Joanne Harris per Traspi.net

giugno 21, 2002 in Libri da Stefano Mola

31272Joanne Harris: autrice di best seller internazionali quali “Chocolat” (da cui è stato tratto un fortunato film con Juliette Binoche) “Vino, patate e mele rosse”, “Cinque quarti d’arancia”. L’ultimo suo romanzo, “La spiaggia rubata”, è appena uscito (tutti i suoi libri sono pubblicati in Italia da Garzanti). L’abbiamo incontrata a Villanova, a La Paracca, ospiti di Dada Rosso. L’ambientazione è ideale: una tavola imbandita, apparecchiata con cura, al fresco sotto gli alberi, e, sparsi qua e là, cestini di mele rosse, patate e naturalmente, vino (che da queste parti, si declina in Freisa). La città sembra lontanissima, nel panorama delle colline intorno appena appena si scorge qualche tetto rosso. Altrimenti, i morbidi profili sono interamente dominati dal verde pieno della primavera. Viene quindi naturale, al di là del fatto che tutti i libri di Joanne sono ambientati in piccoli centri di campagna o in riva al mare, iniziare a chiacchierare di città e campagna:

Non vorrei mai vivere in una metropoli, in mezzo all’inquinamento, circondata da cinque milioni di persone, auto. Ma non credo che aver sempre ambientato i miei romanzi in campagna, o in riva al mare, come quest’ultimo, sia una limitazione: quello che conta sono i rapporti tra le persone e le dinamiche di questi rapporti sono le stesse, indipendentemente dai luoghi. Certo, tra ci sono delle differenze culturali tra la città e la campagna così come ci possono essere differenze tra persone che provengono da paesi diversi: ma la cosa interessante è che ho ricevuto lettere da persone che vivono a New York e che non erano mai state in campagna, o da persone che vivono in Giappone, appartenenti a una cultura lontanissima dalla nostra, che comunque si sono riconosciute nelle storie che racconto

Qual è il suo metodo di scrittura?

Generalmente scrivo una prima versione che poi lascio lì un paio di mesi, a sedimentare, per prendere un po’ di distanza. Poi la rivedo, ma in genere non riscrivo molto.

All’inizio di Giugno sarà a Wyle on Hay, al famoso festival di letteratura che ha ispirato il nostro bellissimo Festival di Mantova, poi andrà negli Stati Uniti ogni giorno in una città diversa: in mezzo a tutto questo trova anche il tempo per leggere?

Si, leggo molto, anche perché qualcosa bisogna pur fare durante i viaggi in aereo (ride), e leggo di tutto. Ho la fortuna di sapere anche il francese, perché sfortunatamente in Inghilterra non si traduce molto. Se leggessi solo l’inglese rischierei di perdere molte cose interessanti.

31273Legge in originale anche la letteratura tedesco, che ha studiato all’università?

No, in tedesco no. Le lingue per me devono avere un qualcosa di musicale, e a me il tedesco non riesce proprio di trovarlo musicale!

Se dovesse dire a quale dei suoi libri è maggiormente affezionata, quale citerebbe?

A tutti, ovviamente, sono legata, ma se ne dovessi proprio scegliere uno direi “Cinque quarti d’arancia”, forse perché nella vicenda si affrontano temi molto forti, quale ad esempio la guerra.

Ha già visitato i luoghi qui in Piemonte in cui verrà girata la versione cinematografica di “Vino, patate e mele rosse”? E cosa pensa del fatto che il film verrà ambientato in Italia e non in Francia?

No, non ancora visitato i luoghi, credo sia ancora presto. Il Piemonte per molti versi mi sembra molto simile alle regioni della Francia in cui ho ambientato il libro, forse, è rimasto per certi versi più genuino, più rustico di molti luoghi della Francia. Del resto, come dicevo prima, quello che conta sono in fondo le relazioni tra le persone. In Italia, poi, le persone sono molto accoglienti e disponibili. Inoltre, girare dei film in Francia è molto costoso: devi pagare anche solo per chiedere a qualcuno di spostare una 2CV di cento metri per le riprese!

Cosa pensa dei film tratti dai suoi libri e del vedere degli attori reali che interpretano i personaggi che lei ha immaginato?

Dai miei libri sono stati tratti film più o meno belli. Chocolat ad esempio mi è sembrato molto riuscito, forse perché aveva un tocco molto europeo (il regista è svedese, Lasse Hallström) e poi il cast era straordinario (Juliette Binoche, Judy Dench, Johnny Depp Alfred Molina, Lena Olin, Carrie-Ann Moss). Ma in ogni caso, una volta che si accetta che dalle proprie storie vengano tratti dei film, non ha molto senso lamentarsi.

31271(1)Scrive le sceneggiature?

No, non ne avrei il tempo. Scrivere una sceneggiatura richiede tanto tempo e concentrazione quanto un libro, e adesso sto terminando la stesura del mio prossimo libro, che consegnerò credo ad Agosto. Di “La spiaggia rubata” ho scritto semplicemente una trattazione.

L’isola di cui parla “La spiaggia rubata”, esiste veramente?

No, è basata su dei luoghi che ho conosciuto (mio nonno aveva una casa vicino al mare) ma è frutto di invenzione. Una cosa curiosa è che gli inglesi e i tedeschi sono così letterali, vogliono a tutti i costi visitare i luoghi dei romanzi, e allora io invento! (ma comunque, sono stata in ogni caso costretta a mettere una cartina dell’isola, seppure inventata, all’inizio del romanzo!)

Nella sua casa di campagna lei cucina? Coltivate un po’ di terra?

Si, mi piace cucinare, anche se ho un limite: se le preparazioni dei piatti (non la cottura, che magari se ne va avanti da sola, ma la preparazione) dura più di venti minuti, la cosa non fa per me! (ride) Certo che coltiviamo un po’ di terra, abbiamo di tutto, verdura, alberi da frutta, ho piantato anche delle patate che ho portato dall’Italia, ottime!

C’è un paese in cui si mangia meglio che in Italia?

Non risponderò subito (bisogna provare di tutto), ma credo che per avere la risposta occorra molto, molto tempo. C’è una cosa curiosa, riguardo alla mia attitudine verso il cibo: durante un altro mio soggiorno in Italia, un siciliano, testardo, voleva a tutti costi trovare qualcosa che io non mangiassi. Mi ha fatto provare di tutto: carne cruda (ci cui vado matta, e che in Inghilterra non fanno mai), rane, lumache… ma alla fine ha dovuto arrendersi, perché non mi sono tirata indietro di fronte a nulla, sono molto curiosa di provare cose nuove riguardo al cibo.

(ma sinceramente, dopo aver provato la carne cruda, il risotto al barolo servito in una enorme forma di pane come zuppiera, il nostro orgoglio nazionale per la cucina italiana non è mai stato così alto…)

Per avere maggiori informazioni su Joanne Harris e sui suoi libri, potete visitare le pagine a lei dedicate sul sito della casa editrice Garzanti .

di Stefano Mola