LibriDaGustare 2003 al fotofinish!

dicembre 10, 2003 in Libri da Gustare da Stefano Mola

Come direbbe il mai abbastanza compianto Troisi, ‘ricominciamo da tre’. Da tre anni seguiamo il concorso ‘LibriDaGustare’, meritoriamente organizzato dall’Associazione Ca dj’Amis e riservato a chi scrive libri sul cibo in senso lato. Chi ci segue lo sa bene: sia perché può leggere le recensioni dei venti volumi in gara, sia perché può diventare protagonista, formalizzando on line il proprio voto, aggiungendo così un ingrediente alla ricetta della classifica finale.

Felicemente, la cerimonia di premiazione coincide anche con il nostro compleanno. Non è difficile capire come per noi si tratti di un momento molto importante. E non solo perché parlar di cibo ci fa immediatamente pensare a una torta… e noi ci immaginiamo impazienti di piantare come toreri tre banderillas candeline sulla gobba di un toro di panna montata. Ma anche perché ci sembra la conferma di un rapporto ben consolidato con l’associazione organizzatrice.

Non solo collaborazione: tre anni implicano sicuramente fiducia reciproca, e per Traspi.net sono segnale di una condivisione dei valori di fondo dell’iniziativa. Crediamo infatti che un magazine on line dedicato a Torino e al Piemonte non possa prescindere dal parlare di tutto quanto ha a che fare con il cibo, nei mille e mille modi più diversi che, anche quest’anno, abbiamo imparato a scoprire leggendo e presentando i libri finalisti.

Si sta sempre più radicando (per fortuna) il concetto che cibo significhi territorio, a 360 gradi. Le materie prime rimandano al paesaggio, e quindi all’utilizzo e alla gestione del territorio. Pensare al cibo significa quindi anche chiedersi che cosa pensiamo e come vogliamo che sia il panorama che ci circonda. La trasformazione dei prodotti rimanda agli uomini, alle loro storie, alle loro invenzioni. Oppure ci invita alla riscoperta e al recupero di tradizioni dimenticate. Il produrre materie prime e trasformarle ci porta a riflettere sul lavoro, su quelli nuovi, e sulla tutela dei vecchi: in ultima analisi, anche sull’economia del paese. Dall’altro, ci fa voltare all’indietro: verso quello che facevano i nostri nonni, certo, ma anche molto più in là. Perché nessuna regione è mai stata nei secoli un contenitore sigillato: quello che la terra e i saperi che ci circondano portano nei nostri piatti dipende anche da tutte le persone e le vicende che hanno calpestato, nel bene e nel male, le nostre pianure e le nostre colline.

Quindi, cultura in senso lato: ma non solo storia. Su questo sentiero troviamo facilmente anche l’arte figurativa e il racconto. Infatti abbiamo a che fare con forme e colori (senza contare gli odori), e con persone, e con le loro vicende: e dunque, nulla manca per far partire la narrazione.

E poiché i destinatari ultimi del cibo alla fine siamo noi, parlare di cibo significa occuparsi di noi stessi. Della nostra salute, del nostro benessere. È importante non essere distratti, quando mettiamo le gambe sotto il tavolo: anche se non ci pensiamo, la prima cura che possiamo regalarci è l’attenzione ai nostri pasti (e anche, perché no, a quelli delle nostre mense, fin dall’educazione alimentare nelle scuole).

Per tutti questi motivi, ribadiamo a voi che ci leggete, “ricominciamo da tre”. Usiamo i LibriDaGustare di quest’anno, degli anni passati e di quelli che verranno, come strumenti di riflessione. E partendo da questo pretesto goloso, sapremo occuparci in maniera sempre più consapevole del territorio che ci circonda, della nostra salute, del lavoro, dell’arte e della cultura. E nel ringraziare ancora “Ca dj’Amis” per la sua meritoria attività, speriamo che voglia ricominciare con noi anche il prossimo anno.

di Stefano Mola