Predazione e sopravvivenza

novembre 24, 2002 in Technology da Sonia Gallesio

32635Rondini di mare, ballerine bianche, gheppi, poiane, aironi cenerini: cosa accomuna queste affascinanti creature dai nomi così fantasiosi? E cosa potranno mai avere a che fare i pennacchi di San Marco, il mobbing e il paradigma di Panglossian con l’adattamento animale? Di tutto questo e di molte altre curiosità si è parlato durante il terzo incontro autunnale del ciclo di conferenze Conoscere la Vita, progetto divulgativo di successo presentato dalla Fondazione CRT in collaborazione con il Centro Congressi Unione Industriale di Torino. Il 18 novembre, più precisamente, grazie all’appassionato intervento del Dottor Bogliani (zoologo e ricercatore, Università di Pavia) e alla vivace partecipazione di Silvia Rosa-Brusin (TGR Leonardo RAI), si è indagato un fondamentale aspetto dell’ecologia delle comunità: la predazione. L’argomento affrontato, ne converrete, suscita da sempre grande interesse tra il pubblico, sia perché rimanda alla bellezza crudele ed incomprensibile delle leggi naturali, sia perché – in qualche modo – può essere ricondotto a lontani archetipi o a precise inclinazioni psico-comportamentali ravvisabili nell’uomo. Avete mai pensato, ad esempio, a cosa sareste in grado di fare pur di sfuggire alla morte? E a chi non è mai successo, almeno una volta, di ritrovarsi nei panni della preda o del cacciatore? L’universo animale è senza dubbio più vasto di quanto abitualmente si sia portati a credere: anche in merito a predazione e sopravvivenza, dunque, come per ogni altro ambito del suddetto macrosistema, è possibile scoprire aspetti inconsueti, avvincenti e decisamente singolari…

32634(1)Sapevate, ad esempio, che il capovaccaio (uccello migratore piuttosto diffuso) si serve di veri e propri strumenti per rompere le uova delle quali si ciba? E che i passeri, per recuperare il quantitativo di calcio necessario al loro organismo, mangiano la calcina tra i mattoni degli edifici? E, ancora, che lo scricciolo dei cactus si chiama così perché nidifica tra le spine di queste straordinarie piante? Per la salvaguardia delle diverse specie, spiega il professor Bogliani, la capacità di adattamento riveste un ruolo essenziale: ogni animale, infatti, deve essere in grado – per quanto possibile – di sottrarsi agli attacchi dei nemici nonché di proteggere i propri cuccioli o gli attesi nascituri. Per questo, tra le tante avventure, ai ricercatori accade spesso di imbattersi in quelle che potremmo simpaticamente definire ‘uova mimetiche anti-saccheggio’ – perfette per confondersi tra terra e paglia o straordinariamente simili a sassi levigati e bianchissimi – oppure in ‘nidi virtuali’, sovente irraggiungibili se non in volo, ricavati da nicchie e fessure tra le rocce. Non c’è che dire… il meraviglioso mondo della natura riesce sempre a sedurci! Ma quante sorprese potrà ancora riservarci l’incantevole pianeta che ci ospita? Per tutti coloro che vogliono saperne di più e che sono già in possesso del biglietto di ingresso gratuito, l’appuntamento è per questa sera al Centro Congressi di Via Fanti: servendosi di cento immagini tratte da “L’atlante della vita” edito da UTET, il Dottor Giusto Benedetti racconterà ben quattro miliardi di anni di evoluzione terrestre…

Conoscere la vita – III ciclo

Il romanzo dell’evoluzione: storie affascinanti, curiosità e nuove conoscenze sui viventi. Dalle origini del nostro pianeta ad oggi.

Centro Congressi Unione Industriale

Via Fanti, 17 Torino

Per informazioni: tel 011.571.82.46

Inizio incontri: h 21.15

Il tema di oggi, lunedì 25 novembre:

STORIA DELLA VITA

4 miliardi di anni in 100 immagini

Relatore: Giusto Benedetti, zoologo

Ultimo appuntamento, lunedì 2 dicembre:

HOMO SAPIENS, UN PREOCCUPANTE SUCCESSO BIOLOGICO

Lo sviluppo demografico della nostra specie in relazione alle risorse e al problema della loro distribuzione

Relatore: P. Bianucci, responsabile di “Tuttoscienze” de La Stampa

di Sonia Gallesio