PARIGI – Saint-Germain-des-Prés

dicembre 15, 2010 in Viaggi e Turismo da Meno Pelnaso

Saint Germain dè PrésUsciamo dalla metro e ci ritroviamo in mezzo ad una folla che s’accalca, spinge, tira, parla, urla, piange e batte i piedi per ammirare le bancarelle, o per comperare qualche cosa da portare a casa come ricordo (… o forse sarebbe meglio dire come “trofeo”) della visita al quartiere di Saint Germain dè Prés, uno dei più pittoreschi e conosciuti di Parigi.

Se ci capitassimo a Natale le merci sarebbero in tema, ora, che è estate, sono coloratissime e leggerissime, di tutte le forme, materiali e dimensioni.

Sciarpine di moda, camicette, braccialetti, orecchini, borsette, zainetti, cappelli e cappellini, che la fanno da padroni, si possono trovare ben allineati o alla rinfusa, a seconda se le “cavallette” sono già riuscite ad avventarcisi sopra o meno …

Bianchi, neri, gialli, abbronzati o diafani, anticonformisti e “conformati”, more, bionde, rosse, i/le potenziali clienti rappresentano ogni origine, nazionalità e lingua.

I passanti camminano sui terreni un tempo agricoli, sui quali il quartiere di Saint-Germain des Prés è nato nel IX secolo d.C., intorno all’omonima chiesa e all’abbazia benedettina, che oggi osserva pacifica tutta la varia umanità che la circonda.

Se avessi la macchina del tempo, programmandola in periodi diversi, potrei andare al Procope, il caffè più antico della città, per incontrare, in una sera umida e fredda, Voltaire e Rousseau avvolti nelle loro sciarpe mentre espongono i loro ideali progressisti, oppure per ascoltare il bollente scambio di idee rivoluzionarie tra Danton e Robespierre, con la testa temporaneamente attaccata al collo, oppure ancora per spiare Balzac, Hugo, Oscar Wilde, e molti altri intellettuali, mentre prendono spunto per i loro personaggi dai viandanti anonimi che animo le vie.

Se volessi fare invece due chiacchiere con Jean Paul Sartre e Camus andrei al Café de Flore o al Deux.

Per secoli nel quartiere si è respirata un’atmosfera anticonformista ed internazionale, come oggi d’altra parte.

Come allora infatti il quartiere è un crogiuolo di artisti, letterati, collezionisti e semplici curiosi.

Potete trovare le Case Editrici, i vecchi bookstores, i negozi d’antiquariato e le gallerie di arte, per non parlare dell’anima jazz che ha permeato il quartiere per decenni e che ora trova emuli in molti angoli chiassosi.

Saint Germain dè Prés1La chiesa ed il monastero di S.Germain nacquero per idea di San Germano, all’epoca vescovo di Parigi, che consigliò al sovrano Chiedelberto, vittorioso sui Visigoti in Spagna, di dedicare una chiesa a San Vincenzo ed alla Croce per conservarvi i trofei portati a casa: la tunica di San Vincenzo, una croce d’oro e anche alcuni oggetti appartenuti al leggendario Re Salomone.

Alla morte del vescovo la chiesa, una delle più antiche e amate dai parigini, gli venne dedicata.

Carlo Magno vi investì molto, facendola diventare uno dei luoghi più prestigiosi del regno, sito di sepoltura dei sovrani Merovingi … ed a qualcuno vengono già in mente i templari ed il Santo Graal …

Distrutta dai normanni venne ricostruita insieme al campanile intorno all’anno 1000.

Papa Alessandro III la riconsacrò nel 1163, pochi giorni prima di posare la prima pietra per la cattedrale di Notre Dame.

Saint Germain dè Prés2Durante la rivoluzione subì “destinazioni diverse”, prigione dei soldati che si erano rifiutati di sparare contro gli operai, divenne anche magazzino, e nelle sue prigioni 200 sospetti traditori della Rivoluzione vennero massacrati, infine esplosero le 15 tonnellate di polvere da sparo conservate all’interno e vennero distrutti anche i 50.000 volumi della biblioteca.

Insomma non si può certo dire che ebbe una esistenza noiosa, il campanile è tutto quello che oggi ci resta della costruzione originaria ed è il più vecchio di Parigi …

… bei tempi per muratori e costruttori … forse un po’ meno per intellettuali, bibliotecari, re e regine …

… vabbè! … Viva la rivoluzione francese!

Affettuosamente Vostro

Meno Pelnaso

di Meno Pelnaso