Ragazzi Disabili

novembre 28, 2005 in Attualità da Redazione

La scelta dopo la terza media. E’ stata presentata una guida all’orientamento scolastico con indicazioni per le famiglie e gli operatori, realizzata dalla Provincia di Torino

La scelta del ciclo di studi superiori dopo la terza media è un problema per le famiglie e per i ragazzi. Gli alunni disabili in particolare hanno difficoltà a conoscere servizi, strutture, scuole che possano dare loro una formazione idonea alle loro effettive capacità e potenzialità: non conoscono i loro diritti e spesso non sanno a chi rivolgersi. L’aiuto viene ora da una guida realizzata dalla Provincia di Torino. Ha un titolo significativo: “Orientarsi dopo la scuola media – scuola formazione lavoro: dubbi e domande, opportunità e risposte per ragazzi e ragazze disabili”. Si può trovare in distribuzione presso i Centri per l’impiego – Orientarsi, sparsi su tutto il territorio provinciale (sito internet: http://www.provincia.torino.it/orientarsi).

La guida, presentata dall’assessore alla Formazione professionale, Istruzione ed Edilizia scolastica Umberto D’Ottavio, è uno strumento di prima informazione per i

formatori, gli operatori e i genitori. Risponde a dubbi e problemi sulla disabilità integrata all’interno di mondi scolastici, formativi e lavorativi, indica i soggetti che possono aiutare nell’orientamento, chiarisce le offerte dell’istruzione superiore, della formazione professionale e dell’apprendistato, spiega ai genitori quali certificazioni procurare per ottenere, ad esempio, l’insegnante di sostegno.

Esaurisce in sostanza tutti gli argomenti legati alla formazione dei ragazzi disabili fino al collocamento.

“La Provincia – commenta l’assessore D’Ottavio – ritiene sia un diritto dei cittadini disabili proseguire l’istruzione. Crediamo che questi cittadini più di altri abbiano bisogno di strumenti per poter raggiungere l’autonomia e avere pari opportunità. La guida loro dedicata è di sicura utilità poiché serve ad aiutarli nella scelta del percorso scolastico e formativo più adatto in vista di un futuro inserimento sociale e professionale. Fornisce informazioni importanti quali, ad esempio, la concessione di un’ indennità di frequenza per i minori riconosciuti invalidi civili”. “Nella nostra provincia – prosegue D’Ottavio – sono circa 3000 i ragazzi disabili iscritti alle scuole superiori e alla Formazione professionale. Per loro servono strutture adeguate ma le risorse sono limitate. Basti sapere che la Provincia dispone di circa 300 mila euro a fronte di un milione di euro richiesti per contributi destinati a progetti integrativi. Gli enti locali uniti, insieme al Ministero dovrebbero cercare di rispondere meglio a questi bisogni”.

di Redazione