L’Italia nuota nelle medaglie

aprile 5, 2006 in Sport da Federico Danesi

Alessia FilippiSHANGAI – L’Italia nuota sempre nell’oro, ma anche nell’argento e nel bronzo. La prima giornata dei Mondiali in vasca corta ha confermato, una volta di più, come gli azzurri siano ormai stabilmente tra i migliori al mondo. E la staffetta maschile 4×100 stile, vincendo l’oro, ha colmato una lacuna che era l’obiettivo massimo per questa spedizione.

Una finale praticamente perfetta, quella degli azzurri: il pavese Calvi che ha dato il cambio in seconda posizione, Lanzarini, che aveva vinto il ballottaggio con Gallo, a tenere, così come Galenda. Infine il suggello di Filippo Magnini: 3’10”74, quasi un secondo meglio della Svezia, con gli Stati Uniti a chiudere il podio.

Per Magnini si è trattato del secondo viaggio sul podio. Soltanto un paio d’ore prima il pesarese aveva centrato l’oro nella finale dei 200 stile, non proprio la sua gara. Questione di centesimi e di centimetri contro l’ennesimo sudafricano sulla sua strada. Un anno fa ai Mondiali di Montreal vinse l’oro nei 100 battendo Schoeman. Assente lui, a vendicarlo ci ha pensato Ryk Neethling, che è partito forte, tenendo la testa per tutta la gara e resistendo alla forsennata rimonta di Magnini. Al tocco solo 27 centesimi a dividerli. Un podio per due terzi italiano, grazie a Massimiliano Rosolino che nella prima parte della gara ha perso metri preziosi, ma rinvenuto molto forte, chiudendo con un bronzo.

Forti gli uomini, fortissime le donne. Anche qui a sfatare un tabù, perché non avevano mai vinto una medaglia. Ne sono arrivate due d’argento, con Francesca Segat e Alessia Filippi. Nella finale dei 200 farfalla la Segat è partita controllata, toccando solo quinta a metà gara, ma la sua progressione nella seconda parte è stata impressionate. Ha chiuso alle spalle dell’australiana Schipper con il nuovo record italiano (2’05”91) che è anche ottava prestazione mondiale assoluta.

La Filippi ha dimostrato di essere, con i suoi 18 anni, già una certezza del nuoto mondiale. Il secondo posto nei 400 misti per lei che è specialista assoluta del dorso, è un eccellente viatico per le gare che ancora verranno. Ha lasciato sfogare le avversarie nella farfalla, rimontando sino alla prima posizione nel dorso. Anche quando è stata sorpassata dalla cinese Qi non si è abbattuta, chiudendo con l’ultima frazione a stile libero a un solo secondo dalla vincitrice, centrando un altro primato italiano (4’35”32).

Ed è solo l’inizio, perché già domani con Luca Marin nei 400 misti, la finale di Terrin e la staffetta 4×200 stile maschile il bottino potrebbe aumentare.

di Federico Danesi