Juve, 4 partenze e nessun arrivo

febbraio 1, 2004 in Sport da Roberto Grossi

Il calciomercato di gennaio si è concluso ieri e come aveva ripetuto più volte Luciano Moggi la Juve non ha effettuato, al contrario di ciò che scrivevano numerosi giornali, nessun acquisto. I ‘rumors’ su Stam prossimo juventino appartengono al mercato che verrà e ci sarà tempo, da qui alla fine del campionato, di sbizzarrirsi in chiacchiere più o meno utili. Le uniche novità per la società torinese provengono dalla voce partenze: dopo Ruben Olivera, spedito in prestito venerdi all’Atletico Madrid, ieri è stata ufficializzata la cessione a titolo definitivo di Salvatore Fresi al Perugia e il prestito sino a giugno, sempre alla corte di Gaucci, dell’altro uruguaiano Marcelo Zalayeta.

“A questo punto della stagione avere una rosa più scarna è la soluzione migliore – ha dichiarato dopo l’allenamento mattutino Marcello Lippi -; mancano infatti soltanto due mesi di lavoro alla fine (perché ad aprile raccoglieremo i frutti di ciò che semineremo a febbraio e marzo) e i 21 giocatori che ho a disposizione sono più che sufficienti. La squadra, a parte l’infortunato Birindelli, è in ottima forma e tutti, tranne Maresca a cui preferisco concedere ancora qualche giorno di lavoro e che rientrerà mercoledì in coppa Italia, sono convocati per il match con il Chievo. Ovviamente il turn-over di inizio stagione, quello in cui giocavano per esempio due attaccanti diversi per ogni partita, è cancellato: tutti potranno sempre giocare”.

Le critiche copiose giunte alla difesa dopo i tre gol presi a Empoli e che hanno portato il passivo Juve a quota 21 reti subite in 18 giornate consentono a Lippi di rispolverare un vecchio concetto: “Quando si prende o si segna una rete la colpa e il merito sono sempre da dividere tra tutti. Quindi non mi parlate di errori dei difensori: tutti possono sbagliare ma se prendiamo troppe reti è colpa dell’intera squadra che non svolge a dovere la fase difensiva. Questa mattina prima dell’allenamento ho parlato chiaro ai miei ragazzi: nella fase di copertura dobbiamo mettere la stessa rabbia, voglia e attenzione che adoperiamo in quella offensiva, dove abbiamo segnato un sacco di reti. Solo così risolveremo il problema, che per il momento non è ancora irreparabile. Chi parla di colpe dei singoli è fuoristrada. Non mi pare che in giro ci siano tanti difensori più bravi dei miei, i quali uniscono forza, tecnica, saggezza e furbizia. Per questa ragione non ho chiesto alcun rinforzo ai dirigenti: a giugno poi si vedrà…”.

Copertura difensiva a parte, Lippi prima dell’ultima seduta di rifinitura ha parlato anche di altro ai suoi giocatori: “Ho detto loro che devono essere orgogliosi della stagione che stanno disputando. Siamo ancora pienamente in corsa su tre fronti e se avessimo raccolto due vittorie invece che due pareggi in quel di Empoli e Lecce saremmo lì con il Milan in testa al campionato, l’unica manifestazione in cui siamo leggermente attardati. Ora poi li vedo tutti in forma, anche Nedved: il ceko mi ha confidato di aver trascorso una decina di giorni sottotono ma adesso è sicuro di sentirsi nuovamente molto bene”.

Qualcuno cerca di innervosire il tecnico viareggino riferendo di un articolo riguardante il calcio e la politica (e in particolar modo l’importanza per Berlusconi di vincere questo scudetto) apparso ieri su un quotidiano nazionale. Ma Lippi smonta subito, in maniera decisissima, ogni illazione: “Mettetevi in testa una cosa: il calcio è deciso solamente dai giocatori che scendono in campo e dagli allenatori. Non esiste nulla al di fuori del terreno di gioco che possa determinare un risultato. Non conosco l’autore di questo articolo e gli lascio volentieri le sue convinzioni che non appartengono minimamente al sottoscritto. Detto questo vi assicuro che a tutti fa piacere vincere gli scudetti, ma poi c’è qualcuno che ne vince più degli altri… E poi, almeno a sentire le loro dichiarazioni, mi sembra che a Milano preferiscano vincere la Champions League, o mi sbaglio?”

Il finale è riservato al Chievo, avversario di giornata: “Quest’anno hanno avuto più alti e bassi rispetto alle passate stagioni – conclude Lippi – ma rimangono sempre una formazione compatta e molto temibile, con attaccanti che aiutano la squadra ed esterni molto pericolosi. Tra noi e loro sono sempre state partite con molte reti, evidentemente c’è una predisposizione particolare al gol da parte di entrambe le squadre. Sarà dura sconfiggerli, ma ci proveremo”.

Con i due ballottaggi vinti nell’ultimo allenamento da Legrottaglie e Appiah (rispettivamente sul favorito, sino a ieri, Iuliano e su Conte) la formazione che affronterà oggi pomeriggio i veneti al Delle Alpi pare definita. Davanti a Buffon la diga difensiva sarà costituita, insieme al clivense, da Thuram., Montero e Zambrotta. A centrocampo il ghanese sarà assistito da Camoranesi, Tacchinardi e Nedved. In avanti Del Piero e Trezeguet, con Miccoli e Di Vaio pronti a subentrare nella ripresa.

di Roberto Grossi