Shakespeare in sweat

novembre 19, 2002 in Sudate Carte da Stefano Mola

32537(1)Quando si fa l’amore, quando la paura ci paralizza, quando stringiamo emozionati una mano, quando siamo tesi nello sforzo e nella sofferenza…

Quando ci sono tutte queste cose, molto spesso c’è anche il sudore. Quando la vita ci travolge con forza, lui è lì. Per noia, non si suda (a meno che l’accidia non ci colga durante una caldissima giornata d’estate, quando il sudore è puro meccanismo di termoregolazione). Per passione, sforzo, emozione, sudiamo.

William Shakespeare: 1564-1616. Dalla sua morte sono quindi passati 386 anni. Se pensiamo anche solo a quanto è cambiato il mondo negli ultimi 30 anni… Eppure, le opere teatrali di Shakespeare mantengono un fascino, una presa, una frequenza di rappresentazione, di rielaborazione praticamente inalterati.

Io non sono uno studioso. Ho però il sospetto che tutto questo abbia a che fare con la sua capacità di descrivere le passioni e i conflitti fondamentali dell’uomo. Gelosia, potere, amore, guerra, odio, rapporti famigliari… c’è tutto, c’è la possibilità di riconoscersi, di dire “è proprio così” anche a quasi 400 anni di distanza.

Allora mi è venuta la voglia di cercare quante volte la parola sweat e i suoi derivati compaiono nella sua opera. Se è vera la tesi che ogniqualvolta la vita c’è nella sua essenza, nella sua forza, c’è anche il sudore, allora dovremmo trovarlo spesso. Ebbene, grazie al meraviglioso e folle sito www.rhymezone.com ho potuto scoprire che la parola sweat compare ben 53 volte.

Tanto per cominciare, in una delle opere cui Shakespeare è indissolubilmente legato. Impossibile non pensare a un attore in calzamaglia nera con un teschio in mano che declama “Essere, o non essere. Questo è il problema”. Più avanti infatti si dice:

E chi vorrebbe trascinarsi dietro

questi fardelli, e gemere e sudare

sotto il peso d’un’esistenza grama,

se il timore di un “che” dopo la morte

– quella regione oscura, inesplorata,

dai cui confini non v’è viaggiatore

che ritorni – non intrigasse tanto

la volontà, da indurci a sopportare

quei mali che già abbiamo,

piuttosto che a volar, nell’aldilà,

incontro ad altri mali sconosciuti?

Qui il sudore è il simbolo del peso dell’esistenza… mi sembra significativo che il sudore compaia già in questo pezzo che quasi tutti hanno avuto la possibilità di ascoltare almeno una volta. L’opera più sudata è Enrivo IV, in cui possiamo contarlo ben 9 volte (comprendendo sia la parte prima che la seconda). Ecco di seguito altri esempi:

Ne La Tempesta

All things in common nature should produce

Without sweat or endeavour: treason, felony,

Sword, pike, knife, gun, or need of any engine,

Would I not have; but nature should bring forth,

Of its own kind, all foison, all abundance,

To feed my innocent people.

In Re Lear

At this time

We sweat and bleed: the friend hath lost his friend;

And the best quarrels, in the heat, are cursed

By those that feel their sharpness:

In Giulio Cesare

Octavius, I have seen more days than you:

And though we lay these honours on this man,

To ease ourselves of divers slanderous loads,

He shall but bear them as the ass bears gold,

To groan and sweat under the business,

Either led or driven, as we point the way;

And having brought our treasure where we will,

Then take we down his load, and turn him off,

Like to the empty ass, to shake his ears,

And graze in commons.

In Antonio e Cleopatra

You are too indulgent. Let us grant, it is not

Amiss to tumble on the bed of Ptolemy;

To give a kingdom for a mirth; to sit

And keep the turn of tippling with a slave;

To reel the streets at noon, and stand the buffet

With knaves that smell of sweat: say this

becomes him,–

As his composure must be rare indeed

Whom these things cannot blemish,–yet must Antony

No way excuse his soils, when we do bear

So great weight in his lightness. If he fill’d

His vacancy with his voluptuousness,

Full surfeits, and the dryness of his bones,

Call on him for’t: but to confound such time,

That drums him from his sport, and speaks as loud

As his own state and ours,–‘tis to be chid

As we rate boys, who, being mature in knowledge,

Pawn their experience to their present pleasure,

And so rebel to judgment.

In Coriolano

They fear us not, but issue forth their city.

Now put your shields before your hearts, and fight

With hearts more proof than shields. Advance,

brave Titus:

They do disdain us much beyond our thoughts,

Which makes me sweat with wrath. Come on, my fellows:

He that retires I’ll take him for a Volsce,

And he shall feel mine edge.

Nelle Allegre Comari di Windsor

Mistress Ford, Mistress Ford! here’s

Mistress Page at the door, sweating and blowing and

looking wildly, and would needs speak with you presently.

La cosa migliore è divertirsi andando a curiosare nel sito citato in precedenza: da ogni citazione ipertestualmente si può risalire alla scena dell’opera. Per le traduzioni, potete scaricare gratuitamente da www.liberliber.it i testi tradotti di tutte le opere di Shakespeare.

di Stefano Mola