Gli illustratori di Avorio per Traspi.net

novembre 4, 2009 in Medley da Cinzia Modena

Avorio_the wallAvorio è un libro di 4 racconti scritto dal veneziano Matteo Gambaro. Un tuffo nel mondo dei vampiri ma guardando da buchi della serratura differenti. Il lettore si avvicina a una realtà fantastica dai colori forti, come sanno esserlo le scene intense. Svelate in poco più di una manciata di pagine. Tutte quante legate da un filo conduttore. Un commissario e la lotta contro i vampiri. Traspi.net ha già pubblicato una recensione di Avorio e ha voluto portare su queste pagine l’interpretazione dei suoi illustratori, partendo da Luca Amerio e Monica Venzo, che hanno “animato” i primi due racconti, il “Borgo” e “Aspettando il figlio”.

Dopo aver svelato come sia nata la collaborazione con l’autore Matteo Gambaro, cerchiamo di conoscere meglio questi incantatori dalla penna fina e maestri della china.

LUCA AMERIO

  • Luca, è tua l’illustrazione di apertura e di chiusura del primo racconto di Avorio, “Il borgo”. Colpisce lo sguardo e la postura degli uomini che hai rappresentato. Sono molto diverse le angolature.. Se confrontate, le due immagini sembrano molto diverse tra loro eppure lo sguardo sembra sempre “bucare il foglio”. Voler urlare parole inespresse. Parlaci di questa diversità e di cosa di solito ami raffigurare.

    Luca Amerio_Avorio_Matteo GambaroLe immagini realizzate dovevano infondere una certra angoscia, non dovevano far presagire niente di buono. Il crocifisso riverso sull’altare non è certo un buon segno. Anche il barbone ha uno sguardo non molto rassicurante. Quindi, seppure con un taglio diverso, entrambe le immagini vogliono portare lo stesso significato il che si può esprimere dicendo “c’è qualcosa che non va”. In fondo, il protagonisa de “Il borgo” è alla ricerca di un qualcosa di misterioso e durante le sue esplorazioni si addentra sempre più in una realtà che pare distorta e non molto sicura. Visto che si è sottolineato lo sguardo, probabilmente dai miei disegni viene fuori che reputo molto importante gli occhi e quello che riescono esprimere. Mi piace curarli molto, anche con giochi di luce e riflessi, perché, come nella realtà, si può trasmettere molto concentrando l’attenzione sullo sguardo.

  • Hai anche frequentato la scuola di fumetto di Asti. Quanto è stata preziosa per te questa esperienza e quali sogni nel cassetto ha alimentato?

    Luca Amerio_joan-d-arcL’esperienza della scuola di fumetto di Asti è stata molto piacevole ed importante. Ho avuto modo di conoscere disegnatori di notevole valore. E’ stato quasi come incontrare un attore famoso di cui si è fan. Confrontandomi con queste persone ho avuto modo di migliorare tecnicamente e valorizzare aspetti che spesso tendevo a trascurare. Devo dire che tale esperienza mi ha dato forza nel continuare la produzione artistica in generale, anche se i fumetti “canonici” sono stati accantonati per mancanza di tempo per poterli curare. Per questo mi sono indirizzato verso l’illustrazione…

  • Dal tuo book on line (www.lucaamerio.it) si vedono esempi di prodotti pubblicitari e non. La passione per le donne e per le auto. Ma come è nata la tua passione per l’illustrazione? Da cosa è stata influenzata? Avevi dei riferimenti precisi?

    Luca Amerio_silk-nisha-specterDonne e motori, no? Insomma, c’è qualcosa di migliore? A parte le battute, come già dicevo, la passione per l’illustrazione è andata di pari passo con lo studio dei fumetti, salvo alla fine avere la meglio su questi ultimi per la relativa velocità con cui riesco a finire un disegno rispetto ad un fumetto completo. In fondo i fumetti sono un sacco di illustrazioni messe insieme da un filo logico-narrativo. Fin da piccolo mi è sempre piaciuto disegnare. Mi ricordo un episodio in prima elementare quando avevo abbozzato una sorta di prospettiva di fiori in un prato, cosa che la maestra aveva colto immediatamente a differenza di tutti i miei compagni. Probabilmente la mia fortuna è stata anche quella di trovare un compagno di studi con la stessa passione per fumetti/disegni col quale passavamo giornate a disegnare ed ad inventare storie. Anche se la mia vita professionale mi ha alla fine portato su un’altra strada, continuo a coltivare la passione per il disegno nella speranza di realizzare uno dei tanti progetti che mi sogno di notte.

  • Oggi quali sono i tuoi riferimenti? Qual’è il genere che preferisci? E qual’è quello che preferisci disegnare?

    Cerco di avvicinarmi a diversi stili e generi. Leggo un po’ di tutto e traggo ispirazione da molte fonti. Devo dire che mi piace molto il fantasy classico ed anche quello contornato da elementi fantascientifici. Alla fine però disegno un po’ di tutto, a seconda delle richieste. Mi adatto con piacere a provare disegnare qualcosa di nuovo, sia per stile che per soggetti, è sempre un modo per imparare ad affrontare le problematiche del caso, per fare esperienza e per non fossilizzarsi su quanto si sa già fare.

    MONICA VENZO

    Monica Venzo_Aspettando il figlio

  • Monica, la tua illustrazione che apre “Aspettando il figlio” esprime molte emozioni. Lo sguardo è una importante chiave di lettura. In altri tuoi lavori ho intravisto una ricerca interiore che tralascia in apparenza il dettaglio superfluo. Parlaci di questa tua interpretazione del “reale immaginifico”.

    E’ un racconto introspettivo e ho quindi cercato di narrare lo stato d’animo attraverso l’espressione del volto.

    Ho dato al figlio un’aria spaventata, il cambiamento in vampiro lo ha turbato. Forse non è una creatura cattiva, e forse non è tutta colpa sua. La madre è quasi nascosta ma vuole comunicare comunque la sua angoscia e le sue preoccupazioni.

    Durante la realizzazione di questa illustrazione ho avuto comunque consigli da Matteo che ha supervisionato il mio lavoro.

  • Come sei approdata al disegno? Quale percorso hai seguito?

    Monica Venzo_tavole Fin da piccola ho sempre amato disegnare. Ho seguito gli studi artistici fino al diploma di Pittura all’Accademia di Belle Arti. Ma la mia vera passione è il Fumetto, colleziono fumetti di tutti i generi e, nel tempo libero, li disegno da autodidatta.

  • Chi hai avuto come modelli e quali lavori ti hanno influenzato prima e quali ti ispirano oggi?

    Ce ne sono tanti, guardo a tutti con ammirazione per il loro lavoro. Adoro il fumetto italiano della Disney e della Bonelli e poi il fumetto d’autore italiano e straniero.

  • Disegno e cinema. Punti in comune a partire dalla sceneggiatura. Quanto cinema c’è in te? Quale il genere (e l’ambientazione) che preferisci?

    Monica Venzo_tavoleIl cinema è una riserva inesauribile di immagini ed ispirazioni. Oggi c’è molta contaminazione tra fumetto e cinema, basti pensare ai numerosi film tratti da storie a fumetti e da personaggi noti del fumetto. Adoro il cinema d’animazione a volte forse più originale ed espressivo del cinema dal vero, un esempio recente Wally dell
    a Pixar, eccezionale! Comunque tra i film che preferisco ci sono sicuramente i film trhiller, fantascienza e fantastici. Tra i miei registi preferiti ci sono Tim Burton e Hayao Miyazaki.

  • Scrivi e disegni interamente i tuoi lavori? I più recenti dove sono stati pubblicati?

    Ho sempre collaborato con altri scrittori, non ho mai pubblicato un lavoro tutto mio anche se non mi dispiacerebbe. Ultimamente ho disegnato la copertina di un libro di fiabe, Il Cantastorie, che esce ogni anno per raccogliere dei fondi per l’associazione di ricerca della Città delle Speranza.

    Abbiamo parlato di Avorio non con l’autore ma con i 4 autori delle tavole che corredano il libro di Matteo Gambaro in questo articolo: “Il libro Avorio raccontato dai suoi illustratori”

    di Cinzia Modena