Gli androidi sognano il libro elettronico?

maggio 28, 2001 in Libri da Stefano Mola

24560Uno spettro si aggira per l’Europa (e non solo): il libro elettronico. Spariranno i libri veri? Avremo come massimo status symbol un libro di carta, così come gli umani in “Do androids dream of the electric sheep” (meglio noto come “Blade runner”, P. K. Dick) hanno per massimo status symbol un animale vero?

Che cos’è l’e-book? Innanzi tutto non è un libro. È un supporto per libri (una specie di carta, insomma), una scatola elettronica grande più o meno come un libro, in cui i testi possono essere letti grazie a software (per chi volesse provare Microsoft Reader, www.e-book.mondadori.com. Dal sito lo si scarica gratis, così come gratis si possono scaricare, tra gli altri, “Elogio della follia”, “Cuore di tenebra”, “Le relazioni pericolose”; ovviamente, ci sono anche testi a pagamento).

Stando agli esperti, la tecnologia non è ancora al livello della carta, nel senso della risoluzione percepita dall’occhio: la carta ne ha una pari a 150 pixel per pollice, il miglior schermo non arriva a 100. Dunque, leggere un e-book potrebbe essere più faticoso che leggere un libro normale. Ma è chiaro che siamo solo all’inizio (com’erano i computer 10 anni fa?).

Come ci metto dentro i libri? Scaricandoli da internet (e se non ce l’ho? ah, beh, già) e pagando con la carta di credito (quanti adesso si fidano?). Problema: l’estrema duplicabilità di qualsiasi ‘oggetto’ informatico, dunque bisogna gestire bene i diritti d’autore (al momento, da Microsot Reader non si può stampare!).

Un e-book non è dunque ancora un libro ma può accettare sottolineature, evidenziazioni, memorizzare commenti, rimandi. Può ospitare programmi che aiutino nell’analisi del testo: ricerca di concordanze, ricorrenze di parole (quanti però ci sono nella Divina Commedia?). Proprio perché ha le potenzialità software di un PC, può dare origine a nuove forme creative che non chiameremo più libro: allegando foto, filmati, commenti vocali dell’utente e dell’autore, collegamenti a siti internet (così come ha mostrato, alla Fiera del Libro al Lingotto, Bob Stein, di Night Kitchen).

Però può contenerne moltissimi, dunque può essere pratico (secondo uno standista del salone, circa 200 in 16 Mb). Potrei portare in montagna (o al mare, al lago) l’intera mia biblioteca. Ad esempio, io mi comprerei le due edizioni, il libro di carta, cui non potrei mai rinunciare, e quella virtuale (per studio, per ricerca). Quindi, se studiassi licheni nell’estrema propaggine della Patagonia, lontano migliaia di chilometri dalla baracca più vicina, e fossi un appassionato lettore (che fare la sera, in Patagonia, andare in discoteca?), potrei scaricarmi via internet l’ultimo romanzo del mio autore preferito, grazie al mio telefonino satellitare.

E i libri fuori catalogo? I libri che leggono due persone in tutto il mondo e che sarebbe costoso stampare o distribuire? Lasciamoli in un archivio internet dove li posso scaricare: non scomparirebbero. Io lettore potrei sempre essere sicuro di poter reperire qualsiasi testo scritto nella storia dell’umanità.

Si, ma quanto costa? Il modello presente alla Fiera del Libro, di IPM-NET, circa 2.000.000 di lire. A questi prezzi si renderebbe ancor più elitario il mercato degli utenti (ma quanti ragazzini vediamo in giro con telefonini costosissimi?).

Il libro elettronico fa risparmiare carta! È ecologico! Diffidare (sempre) delle analisi semplicistiche. Bisogna fare l’analisi dell’intero ciclo di vita dell’oggetto. L’e-book ha delle batterie. Le batterie hanno un ciclo di vita. Poi finiscono. Dove le smaltisco, e come? (ah, già, le batterie). L’e-book richiede energia per funzionare: chi la produce e come? Quanto è costato energeticamente estrarre e lavorare le materie prime necessarie a costruirlo? Che sia ecologico, è da dimostrare.

Forse, il vero problema è che solo il 38% degli italiani ha letto un libro nel corso dell’ultimo anno. Forse, un altro problema è che spesso le librerie si lamentano, ma alcune sono polverose e vecchie e offrono servizi di qualità scadente. Datemi un posto pulito, illuminato bene, dove ci sia una sedia e un tavolino, dove possa discutere e ogni tanto incontrare gli autori, e vedete che non sarà vuoto.

Io credo (e spero) che l’e-book non sostituirà il libro, piuttosto ne diverrà un complemento. Come tutti gli strumenti, molto dipenderà dall’uso che ne verrà fatto. Anche del bacio, che in fondo è pure lui uno strumento ci comunicazione, Giuda ha fatto un uso discutibile…

di Stefano Mola