I corti del ToFilm Festival

novembre 16, 2002 in Spettacoli da Redazione

“L’ultimo pistolero” di Alessandro Dominici, Italia, 2002

Musica di Ennio Morricone, bianco e nero, una roccia con calcoli complessi eseguiti a gesso, nebbia, una fabbrica abbandonata o forse i resti di un deposito.

Una sagoma scura cammina, cappello e mantello da cow boy.

Incede lentamente e lentamente aggiusta un’insegna cigolante, sposta una porta semiaperta, poi si mette nel centro dell’edificio in rovina.

Con lentezza degna di Sergio Leone la cinepresa si ferma sugli occhi del pistolero, azzurri e freddi come da copione, sulla sigaretta, sulle mani che accarezzano l’impugnatura madreperla della pistola.

Improvvisamente l’uomo spara e il proiettile rimbalza sulla porta, sull’insegna e su molti altri ostacoli prima di conficcarsi nel cuore dell’ultimo pistolero che cade a terra con un sorriso compiaciuto.

“Piccolo manuale di tattica e strategia militare” di Antonio Micciulli, Italia, 2002

Tre bambini di dieci anni giocano “al rifugio militare” nel giardino del palazzo dove vivono.

Scavano buche per catturare i nemici, costruiscono e nascondono armi, stabiliscono regole all’interno del gruppo.

Uno porta gli occhiali, uno è grassottello, uno è basso, sono bambini normali che giocano, si mimetizzano, affrontano gli incursori (un cane nero, una ragazza) e lavorano di fantasia.

Questo film colpisce per la naturalezza con cui i bambini recitano davanti alla macchina da presa e per la verosimiglianza dei dialoghi.

L’amicizia, la cooperazione ma anche le cattiverie dei ragazzini e i rapporti di forza nel gruppetto sono quelli veri che ogni adulto non faticherà a ricordare.

“Il fiore” di Antonio Tozzi, Italia, 2002

Un uomo ritrae i turisti. Mentre disegna non guarda i suoi soggetti, ha davanti agli occhi il volto dolce e bellissimo della moglie gravemente malata.

A parte il calcio, il disegno, il lavoro e il vituperato nipote, la vita dell’uomo è l’affetto per la moglie.

La donna gli confida che non vedrà più le viole di primavera, sente di essere prossima alla morte.

La trama di questa pellicola è tratta da un racconto ormai introvabile dello scrittore americano O. Henry.

Un film maturo e molto ben girato, con ottimi attori ed un’atmosfera malinconica ma non troppo per Antonio Tozzi, discepolo di Lina Wertmüller.

di Elena Bottari