Natalie: la Principessa

maggio 5, 2005 in Musica da Gino Steiner Strippoli

Natalie ImbrugliaSette anni dopo “Torn”, singolo tratto da “Left of the Middle” (6 milioni di copie vendute), passando dal riflessivo “White Lilies Island”, Natalie Imbruglia si ripropone in tutta la sua dolcezza e raffinatezza vocale con 12 nuove canzoni che danno corpo a “Counting Down The Days” (BMG Ricordi). Un album – ritorno ai suoni acustici dei suoi esordi, dove si erge per eccellenza il singolo “Shiver”. Natalie è attrice ed è per la sua candida bellezza spesso chiamata a esser testimonial pubblicitario ma la sua passione principale rimane la musica penso di esprimere nella musica ciò che sento – dice Natalie – dunque il mio è un lavoro molto autobiografico. Non mi vergogno di dire che mi sento bella, qualcuno mi definisce addirittura divina ma riconosco di essere insicura. Oscillo sempre tra due punti estremi: la confidenza e l’insicurezza.

Ha i suoi miti musicali e in testa ci mette gli U2: Riescono a comunicare una spiritualità impressionante e scrivono testi di valore assoluto dice Natalie, che confessa di portare sempre con sé una copia di Joshua TreeSegue anche i Sundays e gli Eurythmics e vorrebbe scrivere i brani con lo stile di Tom Yoke, il cantante dei Radiohead.

Una carriera iniziata quindi giovanissima a soli 16 anni quando viene subito soprannominata “La principessa” cominciando a lavorare per la pubblicità di una marca di gomme da masticare giapponese dove una giovanissima Natalie indossa i panni di una “principessa dell’ananas” . Poi a 17 anni diventa una piccola diva della soap opera molto famosa nel mondo anglosassone: “Neighbours”. Del suo ultimo lavoro “Counting Down The Days” ne abbiamo parlato con lei.

Natalie ImbrugliaDodici canzoni inedite molto diverse dal tuo precedente “White Lilies Island .

“ Sai con “L’isola dei Gigli bianchi” sapevo di non poter ripetere l’exploit di Left of the Middle ma è stato comunque un buon successo e mi ha affrancato dalla paura di essere ricordata solo come quella che canta Torn, come quella che canta canzoni scritte da altri e le trasforma in successi” (Torn è stata composta da Phil Thornalley ex membro dei Cure e produttore di Natalie). Questo nuovo lavoro rappresenta la mia crescita come cantautrice, le canzoni le ho scritte lavorandoci su per tre anni consecutivi, con la giusta tranquillità senza fretta. L’unica canzone che si discosta dalle altre è “Sanctuary” scritta proprio per “White Little Island” ma poi rimasta fuori per scelta della casa discografica”.

Come definisci questo album?

Sicuramente un disco pieno di positività che arriva in un periodo per me molto felice, ho una vita sentimentale stabile che mi permette di vedere il mondo con altri occhi.

Dal rock al pop, un album che nasceva con certi propositi musicali poi decisamente cambiati con un ritorno alle ballad acustiche

E’ vero ho cambiato gli arrangiamenti e la produzione proprio guardandomi al passato. La mia voce d’altronde e il mio stile nel cantare non sono proprio omogenee con il suono duro delle guitar –rock.

Tu e l’Italia un rapporto stretto visto che tuo padre è nativo delle isole Lipari.

Amo molto la cultura italiana e l’emotività che c’è in voi italiani. Da mio padre ho preso la passione e la collera che come viene se ne va! Insomma penso di avere un temperamento made in Italy.

di Gino Steiner Strippoli