Juve, finalmente torna Trezeguet

novembre 20, 2002 in Sport da Roberto Grossi

Dopo i due giorni di riposo concessi da Lippi al termine del derby ieri la truppa bianconera (dimezzata però dalle nove assenze dei nazionali, cinque italiani e quattro stranieri), ha ripreso la preparazione sul terreno dello stadio Comunale. La nota positiva all’entrata in campo della squadra è stato rivedere David Trezeguet insieme al resto del gruppo. Il francese ha svolto con discreta scioltezza lo stesso lavoro dei compagni di squadra, ma il tecnico bianconero frena i facili entusiasmi: “Da oggi David torna a svolgere un certo tipo di lavoro tecnico – ha dichiarato Lippi – ma solo tra qualche giorno potremo valutare la data esatta in cui potrà essere a disposizione per una gara ufficiale”.

Si deve infatti valutare la risposta del ginocchio alle sollecitazioni che il campo procura e anche l’aspetto psicologico del calciatore: “Tutti quanti gli siamo sempre stati vicini non facendogli mai mancare il nostro appoggio. Ora comunque, con l’avvicinarsi del rientro ufficiale, l’entusiasmo sale in proporzione e lui non ha più bisogno di molte sollecitazioni esterne”.

I prossimi giorni saranno quindi decisivi per il futuro del bomber transalpino, ancora in bilico tra il rientro a titolo definitivo e un eventuale intervento chirurgico.

Il grande momento dei bianconeri, con la riconquista della vetta, ha portato ulteriore entusiasmo in un gruppo già ‘carico’. Lippi però, da vecchio lupo di mare, invita tutti a non enfatizzare il primo posto in classifica: “Sapevamo di essere competitivi già prima di salire in vetta. E’ ovvio che il primo posto ti da soddisfazione ma dobbiamo evitare facili trionfalismi e continuare a lavorare cosi”.

Sulle tante polemiche che stanno sconvolgendo il mondo del calcio il tecnico preferisce prudentemente sorvolare: “La cosa migliore in questi casi è astenersi da qualunque giudizio. Io di questo non parlo proprio e tanto meno di ciò che è successo a Roma-Inter, visto che la mia squadra non è coinvolta. Mi farebbe piacere che anche altri parlassero il meno possibile di certe cose. Anzi, sapete cosa vi dico? Preferisco parlare solo in positivo e quindi faccio i miei complimenti a Manitta, il portiere del Messina. Ho letto le sue dichiarazioni sul pubblico cagliaritano e devo dire che sono le più belle degli ultimi tempi. Un vero esempio di saggezza e intelligenza”.

Le nobili parole espresse dal portiere messinese nei confronti di un pubblico comunque pesantemente colpevole nei suoi confronti ispirano a Lippi un’ulteriore considerazione sulla categoria dei calciatori: “Molte volte sono considerati, a torto, delle persone soltanto viziate. Invece, nella stragrande maggioranza dei casi, sono i più sensibili ai problemi sociali ma non amano pubblicizzare le loro iniziative”.

Per concludere in bellezza la ‘giornata della bontà’, non mancano le lodi a tre bianconeri che, pur non partendo con i favori del pronostico, hanno iniziato alla grande la stagione: “Nello scorso campionato Tacchinardi ha avuto alti e bassi, una cosa normale per tutti, ma in molti dicevano che in questa Juve non aveva più futuro. Io invece l’ho sempre spronato ad impegnarsi al massimo garantendogli che sarebbe partito alla pari con gli altri: ora mi sta ripagando della fiducia. Stesso discorso per Birindelli, che i giornali davano sempre in partenza: noi invece l’abbiamo sempre considerato un elemento incedibile ed ora è stato anche convocato in nazionale. Su Camoranesi poco da dire: per me non è stato affatto una sorpresa perché l’avevo già seguito nelle due ottime annate trascorse a Verona. Vi posso confessare che l’argentino è stato uno dei primi giocatori, o forse addirittura il primo, che ho chiesto alla società di acquistare”.

di Roberto Grossi