Il trionfo di Cecilia

ottobre 6, 2008 in Spettacoli da Marcella Trapani

Cecilia Bartoli

  • La voce pura e scura del mezzosoprano Cecilia Bartoli ha fatto vibrare di emozione e magia la serata del 23 settembre all’Auditorium del Lingotto. Accompagnata dall’Orchestra La Scintilla dell’Opera di Zurigo, direttore Ada Pesch (che però non era presente a causa di un infortunio), ha eseguito arie di Vincente Garcìa, Persiani, Rossini, Donizetti e altri, con il preciso e riuscito intento di far rivivere l’atmosfera romantica dei brevi anni in cui in Europa e in America riecheggiavano la voce e lo spirito di Maria Malibran, in occasione dei 200 anni dalla nascita della grande cantante lirica.
  • Maria era l’archetipo della donna romantica: una vita di soli 28 anni, consumata nel bel canto e tra i maggiori teatri dei due continenti. Nata a Parigi nel 1808 da una famiglia dedita alla musica: il padre, di origine andalusa, era il tenore, compositore e insegnante di musica Manuel del Pópulo Vicente Garcìa, la madre il soprano Joaquina Sitches Briones. Maria è la protagonista di questo concerto nonché dell’ultimo CD della Bartoli, intitolato semplicemente Maria; la cantantein esso ha cercato di ricostruire, assieme all’orchestra, l’atmosfera e le sonorità del fenomeno Malibran.
  • L’album ha vinto tre premi nel 2008: il Ppremio Edison (categoria: solo vocale), il più importante dell’industria musicale olandese per gli album di eccellente qualità. Il premio, fondato nel 1960, è conferito da una giuria indipendente di insigni esperti nel campo della musica classica. E’ stato dato a Cecilia dopo il suo concerto al Concertgebouw di Amsterdam il 12 giugno scorso.

    Il secondo premio dell’anno è stato dato a Cecilia dal governo spagnolo su suggerimento del Ministero della Cultura ed è la Medalla de oro al merito en las bellas artes per l’anno 2007. Si tratta del più alto riconoscimento nell’ambito culturale in Spagna dato a personaggi e ad istituzioni che hanno contribuito in maniera sostanziale alla promozione e allo sviluppo dell’arte.

    Infine, in Italia le è stato attribuito il Bellini d’Oro, un premio prestigioso della Società Catanese Amici della Musica, conferito ai grandi cantanti e direttori d’orchestra per importanti risultati ottenuti in rapporto con le opere di Vincenzo Bellini.

  • Nella prima parte dello spettacolo, introdotta da circa tre minuti di applausi scroscianti, Cecilia, avviluppata in un fiabesco abito di taffettà blu cobalto, decorato da fregi d’argento, ci ha immersi totalmente in quegli anni e in quell’aria da “grand esprit”. Il pubblico ha particolarmente apprezzato i gorgheggi dell’ultima aria del primo tempo, la scena e rondò di Angelina tratti da Cenerentola di Rossini, Nacqui all’affanno…non più mesta.
  • Nella seconda parte dello spettacolo la Bartoli si è presentata con un abito uguale all’altro nel modello ma questa volta rosso con fregi dorati. Si è iniziato con l’Andante sostenuto dal Concertino per clarinetto in si bemolle di Gaetano Donizetti, un brano struggente eseguito con grande maestrìa dall’Orchestra La Scintilla e dal clarinettista Robert Pickup. A questo pezzo ha fatto da pendant l’Andante tranquillo dal Concerto in sol maggiore per violino n. 7 op. 73 di Charles-Auguste de Bériot (secondo marito di Maria Malibran, sposato dopo alterne vicende e dopo l’annullamento del precedente matrimonio con Eugène Malibran nel 1836, anno anche della morte di Maria).
  • La Bartoli ha continuato con arie di Rossini, Balfe, Hummel e ha concluso con una canzonetta composta dalla stessa Malibran, Rataplan, per il vaudeville Testament eines Schauspieler su testo di anonimo. L’artista e l’orchestra non si sono risparmiati: hanno concesso tre bis, tra cui il brano Yo que soy contrabasista, (poeta) composto anche questo dal padre della Malibran, Vicente Garcìa, ed eseguito per l’occasione con un gruppo di musicisti di flamenco.

    Due ore di sogni e di romanticismo, pubblico in visibilio, rose a go-go!

    di Marcella Trapani