L’uscita

aprile 4, 2009 in Racconti da Cinzia Modena

Ti racconto_Giusy SculliSe cammini per le strade potresti soffocare. Bob tu non sei abituato ai luoghi aperti. Ti piacciono le piccole comunità, le ritualità. Lo dici tante volte che non realizzi come delle persone sane di mente possano accettare di vivere nelle così dette metropoli. Forse perchè le vedi governate dal ritmo delle metropolitane che hanno un tempo di attesa massimo di 6 minuti. Meglio se solo di 3.

Ti vedo immaginare oltre la tua finestra un ammasso di carne che si muove come le briciole all’interno di un formicaio: veloci confuse caotiche. La tua finestra diventa una tela con impressa l’idea del caos a colori con sottofondo. Rumore. Le formiche non le senti ma il loro incedere dà l’idea di tanto movimento che produce vibrazioni nell’aria. Fastidioso.

La tua veranda si affaccia su un parco. Una macchia verde. Polmone eco-solidale di una piccola comunità autonoma. Non ti invidio. Solo quando inizia a subentrare la monotonia urbana del “non-sapere-più-dove-andare”. Solo quando il sole ha asciugato i sentieri dal fango. Solo quando dell’inquinamento si è davvero stanchi. Solo quando si vuol respirare vita nuova differente. Ma non oggi.

Vorrei guardare più lontano_Giusy SculliOggi ero pronto a incedere indolente per le strade. Ma la città era altra. Una nuova vitalità aggirava. La prima manifestazione erano le persone stesse. Là dove eri abituato a guardare oltre, un semiorizzonte nel classico dedalo di vie.. lo sguardo ora doveva saltellare sulle teste delle persone prima di poter arrivare fino a quella piazza, a quella vetrina, a quel palazzo. La città si è rianimata al primo vero giorno di primavera. Si è liberata dei cappotti e delle pantofole e ha inziato ad uscire allo scoperto. Ad aggirarsi per le vie con curiosità. C’era coda per i cinema. Il tutto esaurito portava le persone a migrare a quello successivo. C’era la fila per un cono di gelato. C’era attesa per un tavolo al ristorante che non si può prenotare. C’era la quasi totalità delle panchine dislocate qua e là occupate. Da coppie, amici, single, anonimi, gruppi di tendenza. A ognuna la propria. Ognuna un mondo a se stante. Ciò detto mi sono solo chiesto quando avessero aumentato il numero delle sedute.

Il mondo oltre- Giusy SculliBob. Hai presente quando cammini nel tuo parco preferito e senti la natura parlarti? Ecco Bob. La natura cittadina si è finalmente risvegliata. Oggi sentivo la sua anima comunicare con suoni armonici la sua libertà, infine!

Bob. Non ridere per la totale assurdità delle mie parole. Sì, ci vuole fantasia. Sì, ero digiuno. Ma per la prima volta vedevo le strade animate di sera come di giorno. Senza fretta di andare via. All’appuntamento, a casa, alla macchina. E vedevo bambini. Un incedere lento coadiuvato dal gusto del parlare, del ridere e ancor di più di fare davvero “L’uscita” serale come quando si è in vacanza.

Il mondo è pieno di donne tradite e uomini abbandonati_Giusy SculliPerché guardi oltre la tua porta finestra e mi dici che “Il mondo è pieno di donne tradite e uomini abbandonati”?

Se anche fosse così, e molto probabilmente è dannatamente vero, non oggi. Perchè l’aria trasportava un senso di serenità o voglia di guardare in chiave positiva lasciando i pensieri indietro, al freddo inverno.

Tu dici che mi illudo. Ma l’uomo ha bisogno di calore. Speranza. E quando trova almeno uno dei due.. potrebbe trovare più forza. Almeno per parlare dei suoi casini con più tranquillità senza farsi travolgere dalle sue stesse parole. Non cambia la sostanza, Bob? Non è forse diversa la messa a fuoco e l’angolo di osservazione!? Mi piace crederlo. In fondo se d’inverno ti piace assaporare i gelati al gusto delle creme mentre in primavera sei il primo della classe negli abbinamenti più strani tra frutta e crema… forse anche per te la bella stagione è rinnovamento. Uscire dall’abitudine.

che il tuo mondo sia lieve e sottile_Giusy Sculli

Photos courtesy of Trillii


di Cinzia Modena