L’editore Vittorio Pavesio per Traspi.net

maggio 7, 2007 in Medley da Cinzia Modena

vittorio pavesioIl 10 maggio aprirà il Salone del Libro e con esso, per la prima volta, Torino Comics, la mostra mercato del fumetto torinese fortemente voluta da un personaggio straordinario e torinese doc, Vittorio Pavesio. Giovane editore, fumettista, grafico pubblicitario. Pochi dati bastano ad inquadrarlo. A 15 anni crea insieme a un amico, Alberto Setzu, un personaggio per un fumetto. Vanno a Milano per cercare un editore, lo trovano e “Lockness, il mostro della laguna” verrà pubblicato. Siamo nel 1979. Qualche anno dopo matura esperienza presso la Walt Disney Italia. Lavora poi nel mondo della grafica. Il suo cuore, però, continua a battere per quelle figure che prendono vita dal nulla anzi, dalla carta e si animano, regalando sogni, a colori o in “bianco-nero”. In pochi anni ha creato attorno a sé una vera e propria “Fantasy Factory” che comprende l’etichetta “Vittorio Pavesio Productions”, un punto vendita che raccoglie la migliore produzione di fumetti del mondo, la mostra mercato “Torino Comics” e una succursale francese.

Si è battuto per i diritti dei creativi ed ha fondato l’Anonima Fumetti. E’ da sempre portavoce del concetto di fumetto come strumento di cultura.

Da “Graphic Storytelling Narrare per immagini” di Will Eisner,

Vittorio Pavesio Productions Editore.

  • I fumetti sono fondamentalmente un mezzo di comunicazione visivo composto di immagini. Anche se le parole ne rappresentano una componente vitale […] la storia è il componente principale di un fumetto […] e non è una sfida da poco per un mezzo di comunicazione che storicamente viene ritenuto robetta da ragazzini.
  • Nati come raccolte di strisce a fumetti già apparse sui giornali, gli albi a fumetti si sono rapidamente evoluti fino ad ospitare storie complete e originali, e poi dei veri e propri romanzi a fumetti (graphic novels)
  • Negli anni tra il 1965 e il 1990 il fumetto cominciò a sforzarsi di esprimere contenuti letterari. […] finalmente, i fumetti cercavano di affrontare temi che erano sempre stati considerati dominio esclusivo dei testi scritti, del teatro o del cinema. Proliferarono le graphic novel che affrontavano temi adulti. L’età media dei lettori si innalzò. Il mercato per i fumetti innovativi si espanse [..] talenti creativi più sofisticati vennero attratti dal fumetto e provocarono l’innalzamento degli standard.
  • Dopo queste premesse, passiamo la parola a Vittorio Pavesio.

    Come nasce quella che oggi è la Fantasy Factory?

    Lockness_vittorio pavesioAll’inizio ho fatto una sana gavetta fatta di lavori giovanili tra caricature, il personaggio di Lockness, creato insieme a Setzu, le scenaggiature per la Walt Disney (due sono state anche pubblicate, con grande soddisfazione), ed una serie di collaborazioni come fumettista per le testate di Dolly, Il Corriere dei Piccoli e Dodo.

    La svolta verso la Fantasy Factory arriva nel 1997 con la fondazione della Vittorio Pavesio Productions, passo fatto dopo due anni come etichetta editoriale. Un anno dopo viene aperta a Torino la libreria del fumetto 901 Comics Resort, con l’intento di avere un assortimento il più ampio e completo possibile. Purtroppo sono anche gli anni dell’invasione della produzione giapponese: abbiamo cercato di offrire sempre il meglio della produzione europea asiatica ed americana senza penalizzare i grandi autori. Torino Comics all’epoca esisteva già, la prima edizione risale al 1994. Sin dall’inizio abbiamo voluto che fosse un punto d’incontro per tutti gli operatori del mondo del fumetto, ed un appuntamento in cui i lettori possano ritrovare ed approfondire gli autori e le opere da loro più amate o anche di cui hanno sempre e solo sentito parlare. E’ un’occasione per allargare i propri confini ed abbracciare nomi o generi nuovi.

    Sei rimasto anche disegnatore. In alcuni loghi c’è traccia del tuo tratto, giusto?

    Pietro Miccia_vittorio pavesioSì! Ho disegnato sia il logo di Torino Comics che del premio Pietro Miccia. Io sono un appassionato dei personaggi di Walt Disney da quando ero bambino, il mio tratto rispecchia questa passione che non è mai tramontata. Nel personaggio di Torino Comics molti vi vedono il mio ritratto, anche se non era il mio intento. Più curioso invece il logo dell’Anonima Fumetti: avevo scelto un procione caratterizzandolo però con una maschera identica a quella che indossano i Bassotti di Paperino.

    Citi l’Anonima Fumetti, un’associazione molto importante da te fondata.

    L’Anonima Fumetti è un’associazione nata negli anni ‘80 ed ufficializzata nel ’94. Parlando tra amici disegnatori si era formata l’idea di creare un organismo che tutelasse coloro che lavorano nel mondo del fumetto. All’epoca i creatori dei fumetti non potevano firmare le loro opere. I diritti degli artisti non erano tutelati e tutto veniva lasciato alla capacità contrattuale dei singoli. Oggi si può dire che molti obiettivi importanti sono stati concretamente raggiunti. Un esempio: il riconoscimento del fumetto come nona arte e letteratura. La presenza di Torino Comics nel contesto della Fiera del Libro è un passo notevole in questa direzione.

    Raccontaci della tua esperienza come editore. Hai investito subito sui nuovi talenti?

    All’inizio abbiamo voluto riproporre le opere di autori famosi in un libro che le raccogliesse interamente e in modo fedele. Lavoro di ricostruzione importante, si pensi solo al non sempre facile reperimento degli originali. La fedeltà della riproduzione sta nella scelta di pubblicare le tavole come fu scelto dalle testate all’epoca: alcune sono a colori altre in biaco-nero. Tra i volumi pubblicati: Bottaro, con “Redipicche”, Carpi con “Gargantua” e Jacovitti.

    Testato il mercato, abbiamo voluto portare autori italiani molto apprezzati in Francia sul mercato italiano. Un esempio per tutti: Frezzato con l’opera “I custodi del Maser”. Il passo successivo è stato quello di far conoscere autori nostrani al mercato francese.

    Scommettiamo sui talenti bravi ma conosciuti ad una cerchia ristretta o in altri mercati più maturi. Oggi non basta sapere disegnare e bene. Si deve saper essere sopra la media. Avere delle idee e soprattutto sapere come realizzarle al meglio.

    Parlaci del formato dei lavori da te proposti, di Internet e del Merchandising.

    I nostri albi sono proposti in cartonato. Quando abbiamo iniziato sembrava una follia. Era una soluzione molto poco apprezzata qui da noi mentre in Francia continua a riscuotere un enorme successo. I fatti poi hanno rivelato che il cartonato piaceva e vendeva, al di là delle critiche. Altri editori italiani hanno iniziato ad intraprendere questa strada. Internet è un’ottima vetrina ed abbiamo attivato anche il servizio di vendita on line.

    Per investire in Merchandising bisogna avere molte risorse. La nostra offerta per ora è limitata. Un caso di indubbio successo nel settore è quello legato al personaggio di Diabolik.

    Vittorio Pavesio rifarebbe tutto quanto o cambierebbe qualcosa?

    In questo settore il problema è mettere da parte l’entusiasmo e la passione di fronte a belle idee per valutarne invece la concreta fattibilità. E’ un po’ sdoppiarsi ma è necessario. Tornassi indietro non rinuncerei sicuramente a disegnare. Tutte le altre cose, beh.. mi piace pensare che si può f
    are ancora di meglio!

    cop macramé_vittorio pavesioAlcuni autori della scuderia di Vittorio Pavesio

  • Frezzato con i “Custodi del Maser”,

  • Barbucci e Canepa con “Sky-Doll”,

  • Alberti ed Enoch con “Morgana”,

  • Troisi e Vig con “Mayapan”,

  • Bianchi con “Ego Sum”.

    Inoltre la Vittorio Pavesio Productions ha pubblicato:

  • “Capire il fumetto” di Scott McCloud

  • “Fumetto e arte sequenziale” di Will Eisner

    ed altre opere di questi che sono considerati veri e propri maestri del fumetto.

    Questi due saggi sono impiegati in molte scuole di fumetto.

    Link utili

    www.pavesio.com

    www.torinocomics.com

    www.anonimafumetti.org

    di Cinzia Modena