L’orto in provetta

febbraio 16, 2001 in Technology da Claris

Terzo appuntamento del millennio di Giovedì Scienza: al centro la conferenza “L’orto in provetta”, relatore Francesco Sola. Nella storia dell’umanità nessuno sviluppo tecnologico è mai stato esente da rischi. E’ quindi assurdo chiedersi se le biotecnologie vegetali siano assolutamente sicure per l’uomo e per l’ambiente. E’ realistico invece che le decisioni sull’accettabilità delle piante geneticamente modificate siano ispirate ad una valutazione oggettiva dei rischi in confronto con i benefici.

Il prof. Sala si è laureato in Farmacia e poi in Scienze Biologiche all’Università di Pavia. Nel 1963 ha iniziato l’attività di ricerca in Canada e negli Stati Uniti, specializzandosi nella biosintesi degli antibiotici e nella biochimica vegetale.

Il dubbio è l’anima della scienza e allora, con umiltà, gli esperti hanno dichiarato che al momento non si sa quanti e quali alimenti transgenici siano presenti sugli scaffali dei negozi italiani. Negli Stati Uniti e in alcuni paesi dell’Europa del Nord sono già comunemente vendute salse preparate con pomodori modificati per durare più a lungo senza marcire, o patatine fritte ottenute da tuberi capaci di assorbire meno olio, e quindi meno calorie.

L’Unione Europea ha dal canto suo autorizzato la commercializzazione di alcuni alimenti modificati geneticamente. Questo vale anche per l’Italia, dove la legge prevede che quando un alimento contiene elementi transgenici, questi debbano essere dichiarati sull’etichetta. Al di sotto della soglia dell’ 1%, possono essere non dichiarati, quindi, in realtà è più che probabile che ne siano in circolazione diversi, sotto forma di ingredienti e additivi. Per esempio farine, pane e i dolciumi o per impanare certi alimenti surgelati. Lecitina di soia, oli di colza e mais, modificati geneticamente, potrebbero essere aggiunti ad alimenti come cioccolato, pop-corn o fette biscottate.

“Il rischio zero non si ha in alcuna attività umana e allo stato dei fatti la possibilità che gli alimenti geneticamente modificati presenti attualmente sul mercato siano dannosi appare davvero bassa e comunque accettabile”, dice il professor Veronesi, ordinario di biotecnologie genetiche all’Università di Perugia.

Mais reso resistente alla piramide, il suo principale parassita, è il campione di una serie di piante transgeniche più resistenti agli attacchi degli insetti. Una patata già utilizzata negli Stati Uniti nelle catene di fast-food è stata resa più impermeabile ai grassi utilizzati per friggerla: ne assorbe di meno ed è quindi meno calorica.

L’interrogativo chiave, in una società occidentale opulenta dove si ha spesso il problema di un surplus di derrate agricole, è se serve o no ridurre il costo della soia o del mais attraverso manipolazioni genetiche. La risposta non può non essere negativa! Noi Italiani possiamo permetterci di pagare qualche lira in più e andare sul sicuro con gli alimenti tradizionali.

La valutazione cambia se fatta in altre parti del pianeta, colpite dalla fame e dalla povertà, dove anche qualche lira in meno significa avere più derrate alimentari a più basso costo e salvare vite umane. Un miliardo di persone, secondo dati delle Nazioni Unite, vive con meno di un dollaro al giorno, e per loro sarebbe vantaggioso poter contare su piante che grazie all’ingegneria genetica siano in grado di crescere là dove oggi è impossibile.

L’orto in provetta

Ciclo Giovedì Scienza

25 gennaio, ore 17.45

Teatro Colosseo – Torino

Ingresso gratuito 

di Claris