Il circolo Dante

marzo 28, 2005 in Libri da Tiziana Fissore

Titolo: Il circolo Dante
Autore: Matthew Pearl
Casa editrice: Rizzoli
Prezzo: € 16,80
Pagine: 538

Il circolo DanteQuesto romanzo si potrebbe definire originale ed un thriller storico ben riuscito a parte il primo centinaio di pagine che può risultare un po’ noioso ma che servirà di preparazione per l’evolversi della vicenda, veramente avvincente, ricca di personaggi, caratteri, situazioni che però sfocerà in un finale, sì ricco di sorpresa perché il colpevole lo si conoscerà solo alla fine ma un po’ lento nell’azione.

La trama è ambientata a Boston nel 1865 con una guerra civile appena terminata e con tutte le problematiche che ne derivano, gli stati del Nord che devono affrontare la convivenza con gli schiavi liberati, con gli immigrati che arrivano ogni giorno da oltreoceano (argomento sempre molto attuale) e l’ambiente culturale diviso tra due fazioni: quella che porta avanti il discorso della letteratura nazionale e quello che prende spunto ed esempio dall’Europa.

Ed è in questa Boston, che è la vera protagonista con i suoi problemi, le sue cupe atmosfere dei sobborghi, che ha luogo una serie di delitti simili alle pene del contrappasso che riproducono i tormenti dell’Inferno dantesco.

Il primo è l’omicidio di un giudice che pare essere stato divorato da mosche carnivore e le cui ferite sono piene di larve bianche. Il secondo un reverendo interrato a testa in giù con i piedi carbonizzati. Strani delitti che hanno il sapore di esecuzioni, che nel primo caso poteva essere il non prendere una posizione decisa in difesa di certe categorie di persone e per il secondo la punizione per un uomo di chiesa corrotto. Esecuzioni che si allacciano alle pene che Dante infligge agli ignavi ed ai simoniaci.

Questo è ciò che capiscono i membri del Circolo Dante, gruppo di studiosi che fa capo al poeta Longfellow e che sta appunto lavorando ad una traduzione della Divina Commedia e che si darà da fare per aiutare le indagini e scoprire il colpevole.

Quello che piace in questo libro è che le descrizioni di Pearl servono a dare la giusta dose di suspence per entrare nella mentalità dei vari personaggi ed in quella del tempo. L’autore però pur essendo un conoscitore di Dante riesce solo ad avvincere il lettore , sotto un profilo culturale, a livello scolastico, per approfondire cioè cose imparate a memoria molti anni prima ma non riesce ad evidenziare la grandezza di Dante o meglio di Dante c’è ben poco. Nel complesso comunque è un buon romanzo, gradevole, raffinato nel linguaggio, e a modo suo colto, con una scrittura scorrevole soprattutto nella seconda parte.

Interessante sapere,come si legge nella nota storica a pag. 529, che uno dei personaggi citati: Henry Wadsworth Longfellow fu, come nel romanzo, un grande poeta statunitense di fama internazionale e che fondò effettivamente nel 1865,un circolo per la traduzione di Dante, nella sua casa di Cambridge, Massachusetts, coadiuvato dai poeti Lowell e Holmes, lo storico Greene e l’editore Fields (altri personaggi del romanzo). Così nacque la prima traduzione integrale americana della Divina Commedia.

Una caratteristica sta nel fatto che nonostante tutta la vicenda sia frutto dell’inventiva dell’autore, dobbiamo ricordare che effettivamente, in quel periodo a Cambridge si verificarono vari crimini di natura mai ben identificata.

Un’ultima riflessione molto personale è questa: trovo strano che gli stranieri apprezzino e conoscano Dante meglio di noi italiani a tal punto di avere la necessità di scrivere addirittura romanzi che si allaccino alla figura del padre della letteratura italiana. Che sia vero che il popolo italiano legga poco e solo cose superficiali?

di Tiziana Fissore