Sogni minori – 1a parte

dicembre 12, 2007 in Racconti da Tomas

Mole Nebbia a TorinoAutunno a Torino. Gocce di pioggia che scendono stancamente, quasi non volessero far sentire la propria presenza. Anche lei scendeva le scale stancamente, aveva ripreso conoscenza da poco ed il giorno le avrebbe riservato un benvenuto inaspettato. Un giorno che le si parava davanti come un portone chiuso oltre il quale si vedeva una luce flebile da raggiungere. Scendeva oziosamente quelle scale, quasi non avrebbe voluto raggiungerla quella luce oltre il vetro del portone. Una luce stanca, pure lei, come spesso capita nelle giornate autunnali torinesi. Talmente stanca che nemmeno bussa al portone, ci si appoggia semplicemente con quei pochi raggi che filtrano dalle nubi grige. Ed eccola attraversare quel portone, le sembrò quasi un incubo dover metter piedi fuori in quel marasma assurdo. E le gocce di pioggia la accarezzavano senza chiederle il permesso, scivolando via lungo quel viso che nessuno aveva ancora ammirato. Per lei era come se quel giorno fosse uno dei tanti capaci di ripetersi all’ infinito, uno di quelli che vorresti saltare per passare subito al successivo sperando che sia migliore, o semplicemente diverso. Ma era la normalità che si ripetessero quelle dannate ore, quei minuti infiniti, quegli stupidi secondi. E lei si sentiva accarezzare il viso dalla pioggia per l’ ennesima volta, ma quel viso non lo aveva ancora ammirato nessuno. Percorse il viale che l’ avrebbe portata a quel che ricordava fosse il suo mezzo di trasporto per quel giorno che si ripeteva infinite volte, ma non lo trovò. Fu percorsa da una strana sensazione mentre ripensava a quale potesse essere quel mezzo. Sapeva che lo avrebbe trovato lì ma già aveva dimenticato cosa fosse, e la pioggia, sembrava si fosse anche dimenticata di bagnare quel pezzo di pavè. Ma non si era dimenticata di quel viso, non voleva smettere di accarezzarlo anche se nessuno aveva ancora potuto ammirarlo. Dai suoi occhi chiari si persero gocce d’ anima che non aspettavano altro che confondersi con quella pioggia, ed il suo viso sparì nella nebbia che all’ improvviso era apparsa senza dare preavviso, come si dovrebbe fare in certe situazioni. Una nebbia autunnale che sapeva di pioggia e aveva abbracciato tutto, accogliendola nel suo bianco grembo.

to be continued…

Images courtesy of Webcam Comune di Torino

di Tomas