PARIGI – Hôtel de Cluny

marzo 1, 2011 in Viaggi e Turismo da Meno Pelnaso

PARIGI – Hôtel de Cluny

– Gaudeamus igitur

Juvenes dum sumus

Post jucundum juventutem

Post molestam senectutem

Nos habebit humus.

“TRAD:

Spassiamocela dunque, finché siamo giovani.

Dopo l’allegra gioventù,

dopo la scomoda vecchiaia

ci riceverà la terra!”

PARIGI - Hôtel de Cluny 1

I due clerici vagantes, ormai alticci già da qualche chilometro, barcollano nel quartiere latino alla ricerca del collegio dell’ordine cluniacense che l’abate Jacques d’Amboise ha fatto costruire, circondato da mura merlate, alla fine del XV secolo, ad uso foresteria, in sostituzione di quello già sito in piazza della Sorbona.

Poi, ricordando le parole del tutore:

– “Solo una porta carraia e un portoncino per i visitatori interrompono l’uniformità del muro che separa e protegge la foresteria dalla confusione cittadina”

lo individuano e si avvicinano ridacchiando con l’intenzione di sbattere con forza il batacchio del portone per attirare l’attenzione del padre guardiano.

Fatica sprecata, l’accigliato frate è già sulla soglia ad attenderli, tormentando nervosamente il cordone del saio, attirato dal canto e dalle risa sguaiate dei due sciagurati.

– Buona sera fra’ Batacchio … ehe, … ehe …

I due, spanciandosi dalle risate, oscillando mentre si sostengono a vicenda, varcano cauti la soglia del cortile, cercando di non inciampare nel gradino … ma …

– Vivant omnes virgines faciles, formosae!]

Vivant et mulieres

tenerae, amabiles,

bonae et …OOOOOOOOPS! .

TRAD:

Viva tutte le ragazze, disponibili, attraenti!

viva anche le donne

tenere, amabili,

buone e … OOOOOOOPS! …

… i due meschini stramazzano rovinosamente ai piedi del monaco.

PARIGI - Hôtel de Cluny 2

Il frate, una sorta di Golia barbuto, grande, grosso e solido come una montagna, afferra gli stracci che coprono il groviglio sussultante di gambe e braccia rotolato fino ai suoi sandali e li trascina fino al pozzo.

Scaraventa il groppo sussultante e brontolante sotto il Gargoyle, con la stessa delicatezza con la quale avrebbe spostato un sacco di concime, e li annaffia abbondantemente con il secchio colmo di acqua gelata.

Rantolando e sputacchiando gli studenti cercano di liberarsi dal vicendevole umido abbraccio.

– Quando vi sarete ricomposti, come la dignità del luogo richiede, vi farò entrare.

Fratello Paulus ha preparato una meravigliosa minestra di farro.

… a proposito … sono frate Parvus.

Il fratellino piccolo dell’abominevole uomo delle nevi si allontana sogghignando mentre i due, con aria sconsolata, cercano di alzarsi puntellandosi al pozzo.

PARIGI - Hôtel de Cluny 3

Ci vogliono alcuni minuti prima che la doccia sortisca l’effetto di liberare le loro menti dalle nebbie alcooliche e che le loro ginocchia li reggano per raggiungere la grondaia e poi, strisciando lungo il muro, finalmente anche l’ingresso.

Frate Parvus questa volta li accoglie sorridente, li accompagna ai loro giacigli e indica dove potersi lavare prima di andare a mensa.

Finito di mangiare l’ottima zuppa di Frate Paulus, i due vengono accompagnati a visitare l’edificio.

Gli interni sono spettacolari e l’illuminazione incerta e calda delle candele ne esalta l’aspetto suggestivo.

PARIGI - Hôtel de Cluny 5 Le opere conservate sono l’orgoglio dell’ Hôtel de Cluny e riguardano l’Alto Medioevo, l’arte romanica, la scultura gotica, alcuni elementi decorativi provenienti dalle più importanti chiese gotiche di Parigi, le vetrate, l’oreficeria, gli oggetti quotidiani e la tappezzeria più preziosa.

– In questa sala conserviamo un capolavoro di tessitura fine, un capolavoro di squisita fattura, il ciclo di sei arazzi in lana e seta dal tema “Dame à la Licorne”.

Sussurra il frate sollevando un pesante panno ed introducendoli in una stanza immersa in un’intima e profonda penombra.

– Come lor signori ben sanno, l’unicorno, o liocorno, è tipicamente raffigurato come un cavallo bianco, a cui vengono attribuiti poteri magici, con un unico lungo corno da narvalo avvolto a torciglione sulla fronte … … occhio a non inciampare nella panchina nel mezzo della sala …,

PARIGI - Hôtel de Cluny 4

Neppure il tempo di completare al frase e …

… PATABAMMM!

… i due studenti finiscono riversi a terra sovrastati dalla panchina.

– Vi siete fatti male?

– No, no, … grazie … ormai ci siamo abituati a stare … per terra … per sicurezza potremmo guardare gli arazzi rimanendo sdraiati? …

– Su! Alzatevi! … gli arazzi sono stati prodotti alla fine del 1400 nelle Fiandre.

I sei pannelli, che raffigurano le attività di una dama e la sua ancella accompagnate da un unicorno ed un leone, celebrano rispettivamente:

“il gusto,”, in cui la dama prende un dolce da un’alzata,

“l’udito”, in cui la dama suona un organo,

“la vista”, in cui l’unicorno si ammira in uno specchio retto dalla dama seduta con le zampe in grembo,

“l’olfatto”, in cui la dama prepara una corona di fiori,

“il tatto”, in cui la dama accarezza il corno dell’unicorno,

“A Mon Seul Désir (il mio solo desiderio)”, che dovrebbe essere riferito alla collana che la dama porge all’ancella.

– … il mio è di andare a dormire …- sussurra all’orecchio il primo studente.

– … a me sembrava che alla dama interessasse l’unicorno … – sogghigna il secondo.

Un’occhiata lampeggia nella stanza poco illuminata e fulmina i due.

– Penso che sia ora che andiate a coricarvi. – taglia corto il frate.

Vengono accompagnati per un tratto e poi, ormai soli, proseguono per andare a dormire.

– … l’unicorno, simbolo di purezza e saggezza, poteva essere ammansito solo da una vergine … sembra però che le cronache assicurino che, causa le molte guerre che allontanano tanti valenti giovani dalle proprie dame, sia impossibile trovarne di mansueti …

– Shhhhh!, se Parvus ci trova a fare chiasso …

– … dicono che se se ne rimuove il corno, dalle preziose capacità di neutralizzare i veleni, l’animale muore … vista la pace che regna nelle corti … sembra che siano ormai tutti estinti …

– A tal proposito, ho sentito che in India producono e vendono a caro prezzo coppe di corno di unicorno … ma fatte intagliando ossa di animali diversi … ehe … ehe …

– … mio zio mi raccontava che Papa Bonifacio VIII, nativo di Anagni, sembra che nel 1294 abbia architettato un simpatico scherzo al suo predecessore Celestino V …

– … Celestino V… il monaco eremita eletto per dare l’avallo pontificio necessario a Carlo d’Angiò per concludere la stipula di un trattato?

– Si, proprio lui, con grande disappunto proprio di Bonifacio! Pare infatti che le notti dopo la sua nomina, Celestino V udisse, nel tenebroso silenzio della propria stanza, l’inquietante voce di un angelo che, naturalmente per ordine divino, lo invitava a rigettare la propria nomina pontificia …, e sembra che quell’”Angelo” fosse proprio Boni
facio VIII … ehe … ehe

– … ehe … ehe … che burla!

– … e Celestino rinunciò.

– Pensa che solo un anno dopo, dopo essere quindi diventato pontefice, nell’inventario del tesoro papale di Papa Bonifacio VIII, veniva riportata menzione di “… quattro coppe di unicorni, lunghe e contorte (…) [utilizzate per] fare l’assaggio di tutto ciò che era presentato al papa …” …

– Aha … aha …aha … chi la fa … l’aspetta …!!! …

… gaudeamus igitur iuvenes dum sumus …

Affettuosamente Vostro

Meno Pelnaso

di Meno Pelnaso