L’Espressionismo a Palazzo Bricherasio

novembre 16, 2001 in Arte da Claris

25081Kandinsky e Klee, Otto Dix e Kokoschka, nomi di sicuro appeal, nomi che celebrano un periodo particolare della storia europea, non solo di quella artistica, caratterizzato da grandi fermenti, da rivendicazioni significative; personaggi che richiamano colori vivaci e figure da interpretare nelle loro movenze irrequiete. Artisti che evocano una corrente, perché loro sono stati solo la punta di un iceberg ben più vasto ed articolato che è arrivato a coprire interi decenni. Ecco il profondo quid della mostra di Palazzo Bricherasio, dedicata all’espressionismo tedesco.

Lo studio di una corrente è l’analisi delle arti musicali, artistiche, letterarie di un periodo, è la comprensione dei motivi storici che hanno portato ai fermenti pittorici. Ecco allora filmati storici e datate colonne sonore appositamente scelte per farci rivivere i tempi del Der Blaue Reiter, l’articolata riflessione, manifesto espressionista, del 1912, opera di Kandinsky e Marc. La mostra prevede la rilevante originalità di considerare l’evoluzione dell’espressionismo storico, abbracciandone tutti i proseliti e proponendo la metodologia che si è estesa per tutto il secolo, non solo l’esperienza artistica circoscritta ai primi anni del Novecento.

Con espressionismo, merita ricordare, s’intendono le correnti che, disinteressandosi della rappresentazione oggettiva del mondo, manifestano con forme e colori originali l’universo soggettivo dell’artista. Il termine “espressionismo” designa, quindi, una tendenza che fece dell’espressione (da ex-premere, ovvero spingere fuori, forzare all’esterno) del sentire del soggetto, delle sue emozioni e stati d’animo il cardine di un linguaggio di forme “brutte”, semplificate ed essenziali.

Il percorso si snoda partendo dai precursori, tra cui Lovis Corinth e Paula Moderson Becker, che hanno contribuito in maniera determinante al rinnovamento dell’arte tedesca tra i due secoli e soprattutto a preparare il campo ad altri movimenti.

L’espressionismo “storico” è rappresentato dagli artisti delle due anime del movimento: Ernst Ludwig Kirchner e il gruppo del Ponte, Vassily Kandinsky e il Cavaliere Azzurro. La parte dedicata a questo momento vede nomi di grande prestigio tra i quali spiccano Franz Marc, Oskar Kokoschka, Alexeij Jawlensky, Karl Schmidt-Rottluff, Emil Nolde, Otto Dix, Paul Klee.

Dal secondo dopoguerra al 2000 gli artisti sono invece stati selezionati secondo un doppio criterio: da un lato si è cercato di mostrare i fenomeni di persistenza, rielaborazione e continuità con l’Espressionismo; dall’altro sottolineare come per alcuni grandi artisti tedeschi (Richter, Kiefer, Baselitz) il retaggio espressionista sia stato qualcosa da superare senz’altro, ma di cui non è stato possibile fare a meno. Infatti il fondo comune che ha attraversato tutto il secolo si deve alla rivoluzionaria “scoperta” espressionista della pittura come esperienza autonoma ed immediata o per dirla con le parole di Hegel come atto che rende “presente la presenza”. La pittura manifesta immediatamente la sua natura originaria e l’osservatore può così seguire, in una situazione particolare e privilegiata, il lavoro, il movimento del pennello (alla maniera con cui si ascolta la musica).

25083(1)Le circa 80 opere esposte, provenienti da importanti collezioni pubbliche e private europee, regalano perciò un quadro particolarmente esauriente del movimento.

Se, tra i precursori, allo storico dell’arte Worringer è riferito il primo impiego del termine ‘espressionismo’ in un saggio pubblicato nel 1911 sulla rivista “Der Sturm”, i primi artisti avevano come caratteristiche prevalenti la reazione all’impressionismo e al naturalismo ed il senso tragico della vita e della morte.

La fondazione del gruppo Die Brücke (Il ponte) a Dresda nel 1905 da parte di Bleyl, Kirchner, Heckel e Schimdt-Rottluff, diede inizio alla fase saliente dell’espressionismo. Vi aderirono Nolde, Pechstein nel 1906, Van Dongen nel 1908, Müller nel 1910. Caratterizzarono la pittura del gruppo i colori piatti e l’impianto geometrico bidimensionale astrattizzante, come ben si può vedere nelle opere esposte di Nolde, da Fiori in giardino a Testa di malese. Il gruppo si sciolse nel 1913.

Il gruppo Der Blaue Reiter (Il Cavaliere Azzurro) nacque nel 1911 dalla scissione della “Nuova Associazione degli Artisti di Monaco”; fu fondato da Kandinsky e Franz Marc. Il gruppo era nato dalla fervida vita intellettuale e artistica di Monaco, dove già tra 1890 e l’inizio del secolo convenivano da ogni parte d’Europa i giovani che intendevano dedicarsi all’arte. Il nome del movimento venne dall’incontro naturale dell’amore di Kandinsky per l’immagine fiabesca dei cavalieri e dall’inclinazione estetica che Marc aveva verso i cavalli; entrambi, poi amavano l’azzurro.

Come non citare allora alcune tra le opere più espressive e interessanti della mostra. ‘Paesaggio con cavalli neri’ di Marc e ‘Improvvisazione IV’ di Kadinsky. In entrambe, oltre ai segni fortemente geometrici ed alla vivacità contrastata dei colori, intravediamo il sogno utopico, il bisogno, di un mondo diverso, più moderno e votato al progresso da un lato, più rispettoso della natura dall’altro. Vediamo l’irrequietudine degli animi, la non affiliazione forzata ad un’idea ed al suo mantenimento, insomma una freschezza uova per l’arte dell’epoca.

L’espressionismo. Presenza della pittura in Germania 1900-2000.

Luogo: Palazzo Bricherasio – via Lagrange, 20 – Torino

Periodo: dal 25 ottobre 2001 al 27 gennaio 2002

Orario: lunedì 14.30-19.30; martedì, mercoledì e domenica 9.30-19.30; giovedì, venerdì e sabato 9.30-22.30

Ingresso: intero L. 12.000; ridotto L. 8.000; scuole L. 6.000

Informazioni: tel. +39/011.517.1660; fax +39/011.562.9757

Note: attività e laboratori didattici sulla mostra su prenotazione; catalogo Electa.

di Claris