Griphonatus Goliardae Perusinae

febbraio 18, 2001 in il Traspiratore da Redazione

Finestra sulla Goliardia

Questo “tomo goliardico” non ha la pretesa di tracciare un quadro inconfutabile della storia della Goliardia. Ci limitiamo, infatti, a raccogliere le notizie riportate dai vari testi, arricchendole con personali giudizi maturati negli anni. La storia del Griphonatus Goliardiae Perusinae è stata in parte tracciata usufruendo dei nostri ricordi e, in parte, di quelli degli amici interpellati. Le lacune o le inesattezze, eventualmente riscontrate, e per le quali chiediamo scusa, derivano dalle mancate o approssimative informazioni forniteci. Per quanto riguarda le canzoni, abbiamo ritenuto opportuno riportare soltanto quelle che, un tempo, sono state oggetto delle nostre preferenze.

Una trattazione storica, anche se breve o limitata nel tempo, si scontra subito con una ben precisa domanda pregiudiziale: da quale tempo iniziare?

Nel nostro caso la domanda che ci siamo posti è un’altra: “Quando e da dove incomincia la storia della Goliardia?” Quando e come, cioè, si è manifestato quel modo di vivere scanzonato che, successivamente, divenne tradizione universitaria?

Qualcuno, muovendo dal concetto secondo cui il termine “Goliardia” debba essere considerato sinonimo di “vagabonderia”, potrebbe subito obiettare che il tema, dal punto di vista storico, sia del tutto inconsistente. Proprio per dimostrare la legittimità e la consistenza storica dell’argomento, ci proponiamo di seguire il lento e graduale evolvere della Goliardia attraverso i secoli.

Come tutte la storie, anche la nostra comincia nei tempi lontani delle “tenebre medievali”. A questo proposito qualcuno penserà senz’altro alla rappresentazione di una ben conosciuta parte anatomica di Ludovico il Moro, oppure a Castruccio Castracani che incalzava Cangrande della Scala. Niente di tutto questo. Infatti, per il periodo medievale, la nostra storia si interesserà di potenti, di preti e di “Scholari” che, in quei tempi scuri, in qualche modo caratterizzarono le conoscenze principali delle varie branche del sapere.

La arti e le scienze, che tanto lustro avevano recato alla Grecia prima e a Roma dopo, erano da tempo scadute nella considerazione dei più. Assenti le “Scholae”, imperavano i cavalieri, uomini avvezzi alle armi e solitamente ignoranti ed incolti. La Chiesa poteva essere considerata l’unico centro di cultura; i principi ed i baroni -che dominavano i feudi sparsi in tutta Europa- si avvalevano, infatti, dell’opera di dotti monaci per istruire la loro prole. In genere, il sapere e la cultura erano monopolio ed esclusivo dominio della Chiesa, per cui chi voleva approdare alla scienza e, quindi, poterla divulgare, doveva per forza vestire la tonaca.

(continua)

Grifone é il nome con cui viene chiamato il Gran Maestro di Goliardia nella città di Perugia, in altre città assume nomi diversi. Il termine Gran Maestro di Goliardia penso sia più che sufficiente a spiegare il compito e l’importanza che ha… (Nota: “non so se mi spiego, disse il paracadute”). L’organizzazione della Goliardia varia da città a città: il capo città, o princeps di Goliardia, é il simbolo della città. Il Grifone ha l’enorme responsabilità di stabilire “come si fa Goliardia in Perugia”, quindi ha poteri praticamente illimitati.

Il sito www.geocities.com/Athens/Agora/9466/index.htm è il sito della goliardia perugina, il GRIPHONATUS GOLIARDAE PERUSINAE che ci racconta la storia di questo prestigioso consesso negli ultimi tre anni. Tutto il materiale di questa pagina è opera dei goliardi umbri, rimarchevole la loro storia della goliardia.

Nel 1997 l’Umbria e le Marche vengono colpite da un violento terremoto che lascia migliaia di famiglie senza tetto. Ma il goliardo -si sa- è per sua natura sensibile, cosi’ il G.G.P. ed il M.O.T. di Urbino organizzano una cena il cui ricavato viene totalmente devoluto in beneficenza alle popolazioni colpite dal sisma. Come luogo del convivio viene scelta la perugina (ma una volta urbinate) Gubbio, che per l’occasione è dichiarata “zona franca” tra il M.O.T. ed il G.G.P.. La partecipazione da parte delle goliardie estere è copiosa et magna (solito doppio senso). Il Grifonato ormai viene considerato un ordine con i controcazzi in tutt’Italia.

Il 7 marzo 1998, dopo aver riportato la festa in piazza et post pantagruelico convivio, Brancaleone abdica a favore di Menghistu da Spoletium, che diventa Braccio Fortebraccio da Montone XXVI Griphone Triumphans. Prima di abdicare Brancaleone aveva emanato il nuovo Statuto del G.G.P. A ottobre dello stesso anno le alte sfere del Grifonato cominciano a lavorare per la riapertura ufficiale degli antichi ordini vassalli: il Venerabilis Ordo Scorpionis e il Califfato delle Calabrie Saudite. Teopalmiro da Spoletium (a.s. Luca Lipparelli) e Pigellino prendono i primi contatti con i vecchi Scorpioni, mentre Bafacchia da Potentia (a.s. Milena Paciello) e Gargamella da Potentia (a.s. Saveriano Lioi) vanno alla ricerca dei vecchi Califfi. Dopo un intenso lavoro di mesi e una luculliana cena con gli ex-capiordine vengono riaperti i due Ordini Vassalli, che in capo a qualche mese saranno riconosciuti ufficialmente da Braccio Fortebraccio. Al momento (1999) dunque il Griphonatus Goliardiae Perusinae ha sotto di se seguenti Ordini Vassalli:

1) Venerabilis Ordo Scorpionis (scorpione Pipino il breve detto Pippo Spano);

2) Califfato delle Calabrie Saudite (califfo Bafacchia I da Potentia);

3) Loggia delle Vergini (reggente Ovetta Sailormoon II da Spoletium).

Che Nostra Sancta Mater Goliardia abbia sempre a proteggere ed illuminare il Griphonatus Goliardiae Perusinae e li Ordini sui Vassalli.

Amen

Il Traspiratore – Numero 25-26

di Giovanni Ruotolo