Guarda più in alto – Chapter one

aprile 14, 2007 in Racconti da Redazione

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MIRANDA

lui e lei“Come va?” mi chiede lei sorridendo.

“Sono stanco, un sacco, credo che crollerò.” quanto odio questa maledetta domanda.

“Già, ti vedo un po’ pallido.”

“Sarà stata la notte.” ma perché continuare?

“E stressato, teso, fammi pensare” ruota la sedia verso di me, portando la mano sul mento, sfiorandosi i capelli raccolti, rimuginando ”Direi qualcosa tra il tirato e il nervoso, non saprei bene di preciso. Sicuro è che sei diverso dal solito.”

Che precisione, non so cosa mi trattiene da afferrare la tastiera del computer ed effettuare un gran lancio: “Sarà che finalmente è finito anche questo lunedì e stiamo per andare a casa.”

“Già, siamo rimasti solo noi due.”

Ma come fa ad avere tanta energia dentro e fuori e anche in mezzo? Capisco la potenza del trucco, la forza delle creme rivitalizzanti, ma la sua allegria non si spiega neanche con un trattamento plastico.

“Come sei?” si alza, va verso la giacca e la sciarpa arancione d’ordinanza.

A volte mi chiedo come faccio a trattenere gli oggetti che mi circondano: “Allora, vediamo: pallido, stressato, tirato, diverso dal solito… direi un alieno.”

Sorride? Decisamente con un sorriso fantastico. Non è bellissima, ma le illumina il volto ed è una meraviglia vederla così. Ma non adesso!!! Non dopo una giornata di lavoro deficiente e dopo la quarantesima volta che mi fa la stessa domanda. Cosa vuole sapere? Segreti, missioni impossibili, forse ho una doppia vita e non me ne sono accorto. Cosa?

“Scusa, ti chiedevo come sei col lavoro. Se vieni via con me.”

Ah… caspita, dopo un mese da quando è stata assunta in cui non ha chiesto niente a nessuno, questa non me l’aspettavo: “Ho giusto finito, adesso chiudo e ti raggiungo.”

“Ti aspetto.” si siede sul lato della scrivania ciondolando le gambe.

“Va bene.” mi scappa un sorriso a vederla così bambina.

“Che fai stasera?” chiede da dietro le spalle, rivolta verso il muro.

“Quante domande oggi.” questa dev’essere frustrata. Ma fa strano; è giovane, un paio di anni meno di me, e non può già vendersi così. Originale però.

“E’ che…” con un balzo scende dal tavolo e mi si piazza davanti con la sciarpa svolazzante e gli occhi grandi che fissano l’alto. “… ti va di fare due passi con me?”

Afferro il cappotto e neppure lo indosso: “Ci stai provando Miranda?”

“No” scuote la testa arrossendo, immune da trattamenti estetici “Voglio solo fare due passi con me… cioè con te, ma se hai già, se hai da fare.”

Do un occhio all’orologio e poi oggi non mi aspetta nessuno: “Va bene, mi sembra anche faccia bel tempo.”

“Uno splendido tramonto.” sentenzia puntando le finestre con l’indice della mano destra, come se nel palmo potesse tenere una bacchetta magica.

La storia continua…

Guarda più in alto – Chapter two

di Davide Nonino