Il cielo sopra i bambini

settembre 15, 2002 in Libri da Sandra Origliasso

Eduardo Gianotti, “Il cielo sopra i bambini” (Edizioni Angolo Manzoni) euro 26

31861(2)Bambini impegnati a spostare pietre troppo grandi per le loro braccia, bambine in mezzo alla polvere chine sotto il peso devastante di un fardello difficile da sostenere, immagini di famiglie intere beffate dalla povertà che nel loro quotidiano assumono i contorni di una madre intenta a tessere, con a fianco il proprio neonato abbandonato in un cesto. È un’interpretazione forte della realtà, che comunica di per se stessa senza il bisogno di accentuarne i contorni perché, come scrive Blake: “In ogni grido di qualunque Uomo,/nel pianto di paura di ogni Bimbo,/in ogni voce e proibizione avverto/le manette forgiate dalla mente”. Intanto dalla parte opposta del globo, sotto il cielo dell’Occidente, si muove un’umanità frenetica che egoisticamente riproduce se stessa senza interrogarsi sul senso dell’esistenza, nella speranza di non dover mai accorgersi di stare ascoltando pensieri su avvenimenti dolorosi, troppo lontani dalle frasi riciclate che lo toccano quotidianamente, perché riguardanti la propria condizione.

La lontananza insieme alla difficile ammissione di una situazione che è reale, finisce per ergere un muro nell’opinione pubblica che rifiuta di trovare un possibile rimedio alla povertà e allo sfruttamento. Di conseguenza le immagini raccolte in questo volume, il cui titolo è ispirato al celebre film di Wenders su Berlino, appare come un tentativo di mostrare una delle facce della miseria nel terzo mondo: il lavoro minorile. Il fotografo Edoardo Gianotti coglie nelle sue immagini semplicemente il fatto, senza mai tentare di condirli di elementi sensazionali, mostrando così il dolore nella sue forma più naturale: la quotidianità che vive nelle strade, dove si possono incontrare bambini in età scolare impegnati a vendere succhi di frutta o intenti davanti ad un telaio a imparare un mestiere che non gli appartiene, ma che sono obbligati a svolgere, mentre i loro coetanei che vivono nei paesi ricchi vanno a scuola o stanno davanti alla tv. Il volume, oltre alla trascrizione di una citazione di Gianni Rodari, è caratterizzato da un interessante accostamento di fotografie e poesie scritte da bambini che sfruttati non sono; versi che tuttavia esprimono la solidarietà di un’infanzia che in ogni tempo e luogo è accomunata dalla solitudine. Immagini per riflettere, quindi, che sono state recentemente esposte a New York e che i torinesi potranno vedere in autunno, dal 21 ottobre al 16 novembre Palazzo Cisterna, composta da quaranta pannelli espositivi.

di Sandra Origliasso