La clemenza di Tito

maggio 14, 2008 in Spettacoli da Stefano Mola

L’EVENTO VICK

Dopo Robert Carsen e la sua stupenda Salome, un altro regista di fama internazionale per la stagione del Regio: l’inglese Graham Vick, che porterà in scena La clemenza di Tito, del da noi adorato W. A. Mozart. Primo sipario Venerdì 16 maggio alle ore 20:00. Sul podio, il Maestro Roberto Abbado.

Che dire di Vick? Classe 1953, vincitore per tre volte del Premio Abbiati, e per due del South Bank Show Award. Una curiosità: negli anni 80 lavorò con 300 giovani disoccupati allestendo West Side Story in un mulino abbandonato dello Yorkshire. Nel profilo-intervista tracciato da Stefano Valanzuolo per Sistema Musica, ci piace riprendere queste parole:

Una volta, a Pesaro, stavamo provando il Moïse quando, per il gran caldo, fummo costretti ad aprire le porte che davano sulla strada. Un gruppo di ragazzi smise di giocare a pallone e rimase incantato, a guardarci, sedotto da Rossini. Ecco, questo è quello che idealmente vorrei: aprire le porte di questo mondo a un pubblico nuovo e giovane. Il futuro dell’opera è nella sua capacità di sapersi confrontare con la società, di farne parte, di crescere e cambiare parallelamente a essa. L’opera non può essere un giocattolo per ricchi.

Inutile dire che la nostra curiosità è decisamente elevata. Ne riparleremo a opera vista.

LA CLEMENZA SECONDO MOZART

Clemenza TitoIn principio era Metastasio. Poi vennero Antonio Caldara, Johann Adolf Hasse, Leonardo Leo, Christoph Willibald Gluck, Niccolò Jommelli, Tommaso Tratta. E altri. Ovvero, Metastasio racconta di Tito l’imperatore che scampa a una congiura, scopre i traditori, li condanna ma, alla fine, Hollywood happy end, perdona tutti. Gli altri, serialmente, mettono in musica. Del resto, cosa c’è di più adatto per un’incoronazione? Storia di passioni, certo, ma dove il potente si dimostra superiore ed esercita il potere supremo della clemenza, il nobile gesto. Come dire al nuovo sovrano, (sommessamente e con un indiscutibile classico esempio alto) vi auguriamo di essere ricordato come un novello Tito (insomma, non siate troppo dispoticamente crudele).

Deve essere questo che pensò l’impresario del Teatro Nazionale di Praga, tal Domenico Guardasoni, nel giugno del 1791. Siamo a Praga e gli stati generali boemi vogliono un’opera che accompagni la deposizione della corona boema sulla regal testa di Leopoldo II.

Che ne dite, signor Mozart?

Che diciotto giorni potrebbero bastare.

Chiaro è che questo scambio di battute è pura fantasia dello scrivente, così come pare leggenda la durata della composizione. Il Metastasio originale viene rivisto dal poeta di corte Caterino Mazzolà, con la complicità determinante del nostro Amadeus. Via un atto, delle venticinque arie ne conserviamo sette aggiungendone quattro originali, e poi contaminiamo con elementi del teatro leggero, dunque duetti, terzetti, pezzi d’assieme.

Che ne dite, signor Mozart?

Che adesso mi pare vera opera.

Che altro? Be’, l’amour, declinato in tutte le sue sfumature, come ben riassume il maestro Abbado. L’amore-odio di Vitellia per Tito; l’amour fou di Sesto per Vitellia che lo renderà colpevole del tentato omicidio di Tito; l’amore-consapevole di Annio per Servilia alla quale è pronto a rinunciare perché prescelta sposa dell’imperatore. E poi l’amicizia: quella tra Sesto e Annio, e quella tradita tra Sesto e Tito ma anche il senso dell’onore delle due donne, quello di Vitellia che si autodenuncia mandante del tentato omicidio dell’imperatore e quello di Servilia che rinuncia al titolo di imperatrice perché ama un altro.

IL CAST

Quasi tutto italiano. Tito sarà il tenore Giuseppe Filianoti, Vitellia avrà la voce di Carmela Remigio. Nel ruolo di Sesto, Monica Bacelli, poi Rachel Harnisch (deliziosa Pamina l’anno scorso al Regio) vestirà i panni di Servilia. Infine, due giovani promesse: Daniela Pini e Simón Orfica rispettivamente Annio e Publio. Il Coro del Teatro Regio è diretto da Claudio Marino Moretti. Le scene e i costumi del nuovo allestimento portano la firma di Jon Morrell.

NOVITÀ E CURIOSITÀ

Per portarci il più vicino possibile a Mozart, l’Orchestra utilizzerà trombe e corni naturali e timpani barocchi mentre gli strumenti ad arco adotteranno archetti di fattura classica gentilmente messi a disposizione dall’archettaio cremonese Emilio Slaviero.

Due appuntamenti. Per chi non potrà essere al Regio, il 24 maggio l’opera verrà trasmessa su Rai Radio 3 all’interno del programma Radio 3 Suite in onda alle ore 20. Prima della Prima (Rai Tre) dedicherà una puntata al nuovo allestimento, con approfondimenti e racconti dei protagonisti: il Maestro Roberto Abbado, il regista inglese Graham Vick, Giuseppe Filianoti, interprete del ruolo di Tito, Carmela Remigio, che sarà Vitellia e Monica Bacelli interprete en travesti del ruolo di Sesto.

La clemenza di Tito è realizzata con il contributo di Thales Alenia Space che, il 16 maggio, offrirà un brindisi a tutto il pubblico in occasione della prima rappresentazione in forma scenica a Torino dell’opera di Mozart. Thales Alenia Space è un’azienda leader in Europa per i sistemi satellitari e all’avanguardia per le infrastrutture orbitanti. E proprio pianeti e satelliti potrete ammirare in un’installazione nell’atrio Tamagno del Regio.

Infine sappiate che alcune scene dell’opera compariranno nel prossimo film di Dario Argento, dal titolo Giallo. Il regista sta infatti girando il suo ultimo film in questi giorni a Torino e ha scelto proprio il Teatro Regio come set per alcune riprese.

INFORMAZIONI

Otto recite, dal 16 al 25 Maggio

Per informazioni e vendita biglietti

Biglietteria del Teatro Regio

Piazza Castello 215

Tel. 011.8815.241/242

[email protected]

www.teatroregio.torino.it

di Stefano Mola