Storia di S

febbraio 4, 2001 in Libri da Stefano Mola

S nacque a T, nella regione di P. Passò i primi tre anni della sua vita in riva al P, in un quartiere vicino alla D. Quindi si trasferì, beninteso con i suoi genitori, a P, paese natale di P, suo padre, che ivi aveva conosciuto N, sua madre. N, originaria di M, in seguito detta città da bere, lavorava nel bar a fianco del portone che immetteva, e tuttora immette, nel cortile dell’atavica casa della famiglia di P. P in questo caso nel senso del padre di S. Il destino incrocia i fili che sono le vite degli uomini etc.

S mosse i primi passi a C, non lontano da F, comunque sempre nella regione di P. A che età non ci è dato di sapere con esattezza. Nemmeno S fu in grado di precisare tale età, quando gli fu chiesta, molto più tardi beninteso, dalla psicologa E. Attonito sofferto di stupore di S mentre compara l’enormità del suo dolore all’apparente trascurabilità del dettaglio etc.

Alle elementari F, maestro di S, fu particolarmente colpito da una poesia che S scrisse dopo il funerale della sua bisnonna. Anche S, quando tuttora rilegge il giornalino di classe, resta colpito dalla sua sintesi espressiva. S si chiede dove sia andata a finire. Importanza di F nella formazione di S etc. F in questo caso nel senso del maestro di S.

Principale attività di S durante gli anni delle elementari: sognare di diventare un calciatore famoso. Dramma del riconoscimento di uno iato tra sogno e talento etc. Sensazione di S di guardare il mondo attraverso un acquario nella sua solitudine lungo l’out di destra, insieme alla speranza e soprattutto il timore che gli passino la palla. S ama dire out destro anziché linea laterale destra perché sa di fin de siècle, o debut de siècle, insomma di foto in bianco e nero di baffi in mutandoni. Come quelle sul libro Storia della Juventus. Altre letture di questo periodo: Pippi Calzelunghe (5 volte); Emil (3 volte); Le Avventure di Cipollino (2).

Alle medie la C, sua insegnante di italiano, disse a S che un suo tema faceva pensare a Hemingway. Secondo la C, Hemingway poteva scrivere anche di una tazzina di caffè etc. S credeva di aver semplicemente descritto il senso di ignavia provato guardando sua madre N sparecchiare mentre lui, satollo di pizza, restava a guardare. Solo molto più tardi A, suo insegnante al corso di scrittura, spiegò a S che la letteratura è spesso fatta di cose banali. Lesse tutto Hemingway. Quando lo confessò a P, suo professore di ginnastica ai tempi del liceo (non la storia della pizza, beninteso, ma di aver già letto tutto Hemingway), P, nel senso del professore di ginnastica, gli disse che lo aveva fatto troppo da giovane. S non rilesse mai più Hemingway. La gente non si fa mai abbastanza gli affari suoi etc.

Avvenimento più importante del periodo delle medie: scoperta della pallacanestro, totalizzante passione per tutta la successiva vita di S. Conseguente rinuncia ad una sicura carriera di primo oboe nella filarmonica di T, sempre quello, nella regione di P.

Nei primi mesi, consumo di un paio di superga blu alla settimana per abrasione sull’asfalto del cortile della scuola, ove S si recava tutti i pomeriggi a giocare. Pensieri contrastanti di N, sua madre, tra bilancio familiare e importanza dall’attività fisica. Tecnicamente un ottimo pivot (S beninteso, non N, sua madre) salvo carenza di centimetri e soprattutto chilogrammi. Manca sempre un soldo per fare una lira, etc.

Nell’estivo esilio montano di P, in Val C, un po’ più su di C, quest’ultimo C nel senso del posto dove aveva imparato a camminare, quindi ancora in P, nel senso della regione, scrisse alcuni racconti di fantascienza funeraria. Un certo B, suo compagno di Liceo, cui S fece incautamente leggere i suddetti racconti, gli disse senza mezzi termini che le trame erano tutte copiate. La gente dice troppo spesso la verità, etc. Tuttora S saprebbe citare molti motivi di odio per B, che dopo gli anni di Liceo non ha mai più rivisto.

Al termine dell’esame di maturità, il presidente della commissione gli disse che doveva assolutamente sfruttare i suoi talenti per il bene del genere umano. S tuttora non ricorda il nome del commissario, per fortuna. E, nel senso della psicologa, non glielo chiese mai. Le amnesie sono significative, come i ricordi del resto, etc.

Essere il primo uomo su Marte sembrò ad S un obiettivo onesto. A 19 anni non si è mai sufficientemente maturi. Si iscrisse ad ingegneria nucleare.

Abbandonò alla fine del primo anno. Andò in vacanza in Portogallo, decise di continuare. Nel periodo della tesi si trasferì a giocare come straniero nella squadra di O, città situata nella Valle della L nonché città natale di Santa G d’A. Gioia intellettuale della meccanica quantistica, scoperta sotto la guida di F (un altro, non il suo maestro elementare).

Rientro in patria per prestare il servizio civile. Conseguente rinuncia ad una brillante carriera di fisico quantistico. La vita spesso decide per noi etc.

Aveva intanto stabilito che:

a) l’energia nucleare non è una buona idea

b) le cose, così come sono, non gli sembravano soddisfacenti (Camus, Caligola)

Scopo della vita di S (oltre alla pallacanestro, beninteso) divenne pertanto fare la rivoluzione. Preparare la rivoluzione lo assorbì a tal punto che nel corso dell’anno successivo al servizio civile non uscì di casa (se non per allenarsi e giocare le partite, beninteso). Svantaggi di avere troppo tempo per pensare, etc.

Un’elaborazione teorica ancora incompleta, le difficoltà dei contatti, il fallimento dei primi attentati, le sollecitazioni di P e N, nel senso dei suoi genitori, i quali, pur riconoscendo l’incontestabile giustezza delle sue motivazioni rivoluzionarie gli suggerivano con sempre maggior insistenza di trovarsi un lavoro, portarono ad una svolta in senso pragmatico nel pensiero di S.

Andò a lavorare al Centro Ricerche Fiat.

Un giorno D, insegnante d’appoggio al corso di scrittura, trovò felice la tecnica confusionale con cui S aveva scritto un racconto. S scrisse un romanzo fatto di 75.000 frammenti tutti lunghi esattamente 35 parole. I vincoli, etc. L’ordine dei frammenti all’interno del romanzo venne stabilito riportando i frammenti stessi sul retro di scontrini fiscali, ripiegando accuratamente questi ultimi e indi estraendoli a caso (gli scontrini ripiegati, beninteso) dopo averli mescolati all’interno di un fustino di detersivo (beninteso, dopo aver tolto il detersivo, una prima prova fatta con anche il detersivo aveva portato S alla scoperta di una sua strana allergia al detersivo stesso). La gente ogni tanto dice cose incautamente, etc. S consegnò il manoscritto a D, con la preghiera di valutare il risultato. D cadde in uno stato confusionale accompagnato da un neanche troppo vago senso di nausea.

Accusato volgarmente di dadaismo, S si ritirò a vivere in una casa in mezzo ai boschi, rifiutando di concedere interviste e di farsi fotografare. Una storia già sentita, etc.

Tuttora colà vive con la moglie e i figli, praticando l’agricoltura biologica. Sulla parete Nord del casolare, un canestro artigianale. Nella vita di un uomo c’è sempre un filo rosso, etc.

di Stefano Mola