Re Lear all’Alfieri

gennaio 11, 2005 in Spettacoli da Stefania Martini

Noi dobbiamo accettare il peso di questo tempo triste. Dire ciò che sentiamo e non ciò che conviene dire (…)


HerliztaE’ con questa bellissima sentenza che si chiude “Re Lear”, vicenda di dolenti contraddizioni, di virtù punite, di saggezza che sgorga dalla follia e dalla sofferenza, di cecità fisiche e morali, temi che rendono l’opera estremamente contemporanea ed universale.

Come sottolinea Antonio Calenda il regista dello spettacolo, prodotto dal Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia – Compagnia Mario Chiocchio:”L’appello con cui si conclude il dramma shakespeariano potrebbe essere sufficiente a sintetizzare le ragioni che ci inducono oggi ad affrontare l’opera. In un mondo come il nostro, in cui sempre più spesso dimentichi della realtà vera, dei valori

più profondi, sembriamo inclini a giustificare qualsiasi cosa – la guerra, la violenza, la disonestà – attraverso una ridda di parole vuote, di asserzioni prive di senso.

Re Lear si rivela un testo fortemente allusivo alla contemporaneità capace di testimoniare con sorprendente intensità l’aporia che tuttora viviamo fra significante e significato, fra parola e

sentimento, fra ciò che dichiariamo per convenienza e quanto invece si agita nell’oscurità del nostro animo.”

In questa tragedia si svolge un gioco paradossale di rapporti tra ragione e pazzia.

Il Matto che si accompagna a Lear, rappresenta forse la più grande intuizione drammaturgica di Shakespeare: è il caso di una parola che si è incarnata imponendosi come personaggio.

Il Matto è la pazzia di Lear, ovvero la sua saggezza, è la figurazione concreta della coscienza (e consapevolezza) di Lear, coscienza del proprio errore di giudizio, della propria “cecità”, e appunto della propria follia – coscienza come rimorso e come illuminazione.

Ciò che la tragedia vuole dimostrare è che l’universo morale è più complicato e intimamente contraddittorio di quanto la nostra vita di ogni giorno possa indurci a credere.

Il ruolo del protagonista è affidato a Roberto Herlitzka. Con lui sul palcoscenico Daniela Giovanetti, Luca Lazzareschi, Alessandro Preziosi, Giorgio Lanza, Rossana Mortara, Osvaldo Ruggieri. Scenografia curata da Bruno Buonincontri, musiche di Germano Mazzocchetti, luci di Nino Napoletano.

RE LEAR

Dall’11 al 15 gennaio 2005, ore 20.45.

Domenica 16 gennaio 2005, ore 15.30.

Teatro Alfieri, Piazza Solferino 2, Torino. Tel. 011/5623800.

Per informazioni e biglietteria:

TST: Via Roma 49, Tel. 011 – 5176246. Via Rossini 8, Tel. 011 – 8159132.

www.teatrostabiletorino.it

di Stefania Martini