Gli esordi e la scultura

luglio 4, 2003 in Medley da Sonia Gallesio

Sono bella, o mortali, come un sogno di pietra/Ed il mio seno su cui ognuno alternativamente s’è ammaccato/E’ fatto per far nascere nel poeta un amore/Immortale e muto come la materia…

[Da La Bellezza, di Charles Baudelaire]

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Amedeo Modigliani amò intensamente la poesia di Baudelaire e Rimbaud. Alle Biennali di Venezia del 1903 e del 1905 egli poté ammirare la straordinaria arte frutto del Simbolismo, corrente che influì non poco sulle opere del suo esordio.

Il bellissimo dipinto Nudo dolente del 1908, ad esempio, rimanda con immediatezza ai lavori di George Minne ed Edvard Munch. In questa tela, il corpo scarno della donna raffigurata è come circondato dal vuoto e dal silenzio. Il suo capo è piegato all’indietro; il suo volto è deformato da una smorfia di dolore che pare una maschera.

Condizionato dalle avanguardie, nei primi anni parigini l’orientamento stilistico e compositivo di Modì risultava ancora piuttosto incerto. Egli prese spunto da Cézanne, Toulouse-Lautrec, Picasso.

Si servì poi del colore puro già utilizzato da Van Gogh – ma anche dai Fauves e dagli Espressionisti – che permetteva di trasferire ed interpretare emozioni e stati d’animo (L’ebrea, 1908 ca; Nudo femminile con cappello, 1907/1908).

35182(1)Presto, però, Modigliani cominciò ad operare dirigendosi verso un’autonomia espressiva del tutto singolare, sino poi a conquistare uno stile inconfondibile e personalissimo.

Partendo da un tipo di raffigurazione che restituiva l’umoralità dei modelli, difatti, passò alla spersonalizzazione degli stessi per mezzo di una crescente stilizzazione delle figure.

Tale significativa conquista avvenne dapprima attraverso la scultura, alla quale l’autore si dedicò dal 1909 al 1914. In quest’ambito fu certamente stimolato dall’amicizia con Costantin Brancusi, le cui creazioni simili ad idoli furono esposte nel 1907 al Salone d’Autunno e nel 1908 al Salon des Indépendants.

Un rilevante influsso sulla sua produzione, tuttavia, l’ebbe anche la scultura africana, la cosiddetta art négre che al tempo costituiva una ricchissima fonte di stimoli appannaggio dei movimenti avanguardisti (si pensi, ad esempio, alle ‘sperimentazioni’ di Pablo Picasso).

35183Le sculture in pietra di Modigliani si sviluppano in altezza e appaiono quasi prive di tridimensionalità. Simili a stele, sono caratterizzate da un elegante minimalismo, da un’incisiva essenzialità.

Grazie alla loro semplicità e simmetria, le sue teste trasferiscono grande austerità e solennità. Proprio in questi lavori sono riscontrabili elementi distintivi importanti, che successivamente vennero ripresi ed elaborati in pittura. In parte ispirate all’arte primitiva, infatti, le teste stilizzate possiedono lunghi colli e nasi simili a frecce. Ormai, risulterà evidente come, mediante la pratica scultorea, per Modigliani sia stato possibile approdare alla linearità, all’astrazione, alla riduzione formale – e dunque all’omogeneità – tipiche delle sue opere più celebri.

Sia in qualità di scultore che di disegnatore e pittore, altresì, in quegli anni l’artista si dedicò al tema delle cariatidi. Impiegate fin dall’antichità, tecnicamente esse consistono in figure parietali dalle sembianze umane atte al sostegno di interi piani o cornicioni.

Al giovane Modì, pertanto, dovettero risultare più che adatte a rappresentare le difficoltà della vita, a divenire il simbolo di un’umanità schiacciata dal peso dell’esistenza (Doris Krystof, da Amedeo Modigliani, Edizioni Taschen).

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