Steve Jobs 1955-2011

gennaio 4, 2012 in Primo Piano, Technology da Redazione

A cura di Cinzia Sfolcini

E’ stata inaugurata a dicembre, il primo del mese, al Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, la prima mostra italiana sull’imprenditore californiano Steven Paul Jobs, meglio conosciuto come Steve Jobs, inventore e co-fondatore di Apple Inc., scomparso il 5 ottobre scorso. Ad organizzarla, l’Assessorato alla cultura della Regione Piemonte e il gruppo torinese BasicNet, che possiede una delle più complete collezioni al mondo di PC e storia dell’informatica.

A presentarla, in una conferenza stampa molto affollata, e ulteriormente vivacizzata dalla presenza di alcune scolaresche, l’assessore alla cultura Michele Coppola, il presidente di BasicNet Marco Boglione e il curatore di BasicGallery, Massimo Temporelli.

Michele Coppola ringrazia l’impegno e la disponibilità dello staff del Museo di Scienze Naturali. Spiega come, in occasione delle celebrazioni dei 150 anni dell’unità d’Italia, tra le tante mostre dedicate ai personaggi e ai geni nazionali (tra le altre quella del grande Leonardo alla Reggia di Venaria) è sembrato un percorso giusto dedicare una temporanea ad un genio visionario e moderno come Steve Jobs. Pone l’accento sulla piena disponibilità della regione che ha messo a disposizione

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una struttura prestigiosa come il Museo di Scienze Naturali. Ringrazia anche il gruppo Euphon che ha curato l’allestimento.

Marco Boglione ricorda di come ammirasse l’approccio imprenditoriale

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di Steve Jobs e infatti, rivela, la mostra vorrebbe essere anche un approfondimento culturale sul fare impresa in modo contemporaneo; in fondo Steve Jobs continuava ad essere quel ragazzo che aveva fatto impresa, anche con passione, arte, in una maniera più gratificante, con etica. Il suo modo di pensare al mondo degli affari come ad un’opzione creativa, era rivoluzionario. BasicNet nel novembre dello scorso anno si è aggiudicata il rarissimo Apple uno, ad un’asta di Christie’s, del resto l’azienda ha, come radici, oltre ai telai, proprio i computer. La società è proprietaria dei marchi di Robe di Kappa, K-Way, AnziBesson, Jeasus Jeans, Lanzera, Sabelt.

Massimo Temporelli, parafrasando una delle famose massime di Jobs, ringrazia tutti per aver dimostrato di possedere un pizzico di giusta follia nel credere di poter preparare una mostra in soli due mesi. Invita a guardare la luce degli occhi di Steve Jobs, nella fotografia del cartellone: sembra la stessa che brillava negli occhi di Guglielmo Marconi, in una famosa immagine, davanti alla sua radio. Due geni assoluti che hanno cambiato il mondo.

La mostra, al secondo piano del Museo ripercorre la storia umana e imprenditoriale di Jobs, attraverso dieci aree tematiche, dalla fondazione della Apple nel garage di casa al licenziamento di Jobs, dalla creazione della Pixar, al testamento tecnologico dell’imprenditore americano, passando dalla creazione di macchine ormai entrate nella tecnologia di tutti i giorni,come IPod, IPhone, Ipad.

Con una superficie di circa quattrocento metri quadri, la mostra è divisa nelle seguenti aree tematiche:

1) Il contesto,la Silicon Valleytra Hippy e Hacker

2) La fondazione della Apple Computer. Il garage e l’Apple –1

3) Apple II e la nascita dell’industria del personal computer

4) Cultura Imprenditoriale contemporanea creativa

5) Apple III, Lisa e il primo mouse commerciale della storia

6) Macintosh, la macchina per tutti

7) La Next, la macchina perfetta

8) La Pixare l’industria del cartone animato digitale

9) Il ritorno in Apple e il successo globale

10) Il testamento tecnologico. Quali macchine ha lasciato Steve Jobs per il futuro?

 

La mostra, ci permettiamo di credere, gli sarebbe piaciuta, perché è un percorso interattivo molto divertente, con i filmati di approfondimento sul bancone da lavoro, e all’interno delle vetrine e sui teli alle pareti. Con un filmato a metà corridoio appare la lettera di dimissioni che Steve scrisse nel 1985 con il suo Macintosh, alla Apple. Forse si sarebbe un po’ commosso rivedendo, proprio all’entrata, il primo furgoncino Volkswagen, che vendette per fondarela Apple. O, più avanti, l’ormai rarissimo Apple –1, pezzo forte dell’esposizione, che Marco Boglione si è aggiudicato da Christie’s per 157 mila euro, circa un anno fa.

Nella biografia ufficiale di Steve Jobs, pubblicata da Mondatori, egli rivela di aver visitato Torino e ricordava che “….Vi passai due settimane meravigliose. Torino è una città industriale piena di vita”.

Anche per questo motivo Torino è lieta di dedicargli la mostra, sperando che la vitalità di cui accennava l’innovatore di Cupertino, e che tanta parte aveva nel suo genio, diventi anche parte integrante del tessuto metropolitano della nostra città.

“Stay hungry, stay foolish”

Che possa diventare un po’ il nostro motto?

 

INFORMAZIONI UTILI

“Steve Jobs 1955-2011”Museo Regionale di Scienze Naturali – Via Giolitti 36 Torino –
2 dicembre 2011 – 26 febbraio 2012 – dal lunedì alla domenica 10,00-19.00 – martedì chiuso.
Visite guidate per gruppi e scolaresche e laboratori didattici su prenotazione allo 011/4326307/6334/6337.
Sono previsti incontri serali a tema.