La Colombia all’assalto del Giro

maggio 5, 2002 in Sport da Federico Danesi

La Colombia va all’assalto del Giro d’Italia e lo fa guidata da un torinese doc. E’ Gianni Savio, team manager della Colombia-Selle Italia che dopo le varie esperienze alla guida di atleti centro e sudamericani, dallo scorso anno è entrato a far parte in pianta stabile dell’organizzazione ciclistica colombiana; grazie alla sua sapiente mano è arrivata la prima storica medaglia ai Mondiali su strada (il bronzo di Botero nella cronometro seniores), ma soprattutto ha preso piede un progetto a lungo termine, quello di una nazionale quasi esclusivamente con i colori rosso-giallo-blu.

“Negli anni passati – spiega Savio – nonostante le grandi prove di Parra ed Herrera la Colombia ha sprecato molti talenti che si sono dovuti sacrificare per i loro compagni, specialmente gli spagnoli. In questa nuova realtà, invece, hanno la possibilità di maturare ed esprimersi al meglio; chi ha i numeri può emergere”.

Così è nata la Colombia-Selle Italia, dopo l’esperienza nelle ultime due stagioni con l’Aguardiente-Nectar che schierava Chepe Gonzales e Buenahora e la Selle Italia-Pacific che lo scorso anno al Giro trionfò nella tappa Cavalese-Arco con Carlos Alberto Contreras (ottavo poi in classifica finale) e conquistò la maglia verde, premio per il miglior scalatore, con Fredy Gonzales. Proprio questi due, insieme a Josè Castelblanco (che al Giro 2001 terminò quindicesimo, rappresentano gli elementi di punta della squadra. “La mia – sottolinea Savio – è una squadra compatta, c’è grande amicizia e prima del via non ci saranno ordini di scuderia. Chi starà meglio verrà aiutato dagli altri per conseguire l’obbiettivo finale maggiore”. In squadra, comunque, anche due ‘stranieri’, l’italianissimo Fortunato Baliani (27enne umbro) e l’ucraino Mikhaylo Khalilov, 26enne ucraino che è l’unico velocista e da dilettante correva per la Roeder di Pino Torines.

La Colombia-Selle Italia punta deciso almeno ad una vittoria di tappa e alla riconferma della maglia verde e già con la frazione di Limone Piemonte, la prima in territorio italiano, potrebbe arrivare il colpaccio. “Sono in tanti che potrebbero andare all’attacco. Oltre ai nomi già noti vorrei citare anche Hernan Dario Munoz, che in febbraio ha vinto il Giro della Malesia”.

Savio, da uomo di provata esperienza, azzarda un personale pronostico sul prossimo Giro: “Allo stato attuale il favorito numero uno è sicuramente Casagrande. Al ‘Trentino’ l’ho visto in gran forma e ha terreno adatto per fare il vuoto. Dietro di lui Simoni”. E il caso doping-Italia? “L’hanno scorso (era marzo, n.d.r.) sono stato massacrato per peccati assolutamente veniali, commessi dal mio medico e da un mio atleta, ai quali peraltro non erano stati trovati né Epo, né Gh, né Ormoni della crescita. Ne siamo usciti benissimo, ma ci sono troppe disparità di trattamento. Personalmente non sono d’accordo con tutte queste polemiche, né da parte degli atleti, come Pantani, né dell’Assocorridori che non deve scendere in polemica con chi dalle procuyre svolge solo il suo dovere. Modi per sensibilizzare l’opinione pubblica ce ne sono molti altri”.

Infine un appello al suo amico Camolese: “Quest’anno la nostra pedalata è stata rimandata, ma lo attendo al prossimo Giro”.

di Federico Danesi