Juventus – Uruguay 0-0

marzo 9, 2001 in Sport da Roberto Grossi

JUVENTUS: Carini, Paramatti (63′ Birindelli), Ferrara (63′ Iuliano), Tudor (75′ Tacchinardi), Athirson, Conte, Zambrotta (46′ Pessotto), Brighi, Fonseca (74′ Gasbarroni), Kovacevic, Trezeguet (74′ Del Piero). (Van der Sar, Scardina, Piccolo, Pericard). All. Ancelotti

URUGUAY: Munua, Mendez, Sorondo, De Los Santos, Rodriguez Dario, Guigou, Silva (63′ Franco), Olivera (57′ Sanchez), Rodriguez Damian, O’Neill (60′ Coelho), Romero. (Varela). All. Pua

ARBITRO: Rosetti di Torino (Calcagno, Farina)

NOTE: 3.567 spettatori paganti, per un incasso di lire 17.835.000 che sarà devoluto alla Fondazione Piemontese per la ricerca sul Cancro – Onlus.

Quasi quattromila spettatori per un’amichevole infrasettimanale di scarso richiamo, in orario pomeridiano e in una giornata piovosa, non sono da disprezzare conoscendo le abitudini del notoriamente freddo pubblico torinese, che ha saputo fare di peggio in occasioni ben più importanti di questa (vedi Coppa Italia o anche Champions League). Buon per la Fondazione Piemontese per la ricerca contro il cancro, che ha potuto così incamerare circa diciotto milioni da utilizzare per una giusta causa. Gran parte dell’incasso è stata “offerta” dalle stuole di ragazzini che hanno finalmente potuto ammirare all’opera i loro campioni senza spendere una cifra esorbitante (solo cinquemila lire).

I teen-agers bianconeri sono andati poi in delirio quando Ancelotti ha fatto entrare l’idolo Del Piero ad un quarto d’ora dalla fine: Pinturicchio, all’annuncio dello speaker, è stato accolto con un boato degno di una finale, ma non ha saputo ripagare le attese dei suoi fans con una rete. E non molto meglio è andata all’uscita dallo stadio, quando Alex è stato “inseguito” dai cacciatori di autografi sino al semaforo di corso Ferrara, costretto ad apporre decine di volte la sua preziosa firma prima di riuscire ad avviarsi verso casa.

Inconvenienti (piacevoli) della notorietà, ma soprattutto un attestato di stima da parte dei piccoli tifosi che vedono in Del Piero il campione di sempre, a prescindere dal lungo momento buio accusato dal talento veneto. Poco da dire invece sulla gara, giocata ovviamente al piccolo trotto e con i giocatori che evitavano accuratamente ogni contrasto duro. Giusto il risultato di parità, specchio fedele del match, con un primo tempo in cui la Juve ha avuto le occasioni migliori (un paio di tiri di Kovacevic e uno del vivace Athirson) ed in contrapposizione una ripresa in cui i sudamericani hanno preso il sopravvento sfiorando la rete con Silva (bravo Carini in uscita) e Guigou.

Nel finale era però ancora il reattivo Kovacevic ad inventare un delizioso pallonetto da oltre 25 metri, alto di un soffio; poi il torinese Rosetti chiudeva le ostilità con qualche secondo d’anticipo. Andava bene così.

di Roberto Grossi