OSN: Brahms e Rachmaninov

novembre 2, 2005 in Spettacoli da Stefano Mola

BrahmsLa stagione dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai giunge al suo terzo appuntamento, che sarà aperto dal Concerto per violino e orchestra op. 77 di Johannes Brahms. Dedicato al violinista Joseph Joachim, che ne fu anche il primo esecutore, fu composto tra la primavera e l´estate del 1878. La prima fu salutata da un memorabile successo: si tratta del resto di una delle più felici opere del compositore tedesco, che si distingue per la limpidezza dei temi unità a una robusta solidità compositiva.

L’esecuzione sarà affidata a un giovane talento: Nicolaj Znaider, curioso mix etnico (è danese di origini polacco-israeliane). Nato nel 1975, a diciotto anni vinse il concorso Nielsen. Con un scelta decisamente inusuale per i nostri tempi, dopo la vittoria, dichiarandosi ancora insoddisfatto del suo modo di suonare, si iscrisse di nuovo al Conservatorio. Dopo un duro training sotto la guida di Boris Kushnir, tre anni più tardi vinse il Regina Elisabetta di Bruxelles (ovvero lo Chopin dei violinisti). A giudizio degli esperti sembra destinato a ricalcalre le orme di Oistrakh, Heifetz, Milstein e Menuhin (artisti altrettanto incontentabili di sé).

Sul podio salirà invece Aleksandr Lazarev, moscovita, classe 1945, vincitore nel 1971 del primo premio al Concorso Internazionale di Direzione d’orchestra di Mosca, medaglia d’oro al Concorso Karajan di Berlino. Direttore principale dal 1987 al 1995 del Teatro Bolsŏj di Mosca, del quale è stato Direttore artistico e Direttore principale dal 1987 al 1995. Dal 1997 è Direttore principale della Royal Scottish National Orchestra con la quale ha realizzato l’integrale delle sinfonie di Sóstakovič e di Prokof’ev. Numerose le sue incisioni del repertorio russo, nonché i suoi concerti alla direzione delle principali orchestre del mondo (Berliner Philharmoniker, Orchestra della Radio Bavarese, Orchestre National de France, Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo…).

Chiuderà la serata la Sinfonia n. 1 op. 13 di Sergej Rachmaninov. Fu composta a soli 24 anni di età, quando l’autore, già considerato un eccellente e dotato pianista, si era da poco diplomato al Conservatorio di San Pietroburgo anche in composizione e aveva già scritto un Primo concerto per pianoforte e orchestra. Rachmaninov aveva per la sua opera grandi speranze, ma pare che la direzione di un Glazunov ubriaco fece si che l’autore stesso abbandonasse la sala prima della fine e del forte dissenso del pubblico. Il trauma fu grande: Rachmaninov smise di comporre e si fece curare con l’ipnosi. Dopo fu in grado di comporre opere destinate a una enorme risonanza (mai sentito parlare del Rach3? Ricordate Shine?), ma della sua prima opera non volle lui stesso più sentir parlare. Al di là di indubbie debolezze, la Sinfonia possiede una sua freschezza e arditezza che meritano sicuramente una riproposizione.

Gli appuntamenti questa volta sono 3. Due, come sempre, a Torino (Auditorium G. Agnelli del Lingotto): giovedì 3 novembre, ore 20,30 e venerdì 4 novembre ore 21,00. A questi si aggiunge quello di sabato 5 al Teatro Civico di Vercelli (quando al violino troveremo Domenico Nordio).

di Stefano Mola