Sogni minori – 3a parte

dicembre 24, 2007 in Racconti da Tomas

Passeggiata

Quella nebbia stava scomparendo, come magicamente si alzava dal terreno, come un manto leggero di nuvole si apriva al mio passaggio, lasciando intravedere sempre più nitidamente l’ orizzonte. Calpestavo le foglie morte di quella passeggiata che costeggiava il fiume. Da un lato la piccola staccionata che delimitava la riva scoscesa, dall’ altro l’ erba ancora verde che sembrava quasi gettarsi in strada. Avevo rivolto il mio cammino verso quel tunnel creato da una doppia fila di alberi, intenti a drizzarsi sull’ attenti al mio avvicinarmi, mostrandomi meglio la mia meta. Non pioveva sul mio cammino, ma sentivo quel leggero odore che si insinuava nelle narici, acre, pungente come solo sa fare negli autunni torinesi. Ricercavo quel volto, quello dannatamente accarezzato dalla pioggia, quello che nessuno aveva ancora ammirato. Rincorrevo qualcosa di impalpabile e fumoso che mi avrebbe abbagliato o sarei rimasto tramortito dalla assordante realtà ?

[…nella stanza buia…]

Numeri rossi lampeggiavano ed una musica confusa veniva diffusa senza alcuna ragione apparente. Tutto cessò con un semplice gesto, tutto riprese quasi impercettibilmente immutato, bastasse così poco per cambiare la strada che percorriamo tutti i giorni…

[…il sole si levava dalle colline oltre il fiume…]

Lei era immobile di fronte a me, avvolta in uno strano mantello, che le copriva il capo oscurandone i lineamenti del viso. Ero sicuro fosse lei, anche se non sapevo chi fosse, altrimenti perchè le andavo incontro ? Ma quando la raggiunsi, lei, sempre immobile fino ad allora, si ritrasse facendo un mezzo passo indietro e si levò il cappuccio che la nascondeva.

[…nella stanza non più buia…]

La luce penetrava attraverso le fessure della serranda. Il giorno aveva fatto già il suo corso e non c’era più tempo da perdere. L’unica cosa che ricordavo era un mantello che cadeva tra le foglie, un mantello che non copriva nessuno, solo il nulla a fare da contraltare alla mattinata che era iniziata con troppa rapidità. Ero in ritardo e quel maledetto volto non lo aveva ammirato ancora nessuno.

[ Finished ? ]

di Tomas