NAUFRAGIO! – Parte quinta

ottobre 23, 2011 in Racconti da Meno Pelnaso

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Proseguimmo lungo la costa in perfetta solitudine fino a raggiungere un banco di sabbia dove si poteva gettare l’ancora, fare un bagno, merenda, prendere un po’ il sole prima di tornare.

– Nel frattempo non ci eravamo accorti che nuvolette scure scendevano all’orizzonte dalle montagne a nord …

In effetti, eravamo talmente concentrati a divertirci …

– A sopravvivere!

… che non avevamo più badato alle condizioni meteo.

– D’altra parte “l’esperto” padrone del cantiere ci aveva detto di non preoccuparci, … che il tempo avrebbe tenuto sulla costa fino a sera …

Quindi, arrivati a riva, lasciammo la barca con la vela libera, il vento nella zona era particolarmente fievole, e gettammo l’ancora.

Ci tuffammo e facemmo una bella nuotata.

Con le pinne e la maschera non mi accorsi di cosa stava succedendo alle mie spalle e neppure di essermi allontanato notevolmente dalla barca.

Quando dopo molti minuti (avevo perso completamente la cognizione del tempo!) sollevai la testa per guardare dove ero finito, lo spettacolo che mi si parò di fronte era tutt’altro che rincuorante.

Le “nuvolette scure”, che prima erano lontane all’orizzonte, erano cresciute a dismisura fagocitando tutto il panorama a nord ed erano ormai praticamente sopra la nostra testa, mentre il loro colore da grigio scuro era diventato un profondo e plumbeo nero metallico.

La brezzolina lieve in compagnia della quale avevamo lasciato il sonnecchiante, pachidermico mezzo di locomozione, era diventata una mezza bufera e stava tormentando violentemente il Caravel.

Mi affrettai a tornare indietro con tutta la velocità che le pinne mi consentivano, ma, mentre tenevo d’occhio gli eventi, … la catastrofe si materializzò davanti agli occhi.

Dopo aver fatto oscillare paurosamente la barca, una raffica particolarmente violenta scaraventò l’albero e la vela in acqua facendo ribaltare la barca ed il suo contenuto.

Il nostro “veliero” era ancorato nell’acqua bassa quindi non poteva girarsi completamente, ma tutto il contenuto ora galleggiava sulla superficie spazzata dal vento ed era entrata talmente tanta acqua che la barca era letteralmente AFFONDATA!

La raggiungemmo quasi contemporaneamente …

– Raccoglievo conchiglie sulla spiaggia, quando ho visto cosa succedeva era ormai troppo tardi …

Le raffiche di vento proveniente da ogni direzioni si palleggiavano sacchetti, magliette, pantaloncini, costumi, zaini, …

Fortunatamente tutti gli oggetti delicati erano in contenitori stagni, che galleggiavano e si stavano allegramente allontanando da noi.

Raccogliemmo tutto, … o quasi, lo accatastammo sulla lingua di terra dove la barca era arenata e cominciammo a cercare di capire il da farsi.

Il vento era in continuo aumento e le barche all’orizzonte stavano tutte tornando in porto di gran fretta senza badare a noi due poveri meschini in panne.

Bruttissima fu la sensazione di essere praticamente …

… NAUFRAGHI!

(continua)

Affettuosamente Vostro

Meno Pelnaso

di Meno Pelnaso