatezza dalle sfumature leopardiane spesso ci sgomenta.

È bene che il tasso di vaghezza del mondo diminuisca? Se pensiamo all’infinito di Leopardi, verrebbe da dire di no. Più prosaicamente, possiamo anche citare Sliding doors. Oppure, sempre restando all’incertezza e alla difficile riproducibilità della cucina umana, pensiamo ai disastri psicologici che frasi tipo: “non sarai mai capace di fare le lasagne come mia madre” possono produrre su coppie che pensavamo sarebbero arrivate indenni all’età pensionabile. Ma qui stiamo già dando dei giudizi. Ognuno tragga le sue conclusioni.

Fin qui, ci siamo forse troppo concentrati sul dopo, sul destino terminale dei prodotti della terra o dell’allevamento. Ma il prima? Ci sono prodotti che sfuggono al catenadimontaggiamento? Ancora si. Ad esempio i funghi e, soprattutto, i tartufi. Altrimenti, come potrebbe un libro sui tartufi iniziare con questa frase: Dicevano si chiamasse Cesarino o, forse, Celestino ma per tutti in paese era “il Ce”.

Il tartufo non si può catenadimontaggiare. Come è possibile scindere il tartufo dalla figura del tartufaio, dal suo cane, dal suo territorio, ed evitare che tutto questo si faccia leggenda, oppure poesia? Di nuovo, abbiamo a che fare con l’incertezza che si fa produttrice di letteratura. Come può non ammantarsi di storie e personaggi qualcosa che non sappiamo dove andare a cercare se nessuno ce lo insegna, e che possiamo andare a cercare solo abbiamo saputo addestrare un cane facendolo non solo strumento, ma soprattutto compagno e amico fedele? Il tartufo di per sé è un mistero per il solo fatto che si trova sotto terra, e i misteri alimentano la fantasia e le domande degli uomini. Fin dalla notte dei tempi. Altrimenti perché così tanti miti sull’origine del mondo? (chiaro che tra i tartufi e l’origine dell’universo ce ne corre, ma quello che conta è l’identico meccanismo).

Poi certo, in questo libro c’è anche tutto il resto: i tipi di tartufi, le ricette, le curiosità storiche, il cane, la conservazione, la ricerca… però il filo conduttore non può che essere quella specie di trinità che si stabilisce tra il tartufaio, il cane e il territorio, che non sai bene dove esattamente finisca uno e inizi l’altro. Andrea Daprati ci aiuta ad avvicinarci al mistero, e lo fa nell’unico modo in cui l’uomo può provare a spiegarlo: attraverso la narrazione. Documentata certo, ma pur sempre narrazione. Non è un pregio da poco.

di Stefano Mola