Inquinamento atmosferico

settembre 8, 2002 in Technology da Momy

Non solo i comuni dell’area metropolitana sono a “rischio” per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico. Se nelle città più grandi i maggiori responsabili sono il traffico e i riscaldamenti, in altre aree intervengono a peggiorare la qualità dell’aria anche altri fattori, per esempio le attività produttive. È questa la conclusione di uno studio che ha visto impegnati la Regione, la Provincia ed il Comune di Torino.

L’inventario delle emissioni, che incrocia i dati che riguardano tutti gli elementi che possono inquinare l’aria della nostra Regione, è stato presentato in una riunione svoltasi presso l’Assessorato alle risorse idriche e atmosferiche della Provincia di Torino, alla presenza dell’Assessore all’ambiente della Regione Piemonte Ugo Cavallera, dell’assessore provinciale Elena Ferro e dei rappresentanti di una cinquantina di Comuni del territorio provinciale.

Nel corso dell’incontro l’Assessore Cavallera ha illustrato il progetto di un nuovo piano di zonizzazione atmosferica del territorio, che prevede sostanzialmente due tipi di zone sulla base della qualità dell’aria, contro i circa tre differenti livelli previsti sinora. La novità più importante e’ che, confrontando tutti i parametri, faranno parte della zona 1, quella “più inquinata”, non solo gli 11 Comuni dell’area metropolitana torinese ma all’incirca un centinaio di Comuni. Il progetto prevede che alle Province sia delegato il compito di progettare e realizzare i piani di risanamento atmosferico sulla base della zonizzazione.

E’ una novità positiva, ha commentato l’assessore Ferro, perché questo allargamento tiene conto di tutti i fattori che incidono sulla qualità dell’aria. Naturalmente questo significa individuare modalità di intervento profondamente diverse a seconda delle realtà interessate; sarebbe perfettamente inutile limitare il traffico laddove invece l’inquinamento dipende da altri tipi di attività.

L’assessore Ferro ha quindi illustrato i principali strumenti operativi che dovranno essere utilizzati per diminuire l’inquinamento atmosferico, a cominciare dagli interventi strutturali, come la metanizzazione e il rinnovamento del parco automezzi degli enti e dei servizi pubblici, resi possibili dai finanziamenti regionali. Nel frattempo però, precisa, bisogna comunque limitare l’inquinamento, programmando azioni per così dire ordinarie, che possono andare dalla limitazione del traffico in certe zone o periodi dell’anno all’aumento dei controlli sui riscaldamenti. E’ inoltre necessario che si passi da un approccio ancora troppo volontaristico da parte dei Comuni ad una situazione prescrittiva, che individui con precisione quali azioni mettere in campo per gestire l’emergenza.

Per coinvolgere anche i cittadini in questa situazione, il 22 settembre, in occasione della Giornata europea senz’auto, si svolgerà l’ultima delle domeniche ecologiche finanziate dal Ministero. Fra gli interventi in programma in materia di inquinamento, la Provincia darà il via a ottobre ai bandi di cofinanziamento della zonizzazione acustica (300mila euro), per quei comuni che ancora non hanno realizzato il piano, e ai bandi per il cofinanziamento dei piani di risanamento acustico (500mila euro).

di Monica Mautino