Il Matrimonio Segreto al Teatro Regio di Torino

marzo 25, 2013 in Net Journal, Primo Piano, Spettacoli da Marcella Trapani

Al Teatro Regio è stato messo in scena in questi giorni il melodramma giocoso di Domenico Cimarosa Il matrimonio segreto, libretto di Giovanni Bertati, per la regìa di Michael Hampe e la direzione di Francesco Pasqualetti.
Si tratta di un’opera commissionata dall’imperatore d’Austria Leopoldo II perché fosse rappresentata al Burgtheater di Vienna il 7 febbraio del 1792. Il Matrimonio segreto riscosse un successo clamoroso fin dalla prima rappresentazione, tanto che in quell’occasione lo stesso imperatore chiese agli interpreti di bissarla interamente. Il librettista Giovanni Bertati fu scelto dall’imperatore in persona e si ispirò al soggetti di una commedia inglese, The Clandestine Marriage scritta da George Colman sr. e dall’attore David Garrick nel 1766. E’ dunque un’opera comica strettamente legata all’ancien regime e conforme agli ideali sociali e morali dell’epoca.  Allo stesso tempo però presenta anche un elemento di satira di cui sono oggetto le vecchie generazioni (il vecchio Geronimo, padre di Carolina, e il conte Robinson), socialmente ed economicamente forti; a queste ultime cercano di imporsi i due giovani protagonisti, Carolina e Paolino, con i loro sinceri sentimenti, privi di qualsiasi interesse di natura economica e sociale che li ha spinti a sposarsi segretamente. Si amano senza potersi appartenere apertamente. Ma la lieve satira del Cimarosa non è mai critica palese dei ruoli sociali e non si spinge mai tanto oltre, come invece farà Mozart nelle sue opere Le nozze di Figaro o Così fan tutte.
Cimarosa faceva parte del gruppo di compositori italiani più acclamati della sua epoca, tra i quali Paisiello, Sarti e Pergolesi, ed era giunto a Vienna l’anno prima della rappresentazione del Matrimonio, già famoso grazie a I due supposti conti e a I due baroni di Rocca Azzurra. Cresciuto nel conservatorio di Santa Maria Loreto a Napoli, in un momento storico in cui i conservatori fungevano soprattutto da luogo di “conservazione” e di educazione per i bambini orfani, aveva una perfetta formazione musicale ed un carattere affabile che gli permise di conseguire un notevole successo, non solo in Italia ma anche all’estero.
L’allestimento che abbiamo visto al Regio è una co-produzione con il l’Opéra di Monte-Carlo e, secondo la felice espressione del direttore Francesco Pasqualetti, rappresenta “un ponte tra due secoli di teatro d’opera”, a cavallo tra la sensibilità di Mozart e la modernità di Rossini. Il matrimonio segreto infatti anticipa forme che finiranno per imporsi nella produzione operistica successiva, in particolare in quella rossiniana.
Gli interpreti dell’allestimento del Regio rappresentano il meglio dell’opera giocosa italiana: il soprano Barbara Bargnesi che veste i panni di Carolina e riesce ad infondere al suo personaggio un misto di carica buffa e di patetico. La Bargnesi è nata a Genova e si è formata alla scuola del M° Giuseppe Bisio. È stata Barbarina ne “Le nozze di Figaro” di W. A. Mozart presso i teatri del Circuito Lombardo e in seguito si è dedicata soprattutto a ruoli mozartiani e rossiniani.
Il suo sposo segreto Paolino è interpretato dal tenore lirico Emanuele D’Aguanno, lo stesso ruolo in cui debuttò nel 2004, vincendo il concorso “Toti Dal Monte” di Treviso.
Geronimo, il papà di Carolina, è il baritono Paolo Bordogna, perfettamente a suo agio in questo ruolo buffo e al tempo stesso ironico.
Tutti i cantanti ci sono apparsi in forma e pregevoli nelle loro esecuzioni: in particolare citiamo il baritono Roberto de Candia nel ruolo del conte Robinson.  de Candia, pugliese nato a Molfetta,  ha studiato violoncello, la capacità di leggere la musica probabilmente lo ha spinto a cimentarsi con molte opere contemporanee, da Testoni a Galante, da Petrassi a Maderna a Vlad, ma il suo repertorio naturale è quello belcantistico.
Nel corso delle sette recite, nei ruoli dei due protagonisti si alterneranno Rosa Feola (Carolina) e Matteo Falcier (Paolino).

Per ulteriori infomazioni:
Teatro Regio
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