Introduzione al Suiseki

febbraio 13, 2001 in Giardinaggio da Redazione

Storia

Fondamentalmente i Suiseki sono oggetti di pietra lavorati dalla natura. L’influenza di acqua, vento, sabbia, temporali, terremoti ed altri eventi naturali hanno modellato alcune pietre così piacevolmente da dare ai collezionisti la voglia ed il piacere di raccoglierle. Le forme innumerevoli e straordinarie hanno incantato da millenni l’uomo col forte potere suggestivo e di evocazione di paesaggi e figure naturali.

Suiseki letteralmente significa Sui=Acqua e Seki=Pietra, ma questo non esprime il vero concetto del suiseki come forma d’arte; la formazione di paesaggi in miniatura di bonsai o suiseki ha rappresentato la fine percezione originale degli orientali. Questo sentimento estetico e filosofico contribuisce all’arte perchè richiede all’osservatore di gioire di semplici cose e di sviluppare un fine gusto per appagarsi di situazioni naturali apparentemente ordinarie.

In aggiunta i Suiseki offrono l’opportunità di scoprire la bellezza della natura e lo studio approfondito di più soggetti, che trascendono i limiti del nostro pensiero per regalarci un senso di pace e di tranquillità unico. Attraverso la diversità di forme, colori, tessitura, incisioni, i suiseki sono fonte di una ispirazione senza fine. L’arte del suiseki è un esercizio intenzionale nella bellezza e nell’armonia che richiede un processo formativo e creativo; dai tempi antichi fino ad oggi queste valutazioni hanno permesso di soddisfare lo spirito e creare armonia per se stessi e per il mondo circostante. Il fascino dei suiseki continua a catturare l’interesse dell’osservatore di ogni età, cultura e paese.

Il concetto Giapponese di Furyu si traduce letteralmente con “Elegante divertimento”; in Cinese questo concetto, chiamato “Feng-Liu” o “seguendo il vento”, definisce la via da seguire degli antichi cinesi Scolari (eruditi). In periodi di turbolenza essi si discostarono dal Confucianesimo, troppo rigido e morale, per trovare conforto nel Buddismo e nel Taoismo. Letteralmente parlando, Feng-Liu significa adattare se stessi al torrente della vita sotto l’effetto di una raffica di vento. Questo fatto obbliga una persona a dimenticare tutte le contraddizioni che assillano la mente e facilita l’identificazione colla natura. Yuan Chi, uno dei sette saggi del “Legno di Bambù”, espresse il suo disaccordo verso le rigide convenzioni e si ritirò sulle montagne dilettandosi da eremita della bellezza della natura (particolarmente con la contemplazione delle sue splendide pietre).

Gongshi è una parola cinese che identifica una varietà di pietre rare, diverse dalle pietre da giardino, che vengono mostrate all’interno della propria casa per un’intima e apprezzata contemplazione; in Giappone si chiamano suiseki, in Korea suseok e così via. I Cinesi si riferiscono ai Gongshi anche come a fantastiche pietre (Qishi), eleganti pietre (Yashi), refrattarie pietre (Wanshi) e ammirevoli pietre(shangshi).

Storicamente le Gongshi, intimamente unite al bonsai, sono state ammirate dai collezionisti cinesi nel corso di più di mille anni. Gli eruditi, al tempo della dinastia Tang (618-907 d.C.), nei loro studi privati ne mostravano di simili a quelle, più grandi, collocate nei giardini; si diceva che un giardino non potesse fare a meno di queste pietre e una persona non fosse elegante ed ammirata se non ne possedesse almeno una nell’intimità della propria casa.

di Gaijin Ronin