SENTI CHI PARLA

maggio 24, 2010 in Sport da Tomas

13 Aprile 2010, Napoli.

Alcuni tifosi juventini radunati davanti alla sede del Tribunale di Napoli con striscioni (uno con su scritto “SENTI CHI PARLA”) e sciarpe. All’arrivo di Luciano Moggi un’ovazione. Lui non parla e passa, “Oggi parleranno solo i miei avvocati.” dice. Sotto una pioggia battente iniziava una lunga giornata, concentrata nell’ aula 216 in cui rapidamente si sono accalcati giornalisti e fotoreporter. Tra gli imputati presenti anche l’ex designatore arbitrale, Pierluigi Pairetto, e le ex giacchette nere De Santis e Bertini. Le nuove intercettazioni sono la mossa a sorpresa dei legali di Moggi, difesa che potrebbe però avere una seconda occasione, quando il processo rischierà di azzerarsi per formare un nuovo collegio. Da tempo i due giudici consiglieri del presidente, Maria Pia Gualtieri e Francesca Pandolci, hanno chiesto al Consiglio Superiore della Magistratura l’applicazione ad altra sede: cioè, un altro incarico, che il governo dei magistrati avrebbe accolto. Tutto da rifare, insomma ? Un processo che tutti gli juventini seguono con le orecchie ben tese in attesa di qualcosa che possa riabilitare la gloriosa storia bianconera macchiata nell’ estate 2006 forse troppo frettolosamente. Un processo che ora potrebbe vedere tra i nuovi imputati anche il presidente nerazzurro Massimo Moratti (già nella lista dei testi), presidente che citando l’ era di suo padre ha ricordato come, quando il padre Angelo vendette a Fraizzoli, «Arrivammo a un punto in cui eravamo un po’ intossicati, un po’ dalle critiche, un po’ dalla stampa, certo, adesso è un milione di volte di più». Frasi ad effetto in un periodo caldo del campionato e della lotta per la Champions League, frasi buttate lì solo come sfogo di un momento in cui si sentiva forte la pressione mediatica, alta come non mai. Il campionato in saccoccia e la finale di Madrid hanno cancellato velocemente quelle parole, ed intanto il clamore mediatico per le nuove intercettazioni si è via via affievolito. Penta, consulente informatico del tribunale, ospite ad una puntata speciale di Matrix, sostiene che Moggi non era il primo a sapere. Moggi, secondo l’accusa, sapeva prima degli altri i nomi degli assistenti che, allora, venivano designati e non sorteggiati. «In realtà – dice Penta – abbiamo prodotto e incrociato con documenti già esistenti intercettazioni ed sms nei quali si evince chiaramente e spesso che Moggi arrivava addirittura terzo. C’è una volta in cui l’allora presidente dell’Inter (Facchetti, nda) chiama il videdesignatore Mazzei il giovedì alle 17.50 e ottiene i nomi che saranno resi pubblici il giorno dopo. Poi Meani incassa due sms dal segretario della Can Martino intorno alle 11.15 del venerdì. E Moggi, ormai terzo, si becca un capo di imputazione penale e sportiva perchè ottiene i nomi alle 11.53 del venerdì».

Ma allora di cosa stiamo parlando ? Ne discutiamo con Stefano Discreti , conduttore radiofonico di “Tutti pazzi per la Juve”, opinionista televisivo recentemente ospite anche a Controcampo, nonché elegante editorialista di siti prestigiosi come Tuttomercatoweb, al quale proponiamo alcuni punti da commentare:

Stefano Discreti

Come scoppiò lo scandalo?

In Federazione “dormivano” le intercettazioni inviate da Maddalena relative all’ indagine sul calcio-scommesse del 2003, inchiesta archiviata. Nel 2004 Beatrice e Narducci indagano ed intercettano il “mondo del calcio”, prendendo in esame 39 partite dal 26 settembre 2004 al 29 maggio 2005.

S.D. “Quello che a Torino è stato archiviato, per la procura di Napoli è sembrato qualcosa di sconvolgente. L’attuale processo di Napoli però sta dimostrando che il sentimento popolare ha inciso su Calciopoli.”

E’ vero che nel processo sportivo Moggi fu condannato “perché parlava con i designatori”?

Si è condannato il suo rapporto amichevole con i designatori, non il contenuto delle intercettazioni. Non solo. Nella sentenza viene indicato colpevole di “aver intrattenuto contatti realizzati anche su linee telefoniche riservate e partecipato agli incontri, con modalità non pubbliche, condotte contrarie ai principi di lealtà, probità e correttezza e al contempo dirette a procurare un vantaggio alla società Juventus”. Condanna inflitta anche per gli atteggiamenti usati dopo Reggina-Juve. E per “aver posto in essere atti diretti ad alterare lo svolgimento delle gare Juve-Lazio (secondo la procura federale, “conosceva in anticipo gli assistenti prima della loro comunicazione ufficiale”), Juve-Bologna (“per essere intervenuto sull’arbitro De Santis in occasione di Fiorentina-Bologna affinché ne uscisse indebolito l’organico del Bologna successivo avversario della Juve”) e Juventus-Udinese (“per aver dettato la griglia degli arbitri al designatore Paolo Bergamo”)”.

S.D. “Certo, la Juve di Ibrahimovic, Mutu, Trezeguet, Nedved. La Juve campione del mondo a Berlino nel 2006 aveva bisogno delle squalifiche di Petruzzi e Nastase per battere il Bologna. Non scherziamo. Questa accusa fa acqua da tutte le parti. Tutti conoscevano le griglie arbitrali con lo stesso anticipo di Moggi, anzi alcuni anche prima”

Ma la giustizia sportiva ha condannato Moggi anche per le famose schede svizzere?

No, in Calciopoli 1 del 2006 non vi è traccia delle schede svizzere. Nell’istruttoria sportiva venne evidenziato l’uso di solo tre schede.

S.D. “Questo è il processo dei se e dei ma, dei “si dice” e dei “mi pare”. Calciopoli è nato nei bar, d’altronde l’indagine dei carabinieri è stata condotta in base ai tabellini della Gazzetta dello Sport. Devo aggiungere altro?”

Di Carraro non parla più nessuno, ma fu prosciolto, come fa ad esistere una cupola se il presidente federale viene prosciolto ?

S.D. “Carraro è stato assolto per riconoscimento. Sandulli e la sua corte erano tutti uomini scelti in passato dallo stesso Carraro. La sua assoluzione è stata la prima conferma della farsa di Calciopoli”

E’ vero che fu condannata soltanto la Juve e i dirigenti che la rappresentavano?

No, anche altre squadre (tra le quali Milan, Fiorentina e Lazio) ma in maniera incredibilmente minore. E molti dirigenti allora condannati assieme a Moggi e Giraudo sono ancora al loro posto, mentre ai bianconeri toccò la B perdendo gran parte dei propri top players e per 2 anni gli introiti europei.

S.D. “E’ anche vero che la Juve è l’unica squadra che non si è difesa al processo, anzi.”

Perché in queste settimane il caso è tornato di attualità?

Grazie all’ uscita di nuove intercettazioni presentate dalla difesa di Moggi che dimostrano che tutti operavano allo stesso modo. Grazie ad un consulente informatico, Nicola Penta, sono state “scoperte” intercettazioni non trascritte relative ad altri soggetti, tra i quali Moratti, Facchetti, Spalletti. Ottenuta l’ammissibilità delle nuove intercettazioni ora si dovrà giudicare non più solo in base alle vecchie intercettazioni. Ma sono scaduti i termini ?

S.D. “Assolutamente no, ed infatti sono state acquisite nel processo.”

Che differenza c’è fra il processo sportivo che si tenne nell’estate del 2006 e quello penale che è in corso a Napoli?

Al processo di Napoli gli accusati si possono difendere con prove e testimoni a discolpa. Il processo sportivo è un processo sui generis, comporta l’inversione dell’onere della prova, per cui è l’imputato a dover dimostrare la propria innocenza. Il contrario di ciò che accade in sede penale. La Juve fu quindi condannata senza avere il tempo di dimostrare la propria innocenza, a causa del clima mediatico creatosi alla vigilia del mondiale poi vinto con in finale la Juventus quasi al completo.

S.D. “Assolutamente si. La Juve