Intercultura: aggiungi un posto a tavola

marzo 14, 2004 in 006 da Redazione

Occuparsi dell’educazione dei figli vuol dire anche metterli in contatto con coetanei di altri Paesi. Non è sempre possibile andare all’estero per un periodo di tempo significativo; però è facile accogliere in casa, per un anno scolastico o una durata più breve, uno studente straniero selezionato da INTERCULTURA.

Sono giovani di sedici o diciassette anni motivati a conoscere e capire l’Italia e desiderosi di parlare del proprio paese: INTERCULTURA li iscrive a scuola e li assiste attraverso i suoi volontari. Dal 1955 a oggi migliaia di famiglie li hanno accolti in casa, li hanno inseriti nella propria vita , ne hanno accettato l’idealismo e le incertezze, l’entusiasmo e gli scoraggiamenti. Oggi hanno un amico per la vita.

Il Segretario Generale, Roberto Ruffino ci spiega gli obiettivi e le sfide di Intercultura:

“Il problema non è diventare adulti: tutti ci riescono. La sfida è diventare uomini e donne. C’è chi cresce rimanendo attaccato alla visione del mondo che gli hanno trasmesso la famiglia, la scuola, i giornali, gli amici: la ritiene l’unica buona e la difende con aggressività. C’è chi cerca di guardare il mondo negli occhi. Trova sicurezza nel confrontarsi con stili di vita e di pensiero diversi. È a suo agio di fronte a chiunque, in ogni situazione. Diventerà adulto; certamente è già un uomo.

INTERCULTURA, in tutto il mondo, si mette a disposizione dei giovani che non si accontentano di diventare adulti ma vogliono crescere da uomini. Assieme alle famiglie, alla scuola, INTERCULTURA elabora programmi di studio all’estero.

E per i ragazzi di altri Paesi organizza un periodo di studio nelle nostre scuole: da alcuni mesi a un anno scolastico. Accogliere in classe, nella propria famiglia, uno studente straniero per alcuni mesi; stimolare i nostri ragazzi a confrontarsi con la sua mentalità e stile di vita, con la sua visione del mondo, degli affetti, dei rapporti, è una esperienza entusiasmante quanto crescere un figlio o trovarsi finalmente accanto il fratello maggiore, la sorella sempre desiderati… Nel 2005 sarà mezzo secolo che INTERCULTURA vive in Italia.

Il bilancio? Venticinquemila studenti italiani hanno soggiornato in varie parti del mondo. Le famiglie italiane che si sono aperte ad ospitare un nuovo figlio da lontano sono oltre ventimila; almeno diecimila le classi che hanno vissuto l’avventura di un nuovo alunno da comprendere, da cui farsi comprendere. Formare i cittadini del mondo può essere davvero uno scopo della vita.”

(Roberto Ruffino, Segretario Generale ).

AFS INTERCULTURA è un’organizzazione internazionale di volontariato, senza scopo di lucro: è una ONLUS (Organizzazione non Lucrativa di Utilità Sociale).

Gli studenti di INTERCULTURA provengono da oltre 40 Paesi dell’Europa, delle Americhe, dell’Asia, dell’Africa e dell’Oceania.

Per informazioni, curiosità o chiarimenti non esitate a contattarmi:

[email protected] e consultate il sito www.intercultura.it potrete trovare i recapiti dei volontari responsabili ospitalità che come me fanno parte di questa associazione nei suoi 111 Centri Locali sparsi in tutta Italia.

di agente Andrea Bonelli