Si scrive Berruto, si legge promozione

giugno 6, 2002 in il Traspiratore da Federico Danesi

Il tecnico torinese, già protagonista con la Kappa, si è consacrato in Emilia guidando Piacenza allo storico traguardo della A1

31059Il volley italiano ha una nuova protagonista. E’ la Copra Piacenza, promossa per la prima volta in A1 dopo un campionato splendido, nel quale ha perso solo tre partite. Nella squadra c’è la mano di un tecnico torinese doc, che ha fatto talmente bene da dover cercare fortuna altrove, dopo che la Kappa (che fu Cus Torino) venne sciolta l’estate scorsa. E’ Mauro Berruto, uno che alle promozioni ha fatto il callo.

Complimenti Mauro…

Grazie, è stata durissima, ma la soddisfazione è doppia. Pensa che ‘La Libertà’, il quotidiano di Piacenza, nell’edizione del lunedì ci ha dedicato il titolo d’apertura in prima pagina e sette di speciale all’interno.

Dopo i fasti di Torino non hai proprio perso il vizio di vincere. Quanto ci credevi?

Con la società, la scorsa estate, era stato fatto un programma chiaro e a lunga scadenza. Sapevamo di avere per le mani una squadra buona, ma onestamente non pensavo che avremmo raggiunto subito la promozione, perché la A2 è un campionato difficilissimo. Dopo la prima di campionato, persa, abbiamo infilato un’insperata serie di vittorie consecutive, rimontando Perugia. Quando abbiamo vinto lo scontro diretto, alla nona giornata, abbiamo capito che avremmo potuto veramente farcela.

E poi è arrivata anche la vittoria in Coppa Italia di categoria, bis di quella dello scorso anno con Torino. Dovrebbero intitolarti il torneo…

E’ stata la ciliegina sulla torta. Abbiamo giocato davanti al nostro pubblico, in un derby sentito come quello contro Forlì. Un’altra giornata da incorniciare.

A Piacenza hai portato con te Gavotto. Che campionato ha giocato?

E’ stata una mia scommessa. Di solito le squadre promosse dalla A2 avevano puntato sull’accoppiata palleggiatore-opposto stranieri, mentre noi abbiamo giocato con De Giorgi [Michele, il fratello di Fefè, n.d.r.] e Mauro. Sapevo che avrebbe potuto essere protagonista, non mi ha tradito. La squadra dello scorso anno non era poi così scarsa: Sottile sta giocando benissimo a Montichiari, Heikkinen è stato protagonista nella finale di Champions contro la Lube.

E adesso?

Sto guardandomi in giro per lavorare sulla squadra del prossimo anno. Non ho ancora rinnovato il contratto, ma credo non ci saranno problemi.

Da lontano come giudichi il progetto Piemonte Volley?

L’idea è valida, ma va sviluppata meglio. Bisognerebbe cogliere al volo l’opportunità offerta da Torino 2006 e farla diventare veramente itinerante. E poi chissà che un domani io non possa tornare…

E il tuo Toro?

Alla grande. Pensa che uno dei primi a mandarmi un messaggio di felicitazioni è stato Luca Bucci, un vero amico.

Il Traspiratore – Numero 36

di F. Danesi