Su il Sipario!

gennaio 24, 2006 in Spettacoli da Stefania Martini

  • Al Teatro Gobetti, dal 25 gennaio, sarà in scena Se questo è un uomo, tratto dall’omonimo romanzo di Primo Levi, versione drammatica di Pieralberto Marché e Primo Levi.

    Come scrive la Compagnia che lo porta in scena, Questo testo, per il suo alto valore civile e di testimonianza di una tragedia, che lascia ancora attoniti e sgomenti, rappresenta un omaggio alla memoria delle innumerevoli vittime innocenti ed è proposto in forma di spettacolo destinato ai giovani, che di questo evento tragico sanno ancora troppo poco e sopratutto a quelli che hanno voluto dimenticare.

    Anche il regista Franco Però sottolinea qual’è l’intento con cui è stato allestito lo spettacolo: Quello che vorrei, è di riuscire ad avvicinare a quelle parole, le parole di autori come Primo Levi che hanno la capacità di ridare vita a quell’Inesprimibile, le immagini, i suoni, le urla e i silenzi che attraversano, loro malgrado, i viandanti di Auschwitz.

    La replica dello spettacolo di venerdì 27 gennaio è inserita nell’ambito delle iniziative organizzate dalla Città di Torino per celebrare la ricorrenza del Giorno della Memoria, istituito dal Parlamento Italiano in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti e sarà ad ingresso gratuito.

    Se questo è un uomo

    Dal 25 al 29 Gennaio, ore 20.45.

    Teatro Gobetti, Via Rossini 8 – Torino.

    Per informazioni:

    Biglietteria TST: Via Rossini 8, tel. 011 8159132.

    Vendita telefonica: tel. 011 5637079 (dal martedì al sabato, orario 12.00/18.00)

    Numero verde 800 235 333 – Info 24 ore su 24 tel. 011 5169490

    www.teatrostabiletorino.it

  • Venerdì 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria e nel cinquantenario della scomparsa di Bertolt Brecht, la Compagnia Santibriganti propone lo spettacolo Terrore e misera del Terzo Reich.

    Scritto tra il 1935 e il 1938, prima dunque dell’attuazione finale dello stermino nazista nei campi di concentramento, il testo di Brecht nacque da testimonianze oculari e reportage giornalistici e segna la svolta nella produzione del drammaturgo tedesco.

    La necessità di sensibilizzare, provocando un’immediata reazione in tutte le altre nazioni (allora, naturalmente, in Germania l’opera fu censurata), rispetto all’atroce progetto nazionalsocialista, convinse Brecht a redigere un’opera che toccasse anche le corde del sentimento e dell’emozione, oltre a quelle della ragione. Pubblicato nel ’38 a Praga per l’editore Malik, non potè essere venduto a causa dell’aggressione di Hitler.

    E’ un testo-monito di inquietante attualità. Le tecniche per conseguire il potere a tutti i costi, introdotte dal nazismo, ancora ci appartengono. La propaganda monopolizzante e menzognera, la delazione, la sopraffazione come ordine naturale delle cose generarono nel popolo tedesco quel terrore e quella miseria (fisica e morale), tali da arginare ogni ribellione o resistenza interna.

    Terrore e misera del Terzo Reich.

    Venerdì 27 gennaio, ore 21.

    Teatro Garybaldi, via Garibaldi 4 – Settimo T.se (TO).

    di Stefania Martini