Semiramide al Regio

novembre 16, 2003 in Spettacoli da Stefano Mola

Giacomo RossiniDopo che Simon Boccanegra si è aggirato tra scenografie curve e minimali che facevano un po’ Bilbao-Guggenheim, Semiramide si installerà in una sala comando tipo dottor Stranamore, famoso film di Kubrick (l’allestimento è del regista svizzero Dieter Kaegi). Ma si sa, l’opera va reinventata. L’importante è che la musica trionfi. Nel verdiano debutto della stagione, soprattutto nel prologo, abbiamo apprezzato lo straordinario colore orchestrale di Roberto Abbado, e cantanti assai validi. Ora, sul podio del Regio salirà per la prima volta il maestro Riccardo Frezza (leggete l’intervista in cui motiva le sue scelte per Semiramide sul sempre ottimo sito Sistemamusica).

Da martedì 18 novembre, questo melodramma tragico in due atti di Gioacchino Rossini, su libretto di Gaetano Rossi (vicenda tratta da Voltaire) ritorna nella nostra città dopo più di vent’anni, e ci resterà per nove recite.

Semiramide è l’ultima opera scritta in Italia dal compositore pesarese. La vicenda gronda di psicoanalitico sangue. È come se Voltaire avesse riscritto il matridicio di Oreste mescolandolo con Amleto. L’opera inizia con un antefatto: la regina Semiramide, con la complicità del malvagio principe Assur, trama per l’uccisione del consorte Nino; nel frattempo il figlio del re ucciso viene posto in salvo lontano dalla reggia. Diversi anni dopo si contendono la successione al trono Assur e Arsace, giovane condottiero delle armate. Semiramide, cui spetta la scelta, elegge Arsace. L’ombra del defunto re appare davanti a quest’ultimo per rivelargli che egli è in realtà Ninia, suo figlio. Venuto così a conoscenza dei retroscena del regicidio, Ninia accusa, e poi perdona, la madre Semiramide. Sulla tomba del re Nino, Assur tenta l’agguato nei confronti del nuovo re; per un tragico errore, della disputa Ninia pugnala mortalmente la madre, accorsa per proteggerlo.

Una storia quasi reazionaria, se teniamo conto del nascente gusto romantico dell’epoca, una specie di testamento rossiniano, una summa dell’opera seria di stampo classico. Eppure sono già presenti accenti pre-romantici che ispireranno Verdi, e proprio questi aspetti della partitura verranno privilegiati dal Maestro Frezza. In ogni caso, per un’analisi più approfondita dei temi dell’opera, vi consiglio il bel pezzo di Marco Emanuele ancora su Sistemamusica.

Semiramide, per le sue caratteristiche di belcanto, richiede un cast di grande livello. Sulla scena del Regio saranno riuniti tre maestri della tecnica vocale rossiniana: il soprano bulgaro Darina Takova (Semiramide), il contralto Ursula Ferri (Arsace) e l’acclamato Michele Pertusi (Assur, basso), ai quali si avvicenderanno Angeles Blancas Gulin, Cristina Sogmaister e Simone Alberghini. Maestro del Coro è Claudio Marino Moretti. L’allestimento è il risultato di una importante produzione associata del Teatro Regio di Torino con il Rossini Opera Festival, il Teatro Real di Madrid e il Gran Teatre del Liceu di Barcellona.

Per informazioni, prenotazioni e acquisto biglietti:

Biglietteria del Teatro Regio

Piazza Castello 215

Tel. 011.8815.241/242/270

www.teatroregio.torino.it

di Stefano Mola