MiTo

settembre 8, 2008 in Spettacoli da Stefano Mola

Cecilia BartoliTanto per restare in tema, bisognerebbe essere dei metronomi. Quegli esseri che fanno tic tac e vanno avanti e indietro con frequenza variabile tra due estremi, e che servono a tenere il tempo. MiTo è un festival internazionale della musica che da due anni va metronomicamente avanti e indietro tra Torino, dove è nato, e Milano. Prima o poi avremo anche l’alta velocità, tra l’altro. In ogni caso, anche se non siamo dei metronomi e ci piacciono di più le pantofole di casa, c’è soltanto, come si dice, il dolce e tormentoso imbarazzo della scelta.

Numeri, prima di tutto (che la musica è fisica, vibrazioni, frequenza, eccetera). Duecentotrenta, che non è la velocità da tenere sulla Torino Milano (impossibile per cantierismo spinto, oltreché per legge). Duecentotrenta è il numero dei concerti. Subito dopo viene l’altra grande preziosa caratteristica della manifestazione: l’elevato tasso di gratuità. Per molti degli eventi non dovete spendere nemmeno un euro, e ce ne sono parecchi a costi davvero contenuti.

Sir Colin DavisChiaramente, un programma così vasto non può essere riassunto. Due consigli. Primo: piluccare da sé, spulciare, stamparsi il programma, prendere un evidenziatore, segnare. Consigliato ai maniaco ossessivi. Secondo: lasciarsi guidare dall’istinto. Scegliere un giorno, entrare quasi a caso in uno dei concerti gratuiti, e scoprire. Musica contemporanea, oppure antica. Consigliato ai romantici on the road. Ecco il link al programma completo.

Detto questo, alcune nostre segnalazioni. Prima di tutto, sappiate che il festival riserva ogni anno uno spazio importante a una cultura musicale altra. Il 2008 è l’anno dei Gitani che dal deserto del Rajasthan si sono spostati in Andalusia, attraverso il Pakistan, l’Iran, la Turchia e i Balcani. In scena saltimbanchi, bardi, musicisti e danzatrici del Rajasthan che replicheranno la loro presenza nelle due città; canti nomadi e musiche di corte dall’Europa centrale fino al travolgente flamenco gitano. Ci saranno anche una serie di incontri e presentazioni di libri dedicati all’argomento, e, a Milano, una rassegna cinematografica.

Harrison BirtwistleL’omaggio al protagonista della musica contemporanea tocca a un compositore eclettico e non facilmente incasellabile: Harrison Birtwistle, capace di spaziare dalla musica antica, al jazz, ai grandi miti della civiltà ellenica e delle religioni. Oltre all’esecuzione delle sue composizioni – molte in prima esecuzione italiana – sono previsti due incontri con l’artista inglese.

E ora un po’ di grandi nomi. L’Orchestra Filarmonica di Helsinki guidata da Jukka-Pekka Saraste, la London Symphony Orchestra diretta da Sir Colin Davis e Valerij Gergiev per un ciclo di quattro concerti, la Junge Deutsche Philharmonie diretta da George Benjamin. Zubin Mehta dirigerà l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino a Milano e la chiusura del Festival a Torino è affidata a l’Orchestre National de France guidata da Kurt Masur.

Il Palasharp di Milano e il Palavela di Torino si riconfermano luoghi inconsueti per gli appuntamenti con la grande musica classica a prezzi popolari: a Milano la Filarmonica della Scala diretta da Dmitri Kitajenko eseguirà un programma dedicato interamente a Čajkovskij; a Torino invece risuonano le musiche dei grandi balletti russi eseguite dalla Grande Orchestra Sinfonica P. I. Čajkovskij diretta da Vladimir Fedoseev. E poi Cecilia Bartoli al Lingotto e Barbara Hannigan a Milano.

Non dimenticate che in chiese monasteri e palazzi potrete ascoltare numerosi concerti di musica sacra tenuti da prestigiosi ensemble vocali e strumentali. Che c’è un cospicuo programma jazz, da Richard Galliano a Lee Konitz. Poi John Zorn insieme a Lou Reed e Laurie Anderson. Goran Bregovic, con la sua Wedding and Funeral Band. Infine, anche quest’anno un programma dedicato ai bambini: 12 spettacoli musicali e teatrali pensati esclusivamente per loro avranno luogo in entrambe le città.

Prendete un respiro, a pieni polmoni. Doppiamente giustificato: MITO SettembreMusica aderisce al progetto Impatto Zero® di Lifegate: le emissioni di anidride carbonica generate dal Festival saranno compensate con la creazione di nuove foreste nel Parco del Ticino e in Costa Rica.

E ora, tuffatevi nella musica.

di Stefano Mola