Questo è il problema!

marzo 24, 2002 in il Traspiratore da Redazione

Al di là di qualunque possibile assonanza di “shakespeariana memoria”, peraltro legittima, è veramente cosa ardua sostenere che ciò che potremmo definire “il mistero dell’assegnazione dei corpi alle anime” non sia il problema dei problemi, l’enigma degli enigmi. Questo è il problema! Naturalmente non “in assoluto”, dal momento che è bene non essere troppo lapidari, soprattutto riguardo certe cose, tuttavia…

Mi spiego meglio: esistono le cosiddette “domande fondamentali”… Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo? Cosa dobbiamo fare “nel mezzo del cammino”? Cos’è l’universo? Perché esiste l’universo? Perché noi esistiamo? Ci sono altri universi? Etc. Ora, benché alcuni di questi interrogativi “assoluti” (la mente ama moltissimo affibbiare definizioni a destra e a manca) riguardino l’essere umano in sé, mentre altri si riferiscano a qualcosa di “esterno”…, non è forse sempre presente, pur in lontananza, il suddetto mistero… dell’assegnazione dei corpi alle anime?

Ebbene, senza dubbio, la maggior parte di noi, prima o poi, si chiede: “Perché vivo in questo corpo e non in un altro?” Naturalmente, enunciando il sopraccitato enigma, si postula l’esistenza del corpo e dell’anima, intendendo per “anima” quella che potremmo definire “entità senziente”. Trattasi, in altri termini, dell’autocoscienza. Naturalmente è un punto di vista riduttivo, che sbircia da un ben angusto buchetto, se vogliamo, dal momento che l’anima in quanto “spirito” mi sembra che sia “qualcosa” che va ben oltre. Comunque, se non è questo un bel “nodo gordiano”, non saprei cos’altro possa risultare degno di tale definizione.

Ad ogni modo è un dilemma vecchio assai… la premiata ditta “antropologi & psicologi”, peraltro spesso meritoria quanto lungimirante, ha comunque dato delle risposte, a tutto ciò. Peccato che abbia sovente dato risoluzioni riguardanti le “conseguenze” del problema, e non spiegazioni al medesimo interrogativo “in sé”.

Un esempio? Presto riferito: l’ignoranza e la superstizione, unite alle domande fondamentali che l’ “homo sapiens sapiens” talvolta si pone, compreso il suddetto mistero, hanno generato le religioni. Ora, non intendo affatto commentare in questa sede quest’affermazione, essenzialmente per motivi di spazio, ciononostante risulta chiaro che, comunque, questo modo di vedere le cose non spiega affatto l’enigma in questione; non lo sfiora neppure, se vogliamo proprio fare i pignoli.

Senza dubbio si tratta dell’ennesima “incarnazione” dell’annosa diatriba fra meccanicismo ed olismo, ossia un presunto “pragmatismo scientista” contrapposto ad una visione “globale” dell’essere. Se mai la cosiddetta “I.A.”, ossia intelligenza artificiale, vedrà la luce, forse il primo contendente potrà dire: “Ho vinto.” Neppure questo è certo… dal momento che ci si potrà a quel punto chiedere: “Ma perché quella determinata ‘coscienza’ si è ‘incarnata’ in quell’altrettanto determinata macchina artificiale?” Tuttavia, per ora, l’autocoscienza è osservabile sono in “organismi naturali”. Ma facciamo degli esempi, signore e signori: perché un ciabattino del Caucaso campa fino a centodieci anni ed un neonato moldavo muore a tre mesi di vita? Oppure… perché un neonato del Caucaso muore a tre mesi di vita ed un ciabattino moldavo a centodieci anni?

Destino, fato, karma, etc. Caso? (Parola “atroce”, consentitemelo…) Reincarnazione? Può darsi. Ma la vera nascita, quando si ebbe? Alcuni saggi d’oriente dissero e dicono: “In realtà tu non sei mai nato, né mai morirai”. Un saggio latino disse: “Non omnis moriar”, ossia: “Non morirò tutto”. Etc. etc. etc. Ora, citazioni a parte, il problema è posto… a ciascuno di noi la risposta. Tuttavia, forse, la questione è la seguente: non è tanto rispondere subito che conta in primis (se uno nasce ritardato, come fa a “rispondere”, nella comune accezione di questo verbo?), quanto piuttosto il vivere, il comprendere realmente questa fondamentale problematica. Poi magari cambierà anche il punto di vista.

Fondamentale, si diceva poc’anzi… “Parole grosse, straniero? Ma neanche per sogno… neanche per sogno!” E dopo aver compreso e ben rimuginato… ‘sta questione, forse qualcosa “spunterà fuori”.

Perché quel tipo fa il conduttore di autobus, quella signorina la prostituta, quell’altra signorina la biologa, quel vecchio il barbone, quel bambino il leucemico e quel tipo il rompiscatole? Quell’altra tipa… la bugiarda? Quel macellaio… il macellaio? Quel webmaster… il webmaster? Ma tutti questi personaggi, esistono realmente? E vai di “solipsismo”… Bah! No di certo… mmm… Calma, ragazzi! Calma.

Il Traspiratore – Numero 35

di E. Specchio