La vida secreta de las palabras

marzo 13, 2006 in Cinema da Barbara Novarese

La vita segreta

Titolo originale: La vida secreta de las palabras

Nazione: Spagna

Anno: 2005

Genere: Drammatico

Durata: 112′

Regia: Isabel Coixet

Cast: Sarah Polley, Tim Robbins, Julie Christie, Javier Cámara

Produzione: Esther García

Data di uscita: Venezia 2005

Data di uscita nei cinema: 17 Marzo 2006 (cinema)

Il 17 marzo, uscirà nelle sale cinematografiche “La vita segreta delle parole”: un film di Isabel Coixet presentato nella Sezione Orizzonti , della 62ª Mostra Internazionale del Cinema di Venezia; interpretato da Eddie Marsan, Javier Cámara, Tim Robbins, Sarah Polley.

Una storia lenta e silenziosa, scandita dal rumore delle onde che si ribellano alla rigida e imperiosa tecnologia umana; un oceano scuro, che di romantico non possiede nemmeno un sussurro. Solitudine, dolore, segreti e parole.

Che cosa resta della vita, quando accade di inciampare tra le sofferenze che l’uomo infligge a se stesso e a tutte le creature che lo circondano?

Il film di Isabel Coixet si svolge come un libro, parola dopo parola, pagina dopo pagina. Richiede impegno, volontà di proseguire a leggere ed ascoltare. I silenzi devono diventare dialoghi e la quotidianità interpretata poiché, nel microcosmo di una piattaforma petrolifera, vengono rivelati gli orrori che i libri di storia non ritengono opportuno raccontare.

Una donna ed un gruppo di uomini, uniti da destini diversi, cercano di dimenticare il passato lasciandosi sopraffare dalla malinconia della solitudine… “ammazzare il tempo, prima che il tempo ammazzi loro”.

Hanna non ha più paura, cammina accanto ai suoi fantasmi con rassegnazione, senza tentare di scacciarli o di prevalere su di loro. Lei vive perché non è morta, il resto non c’è.

Il dolore segreto di Hanna si svela allo spettatore con inattesa semplicità e diviene il dolore di milioni di altre persone che hanno avuto la sfortuna di attraversare gli eventi, subendone il martirio invece di goderne i benefici.

L’amaro pellegrinaggio di anime, dalla drammatica condizione di tormento verso una sorta di oblio, rappresenta l’unica soluzione che permette di sopravvivere fino alla fine della vita. Non c’è felicità né gioia, solo un debole respiro.

di Barbara Novarese